13 ottobre 2026

Nella collegiata di Pieveottovile le targhe dei pittori: tra questi anche gli artisti cremonesi Marchetti e Moroni

I nomi degli artisti cremonesi Vincenzo Marchetti e Giuseppe Moroni incisi, per sempre, nelle targhe della monumentale chiesa collegiata di San Giovanni Battista di Pieveottoville, in terra di Po. Nel sacro edificio sono state infatti inaugurate e benedette le nuove targhe che ripercorrono la storia della chiesa stessa e ricordano coloro che vi hanno lavorato. Una bella iniziativa, quella della parrocchia della Bassa Parmense, nata da un corposo lavoro avviato e realizzato dal compianto parroco don Gianni Fanfoni e dallo studioso Mauro Lanchi, grazie al quale ora è possibile conoscere i principali passaggi storici della chiesa (il primo documento risale all’830), delle sue opere d’arte e degli artisti che vi hanno lavorato. Tutto è inciso su una serie di lapidi poste all’ingresso della collegiata e all’altezza delle cappelle. L’inaugurazione è avvenuta al termine della solenne concelebrazione presieduta dal canonico ed economo diocesano don Andrea Mazzola (parroco emerito di Pieveottoville) conosciuto anche come “carabiniere di Dio” per il suo passato da carabiniere a Piadena, affiancato dal parroco don Benjamin Ayena. La funzione è stata impreziosita dai canti della corale san Donnino città di Fidenza diretta e accompagnata all’organo dal maestro Giovanni Chiapponi. Il parroco don Benjamin ha ripercorso brevemente la storia della chiesa, ha ricordato gli ultimi importanti lavori realizzati (coperture, intonaci esterni, nuova illuminazione e restauro organo Serassi) ringraziando in modo particolare don Andrea Mazzola per il fondamentale impulso dato a queste importanti opere. Da parte sua don Mazzola ha ricordato come i “Grazie” reciproci siano sempre atti d’amore di cui c’è bisogno in un mondo che ha bisogno di bene. Tra gli artisti che hanno lavorato alla collegiata vengono ricordati Francesco Monti detto il Brescianino; Giovanbattista e Vincenzo Biazzi; Antonio Orlandi; Gaetano Signorini; Pier Luigi Montecchini; Antonio Rossi; Girolamo Magnani; Francesco Burlazzi; Pietro Paolo Baratta, Enrico testi ed i cremonesi Giuseppe Moroni e Vincenzo Marchetti. Quest’ultimo, architetto e scenografo,  ha  rimodellato le cappelle laterali della collegiata ed ha progettato l’abside e la cupola sovrastante. Fu il parroco don Giacomo Remondini a promuovere gli importanti lavori del 1859 che portarono alla sistemazione della torre campanaria (la cui cuspide fu ricoperta con lastre di rame) e, quindi, seguendo il progetto dell’architetto Marchetti si procedette alla demolizione della volta del coro e del santuario che fu ricostruita con l’aggiunta della cupola mentre il presbiterio fu provvisto della massiccia balaustra in marmo e si curò anche la sistemazione degli archi delle cappelle e delle colonne. Per quanto riguarda invece Giuseppe Moroni, che nacque a Cremona il 6 ottobre 1888 e morì a Roma il 22 ottobre 1959, e che a Pieveottoville, per molti anni stabilì, per così dire, la sua seconda casa, sono  da evidenziare, soprattutto, due opere  realizzate con la tecnica dell’olio su tela: “La Pietà” e “San Carlo Borromeo”. Il primo, “La Pietà”, datato 1949, è la pala dell’altare dedicato ai Caduti di Guerra ed è una copia, con qualche variante, di analoga opera eseguita dallo stesso artista per la chiesa di San Michele Arcangelo in Cremona. Rappresenta la pietà divina e umana in una tonalità mistica di fede, di rassegnazione e di speranza cristiana in cui, dinnanzi alla Madonna che accoglie pietosamente il corpo del Figlio, si trova in primo piano la figura dolente di una madre che prega preso la salma di un soldato mentre, sullo sfondo, una croce irradiante una debole luce si inserisce in un panorama accennato di mestizia profonda. L’opera del Moroni simboleggia il dolore di due maternità schiantate, avvicinate dalla morte e valorizzate dalla fede in un vincolo di divino e di umano. Il dipinto che raffigura invece il Borromeo è, a sua volta, al centro dell’altare laterale dedicato allo stesso patrono del comune e ricorda la visita pastorale compiuta in parrocchia dal santo nel 1575. Tra l’altro, la stessa chiesa ospita, del medesimo pittore cremonese, le pitture che ornano la volta della cappella dedicata alle Anime del Purgatorio. Del Moroni, nella stessa collegiata, anche l’altare della cappella che riproduce fedelmente la grotta di Lourdes.

Eremita del Po

Paolo Panni


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