16 ottobre 2026

Ospedale di Cremona, esternalizzazione della Medicina Interna, forte preoccupazione della CGIL: a rischio qualità e sicurezza delle cure

L'ASST Cremona ha reso noto il programma di esternalizzazione del personale infermieristico e sociosanitario della Medicina Interna dell' Ospedale. I medici del reparto con una propria lettera hanno manifestato alla direzione dell'ospedale la loro preoccupazione. Adesso scendono in campo Elena Curci, segretaria della Camera del Lavoro, Chiara Agosti della Funzione Pubblica della Cgil e Palmiro Crotti del Sindacato Pensionati Italiani della Cgil. Ecco il loro dopcumento.

La sanità pubblica va rafforzata, non progressivamente esternalizzata.

CGIL Cremona, FP CGIL Cremona e SPI CGIL Cremona esprimono forte preoccupazione per il programma di esternalizzazione del personale infermieristico e sociosanitario della Medicina Interna dell'Ospedale di Cremona. Una preoccupazione confermata dalla lettera che il 13 ottobre i medici del reparto hanno inviato alla Direzione dell'ASST: una presa di posizione importante, di cui ci facciamo carico.

In Medicina Interna arrivano pazienti spesso gravi, che richiedono interventi tempestivi. Come scrivono i medici, la capacità degli infermieri di accorgersi in tempo di un peggioramento e di intervenire subito è irrinunciabile: nasce da anni di esperienza e di lavoro di squadra, un patrimonio che non può essere disperso. Con una cooperativa, avvertono, il rischio è un continuo ricambio di personale che non avrebbe il tempo di conoscere a fondo i pazienti e il reparto.

Per chi viene ricoverato e per le famiglie, in gioco ci sono la qualità e la sicurezza delle cure. La tutela della salute è un diritto fondamentale e non può dipendere solo da logiche gestionali ed economiche. La questione non riguarda quindi solo chi lavora in reparto, ma la sanità pubblica del nostro territorio, anche perché questa scelta si aggiunge ad altre esternalizzazioni all'ASST Cremona, su cui abbiamo già espresso più volte perplessità.

La carenza di personale e le difficoltà di reclutamento non trovano una soluzione strutturale negli appalti. Servono investimenti nella sanità pubblica, condizioni di lavoro migliori e professioni sanitarie più attrattive e meglio retribuite.

Chiediamo all'ASST di aprire un confronto vero e di rivalutare il progetto, ascoltando i professionisti, considerando le ricadute sul personale e mettendo al primo posto la sicurezza delle cure. Non vogliamo contrapporre chi lavora nel pubblico e chi nelle cooperative, a cui vanno riconosciute pari dignità e tutele. Ci preoccupa un modello che rischia di trasformare la risposta a un'emergenza in un arretramento stabile della sanità pubblica.

È la stessa direzione della proposta di legge di iniziativa popolare per il diritto alla salute, sostenuta dalla CGIL con numerose associazioni: più risorse e più personale per il Servizio sanitario nazionale, perché ogni cittadino possa contare su cure accessibili, sicure e di qualità. Invitiamo tutte e tutti a firmarla, anche online sul sito del Ministero della Giustizia.

CGIL Cremona – Camera del Lavoro Territoriale - Elena Curci

FP CGIL Cremona - Chiara Agosti

SPI CGIL Cremona - Palmiro Crotti

 


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commenti


Leda

17 ottobre 2026 06:43

Inutile investire in ospedale nuovo, meglio nel personale capace ed esperto. Si va in ospedale per essere curati non per occupare un letto. Allora facciamo una RSA invece che un ospedale

Manuel

17 ottobre 2026 17:48

Intanto le tre organizzazioni sindacali sono concordi nel sostenere la costruzione dell’ospedale/astronave.
Si può discutere, si può supportare ostinatamente (ottusamente?) una scelta, una posizione, ma quando i soldi scarseggiano, c’è poco da precisare.
La triplice deve schierarsi contro il progetto, anche rimangiandosi la parola con politici, dirigenti ed imprenditori interessati: rimane poco tempo e ne va della credibilità.