Martedì e mercoledì sciopero dei medici di base, soprattutto contro l'obbligatorietà del lavoro nelle Case di Comunità, sottraendo tempo al lavoro negli ambulatori
I medici di base incrociano le braccia contro la riforma della sanità territoriale. Così domani 15 settembre e mercoledì 16 dalle 9 alle 20 potreste non trovare il vostro medico di fiducia. Sei ore alla settimana nelle Case di comunità: è questo il nodo che porta i medici di famiglia allo sciopero. La mobilitazione del 15 settembre porterà a una manifestazione in piazza Duca d’Aosta sotto la sede di Regione Lombardia. Al centro della protesta c’è l’accordo che prevede per i dottori di Medicina generale l’obbligo di prestare servizio nelle nuove strutture territoriali, le cosiddette "Case di Comunità".
L’intesa raggiunta a giugno da Sisac, Fimmg e Fmt stabilisce fino a sei ore settimanali di attività nelle Case di comunità, con una remunerazione di 38,72 euro l’ora. Una formula contestata dalle sigle che non hanno sottoscritto l’intesa. Smi, Snami e Libera Associazione Medicina Generale contestano soprattutto "l’obbligatorietà della presenza e il rischio che quelle ore vengano sottratte al lavoro negli ambulatori". La Lamg ha presentato in Regione una lettera, secondo quanto riferito dall’associazione, da 1.100 firme di professionisti lombardi.
Dice il sindacato che ha proclamato lo sciopero. “Non scioperiamo contro la sanità territoriale. Scioperiamo per una sanità territoriale che possa funzionare davvero. Chiediamo l’abolizione del Ruolo unico, lo stop al debito orario coatto e all’obbligo di coprire fino a sei ore settimanali nelle case della comunità, trasformando l’attività oraria in una scelta autonoma, flessibile e volontaria. Chiediamo il rilancio della medicina dei servizi, la specializzazione universitaria in medicina generale con il riconoscimento dell’equipollenza per chi ha già maturato esperienza, il doppio canale di accesso alla professione — dipendenza e convenzione — e il rafforzamento degli organici del 118. E chiediamo una risposta per i giovani medici entrati nel ruolo unico, oggi sottoposti a carichi di lavoro pesantissimi senza le tutele proprie del lavoro dipendente e senza la libertà organizzativa che dovrebbe caratterizzare il lavoro convenzionato”.
Intanto l'Asst con un comunicato stampa dice che: "Nelle giornate di martedì 15 e mercoledì 16 settembre 2026, dalle ore 8 alle ore 20, è previsto lo sciopero nazionale proclamato dal Sindacato Medici Italiani (SMI). In caso di adesione allo sciopero, l’attività ambulatoriale dei Medici di Medicina Generale potrà essere sospesa e potranno pertanto verificarsi disservizi per gli utenti. Come previsto dall’Accordo Collettivo Nazionale, saranno comunque garantite le prestazioni indispensabili:
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Visite domiciliari, tenuto conto delle condizioni cliniche e della possibilità o meno di spostamento del paziente;
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Assistenza domiciliare integrata;
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Assistenza domiciliare programmata ai malati terminali.
L'Asst di Cremona si scusa per gli eventuali disagi, al momento non prevedibili".
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commenti
Gianluca
14 settembre 2026 13:19
Quindi vogliono continuare a fare i passacarte (perché così è) tranquillamente in ambulatorio (non ti visitano, non ti misurano la pressione, non vengono a casa a visitarti se non in casi eccezionali) e fare (forse) sei ore alla settimana nelle case di comunità è un grosso impegno! Quindi dicono: piuttosto potenziate il 118 ed andate tutti ad intasare il pronto soccorso (anche con un solo raffreddore) che noi stiamo comodi così.