25 settembre 2026

Nuova tegola sul nuovo ponte di Casalmaggiore, ci sono i fondi ma non i tempi tecnici per l'appalto. L'on. Cavandoli (Lega) punta il dito sulla Provincia di Parma

Nuova tegola (purtroppo non la prima) per il ponte sul Po che collega Casalmaggiore a Colorno. A darne notizia è stato il presidente della Provincia di Parma Alessandro Fadda durante il consiglio provinciale di venerdì mattina nel corso del quale ha fatto sapere che “Sulla carta, per decreto del Governo, avremmo 5,8 milioni di euro per il ponte sul Po Colorno-Casalmaggiore e per il ponte sul Mozzola tra Berceto e Valmozzola (sull’Appennino Parmense). Ma la realtà dei fatti ci dice altro: non ci sono i tempi tecnici per poter procedere con affidamenti così importanti. E, quindi, il decreto per il Parmense risulta inefficace, un vero e proprio pasticcio”.

Così il  presidente  Fadda  al termine del Consiglio provinciale di questa mattina, durante il quale si sono approvate le variazioni al bilancio di previsione e al programma triennale dei lavori pubblici. “Un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 luglio – spiega Fadda – ha assegnato 3,8 milioni di euro per il proseguimento della progettazione del nuovo ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore e 2 milioni di euro per finanziare la costruzione del nuovo ponte sul rio Mozzola lungo la statale 308 Valtaro nel territorio di Valmozzola e Berceto. Risorse importanti, ma che di fatto risultano inutilizzabili perché entro il 30 settembre avremmo dovuto chiudere gli affidamenti ad evidenza pubblica con le tempistiche previste dal Codice dei contratti. Una procedura non attuabile, per opere di questa portata, in soli due mesi di tempo tenendo conto anche del fatto che si tratta di infrastrutture di proprietà di Anas con la quale sarebbe necessario interloquire e trovare accordi. Abbiamo chiesto con una lettera al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ed anche tramite Upi (Unione delle province italiane) una proroga, ma al momento non abbiamo avuto riscontri in quest’ottica”.

Per il nuovo ponte sul Po Colorno-Casalmaggiore la Provincia di Parma (lungo la ss343 Asolana, oggi statale e sino al 2021 provinciale) ha concluso già lo scorso settembre il progetto di fattibilità tecnico-economica, ossia il progetto preliminare, consegnato ad Anas, la quale è tenuta alla predisposizione del progetto definitivo. Le risorse stanziate dal decreto di luglio (3,8 milioni di euro) servirebbero per un ulteriore step: il completamento della progettazione della fattibilità tecnica economica ai sensi del nuovo Codice degli appalti, ma i tempi necessari per questo tipo di attività sono maggiori (mediamente circa 6 mesi) rispetto a quanto concesso dal decreto. “Da qui – commenta Fadda – la nostra difficoltà a procedere. Bene lo stanziamento delle risorse e massima disponibilità della Provincia ad operare, in termini di progettazione, su opere di proprietà di Anas, ma senza tempi congrui non è materialmente possibile andare avanti. Senza una proroga sui tempi dell’affidamento, ora in scadenza al 30 settembre, per noi è impossibile procedere”. 

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il vicepresidente della Provincia con delega alla Viabilità Daniele Friggeri: “Emerge una netta dicotomia tra l’operatività sul piano provinciale, per la quale ringrazio gli uffici per l’ottimo lavoro svolto, e la programmazione nazionale del governo. Sul piano provinciale, pur tra difficoltà ed imprevisti, riusciamo a programmare interventi, in coordinamento con gli enti territoriali, portandoli poi a termine. La variazione approvata in Consiglio consente interventi in ambito di manutenzione e perseguimento della sicurezza con una visione prospettica. A livello nazionale, invece, assistiamo ad una programmazione costantemente in ritardo che, in questo specifico caso, ci mette a disposizione, sulla carta, una cifra considerevole di 5,8 milioni di euro con scadenze che sono del tutto incompatibili con i tempi di un ente pubblico. Mi auguro che da parte del Governo vi sia stato semplicemente una svista, un errore procedurale al quale porre rimedio in tempi stretti con una revisione delle tempistiche delle scadenze affinché la Provincia possa portare a termine le proprie programmazioni”.

A smentire le parole del presidente della Provincia di Parma è arrivato, a stretto giro di ruota, l’intervento dell’onorevole Laura Cavandoli della Lega. “Il presidente Fadda definisce un ‘pasticcio’ il decreto del Governo sul ponte Colorno-Casalmaggiore – esordisce la Cavandoli - Prima di parlare di pasticci, però, sarebbe utile guardare le carte e soprattutto le date. Perché questa storia non comincia a luglio 2026. Comincia molti anni fa. Le risorse per questi interventi sono state stanziate con la legge di Bilancio per il 2019 grazie a un mio emendamento e assegnate con decreto ministeriale del 3 gennaio 2020. Da allora sono passati più di sei anni e i termini sono stati prorogati non una, ma diverse volte, fino ad arrivare all’attuale scadenza del 30 settembre 2026. Quindi non è serio raccontare oggi che la Provincia si sia trovata improvvisamente davanti a due mesi di tempo e a un decreto arrivato dal nulla. Il problema delle scadenze esiste da anni e la Provincia ne era perfettamente consapevole.

Sul ponte Colorno-Casalmaggiore, poi, non si deve confondere i diversi livelli della progettazione. Il decreto del 24 luglio indica espressamente, che i complessivi 5,3 milioni sono stati assegnati per il ‘progetto di fattibilità tecnica ed economica’. La Provincia nel marzo scorso ha comunicato di avere già realizzato e consegnato ad Anas lo studio di fattibilità e ha sempre sostenuto che fosse equivalente al Pfte del nuovo codice degli appalti. Per il ponte sul Mozzola, poi, il quadro è ancora più chiaro: il soggetto attuatore e proprietario è la Provincia e una gara per la costruzione del nuovo ponte era già stata bandita nel 2022, andata deserta e non più riproposta. Sono fatti che non dipendono dal decreto di luglio. Nel frattempo – chiede la deputata leghista  - la Provincia cosa ha fatto? Solo oggi la provincia scopre che c’è una scadenza imminente”. Da 8 anni seguo queste infrastrutture, e mi sono spesa più volte personalmente perché le risorse destinate a questi interventi non venissero perse e mantenute sui progetti, nonostante i “sogni d’oro” fatti dal precedente presidente della provincia, troppo impegnato sui social per verificare le scadenze. A pochi giorni dalla scadenza e senza provvedimenti legislativi aperti per potere influire sul termine, accetto comunque l’impegno di cercare una soluzione che salvi il futuro di queste infrastrutture così necessarie per il nostro territorio“.

Eremita del Po

Paolo Panni


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commenti


Adolfo

25 settembre 2026 19:20

Basti pensare che alla provincia di Parma spetta anche la manutenzione del ponte Verdi, saranno dieci anni che ci lavorano e non si vede la fine, con tutti i disagi per chi lo usa.