26 ottobre 2026

Nel cielo sopra il Po ieri notte lo straordinario spettacolo della "Luna piena del Cacciatore", visibile anche stasera e domani sera

Bellissima, grande, brillante. Nel fine settimana appena trascorso, sui cieli di tutto il Cremonese, ha dato spettacolo la Luna piena del Cacciatore e lo farà anche nella serata di lunedì e martedì.  La Luna del Cacciatore, conosciuta anche con il nome inglese Hunter’s Moon, è tradizionalmente il plenilunio che segue la Luna del Raccolto, quella più vicina all’equinozio d’autunno. Il nome, come già scritto su Cremonasera.it è legato soprattutto alle tradizioni popolari nordamericane. Dopo la conclusione dei raccolti, i campi erano più sgombri e la luce della Luna poteva aiutare a individuare gli animali durante le attività di caccia e la preparazione delle provviste per l’inverno. Non si tratta, dunque, di un fenomeno astronomico diverso dagli altri pleniluni, ma di una denominazione tradizionale legata al periodo dell’anno in cui si verifica.

La Luna del Cacciatore non è l’unico nome con cui viene indicato il plenilunio di ottobre. Nelle diverse tradizioni nordamericane, questo periodo dell’anno è associato anche alla Luna delle foglie cadenti, che richiama i colori e i cambiamenti del paesaggio autunnale, alla Luna del riso essiccato, legata alla conservazione dei raccolti, e alla Luna del gelo, che annuncia l’arrivo delle temperature più fredde. La tradizione Cree utilizza inoltre il nome di Luna migratrice, in riferimento agli spostamenti stagionali degli uccelli. Denominazioni diverse, accomunate dal legame con i cicli naturali e con i preparativi per l’inverno. Come evidenziato e confermato anche dal portale Almanac.com, il plenilunio di ottobre è tradizionalmente conosciuto come Luna Piena del Cacciatore, “un nome che riflette il passaggio stagionale dal recupero dei raccolti alla preparazione della carne per l'inverno”. In vista della rigidissima stagione fredda, infatti, i nativi americani erano soliti fare scorta di carne nei mesi di ottobre e novembre, sfruttando la migliore visibilità grazie ai campi falciati. Un altro elemento rilevante risiedeva nel fatto che, in questo periodo dell'anno, gli animali sono più grassi dopo aver fatto incetta di cibo fatta nei mesi estivi. Con la Luna Piena, inoltre, i cacciatori potevano seguire più a lungo la selvaggina e catturarne di più. La Luna Piena del Cacciatore era conosciuta anche con altri nomi, a seconda della comunità. I Dakota, ad esempio, la chiamavano “Luna del Riso secco” perché in questo periodo dell'anno facevano essiccare il riso dopo il raccolto; i Cree la omaggiavano con il nome di “Luna migrante”, per via della migrazione degli uccelli verso sud; mentre gli Anishinaabe celebravano il cambio di stagione (Luna delle foglie che cadono). Altri nativi americani assegnavano nomi legati all'arrivo del primo freddo. Secondo il monaco Beda, vissuto intorno al 700, questa era la Luna Piena che dava inizio all'inverno secondo gli antichi popoli anglosassoni. Gli antichi inglesi dividevano l'anno in due stagioni, estate e inverno, collocando sei mesi – durante i quali i giorni sono più lunghi delle notti – nell'estate e gli altri sei nell'inverno. Chiamavano il mese in cui iniziava la stagione invernale Ƿintirfylliþ , una parola composta da "inverno" e "luna piena", perché l'inverno iniziava con la prima luna piena di quel mese. La Luna del Cacciatore è stata ed è una occasione per osservare il cielo con uno sguardo diverso, magari approfittando di una passeggiata serale e di un luogo tranquillo immerso nella natura, su tutti naturalmente le terre del Po.

In un periodo dell’anno in cui le giornate si accorciano ed il paesaggio cambia colore, il plenilunio di ottobre ricorda quanto i fenomeni celesti continuino ad accompagnare i ritmi della Terra e ad offrire occasioni semplici per avvicinarsi alla natura. A proposito tra l’altro di eventi astronomici significativi, ecco che, giorno dopo giorno, prosegue lo spettacolare avvicinamento di Giove a Marte, che tra il 16 e il 19 novembre si trasformerà in uno dei baci celesti più belli dell'intero anno. Per il 28 ottobre inoltre l'Unione Astrofili Italiani (UAI) nella rubrica “Il cielo del mese” segnala il picco massimo delle lambda Ursae Majoridi (LUM), uno sciame meteorico piuttosto debole – ci si può aspettare di vedere un paio di stelle cadenti all'ora – che sarà fortemente disturbato proprio dalla Luna Piena del Cacciatore. In questo periodo è infine sempre più visibile nel cielo serale la meravigliosa costellazione di Orione, che dominerà il firmamento durante tutta la stagione fredda.

Eremita del Po

Paolo Panni


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