Oleificio Zucchi ottiene la certificazione per la parità di genere. Azienda verso un modello sempre più inclusivo e attento alle persone
Oleificio Zucchi, storica azienda olearia italiana, ha ottenuto la Certificazione per la Parità di Genere UNI/PdR 125:2022, riconoscimento che valorizza l’impegno dell’azienda nella costruzione di un ambiente di lavoro sempre più equo, inclusivo e attento al benessere delle persone.
Un traguardo che si inserisce in un percorso più ampio attraverso il quale Oleificio Zucchi ha progressivamente integrato i principi della parità di genere nella propria cultura e nei processi aziendali, dalla selezione e gestione delle persone alle opportunità di crescita professionale, fino all’equità retributiva, alla genitorialità e alla conciliazione tra vita privata e lavoro. Un impegno che trova continuità nella visione dello Storico Oleificio, Società Benefit dal 2025, e nella volontà di coniugare lo sviluppo dell’impresa con la creazione di valore condiviso, mettendo le persone e il loro contributo al centro della crescita aziendale.
“La sostenibilità per noi riguarda non soltanto ciò che produciamo e il modo in cui operiamo lungo la filiera, ma anche la responsabilità che abbiamo nei confronti delle persone che ogni giorno contribuiscono alla crescita della nostra azienda”, commenta Alessia Zucchi, Presidente e Amministratrice Delegata di Oleificio Zucchi. “La Certificazione per la Parità di Genere rappresenta un ulteriore passo in un percorso che portiamo avanti con convinzione e che punta a creare un contesto in cui ciascuno possa avere le stesse opportunità di crescita e valorizzazione.”
Welfare e genitorialità: misure concrete per le persone
L’impegno dell’azienda si traduce anche in politiche di welfare dedicate alla genitorialità e alla conciliazione tra vita professionale e familiare. Oleificio Zucchi riconosce ai papà 10 giornate aggiuntive di congedo retribuito, che si affiancano a quanto previsto dalla normativa, con l’obiettivo di favorire una maggiore condivisione delle responsabilità familiari e di cura. A questa misura si aggiunge un piano di welfare che prevede un contributo fino a 1.500 euro annui per ciascun figlio per le rette degli asili nido, offrendo un sostegno concreto alle famiglie.
“La parità di genere deve tradursi in azioni concrete e trovare riscontro nelle politiche e negli strumenti che mettiamo a disposizione delle nostre persone”, sottolinea Roberta Gorini, HR di Oleificio Zucchi. “Il nostro obiettivo è continuare a sviluppare un modello organizzativo capace di offrire pari opportunità e accompagnare le persone nelle diverse fasi della loro vita. Le misure dedicate alla genitorialità e il nostro piano welfare vanno proprio in questa direzione, sostenendo esigenze reali e favorendo un migliore equilibrio tra dimensione professionale e personale.”
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commenti
Il Pontormo
16 settembre 2026 19:04
La parità di genere, quando imposta, è come agevolare una categoria che altrimenti non ce l'avrebbe fatta 🤔🙈
Manuel
17 settembre 2026 17:40
Eh certo, è come in diversi paesi del mondo (solitamente musulmani) che non permettono (od ostacolano) l’istruzione femminile... se non si arrangiano a leggere e scrivere per proprio conto, sarebbe troppo comodo favorire dell’aiuto di stato.
NB: nel 1979, l’assemblea generale dell’ONU adottò la “Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna”. Ebbene, alcuni paesi membri non l’adottarono e tra questi: Iran, Somalia, Sudan e gli Stati Uniti d’America.