8 ottobre 2026

Partito il restauro esterno delle vetrate del grande rosone del Porrata della nostra Cattedrale danneggiato durante il nubifragio del 28 agosto

E' partito il restauro delle vetrate del grande rosone della Cattedrale danneggiato dal nubifragio del 28 agosto. Oggi in piazza del Comune, con un lungo braccio meccanico, i tecnici hanno iniziato a rimuovere i pezzi della vetrata andata in frantumi mentre contemporaneamente si lavora anche internamente sul gigantesco ponteggio della navata principale. La furia della grandine ha pesantemente colpito lo straordinario rosone del Porrata appena ripristinato lo scorso luglio. Ricordiamo che la prima stima provvisoria dei danni sulla Cattedrale (la vetrata, la torretta della facciata settentrionale, la copertura del Battistero)  era di oltre 1 milione di euro e per farvi fronte è stata lanciata la raccolta fondi “Ripartiamo e ricostruiamo”, cui già diverse realtà locali e privati cittadini hanno fatto giungere il proprio sostegno. 

Dunque la diocesi, la città e quanti hanno a cuore la Cattedrale e le meraviglie di Cremona attendono il ripristino di questa meraviglia che due anni fa ha compiuto 750 anni. il magnifico rosone del Duomo di Cremona infatti rimpie gli occhi riempie gli occhi di quanti in piazza ammirano la facciata della Cattedrale, senza dubbio il punto centrale della grande bellezza della nostra città. 

La facciata della Cattedrale che oggi vediamo è frutto di continui interventi. Primo fra tutti è il rivestimento della parete laterizia con blocchi di marmo a metà del XIII secolo, seguito dall'apertura del grande rosone in marmo policromo scolpito da Giacomo Porrata nel 1274. Infatti sulla sommità dall'arco a tutto sesto del portone centrale, contornato dai quattro profeti Wiligelmici con cartigli, si trova una piccola lapide che ricorda la realizzazione del rosone per mano del maestro comacino Giacomo Porrata: “nell'anno 1274, il maestro Giacomo Porrata comacino ha creato questo rosone”. I274-2024, esattamente 750 anni fa. "Giacomo Porrata da Como nel 1274 incorniciò il grande rosone della facciata chiudendone la facciata con 26 con ventisei colonnine allacciate con un intreccio d'archetti. L'epigrafe della costruzione del rosone, infelicemente, fu portata sull'architrave dell'ingresso principale. Il rosone di Cremona servì da modello al rosone di San Giusto a Trieste (primo decennio del XIV secolo) voluto da un vescovo di origine cremonese e realizzato da maestranze di Soncino", si legge sulla preziosa guida "Il Duomo di Cremona" realizzata da Felice Zanoni e Franco Tantardini. 

"Lo vediamo solo guardando all’insù, verso la facciata principale della Cattedrale, ma per poter comprendere la grande bellezza del rosone centrale realizzato nel 1274 dal comasco Giacomo Porrata, bisognerebbe osservarlo da vicino. Il rosone è una ruota a raggi che simboleggia, secondo la tradizione cristiana, il dominio di Cristo sulla Terra. Spesso al centro del rosone delle chiese medievali (romaniche e gotiche) si trova la figura di Cristo la quale sta ad indicare il suo ruolo determinante al centro del progetto escatologico divino. Il rosone indicava anche, nelle chiese di architettura romanica, la ruota della Fortuna interpretata ovviamente in chiave religiosa. La funzione del rosone era quella di invitare i fedeli alla contemplazione e alla preghiera attirando l’attenzione di chi lo guardava. Il nostro è una grande struttura autoportante con un diametro di oltre sei metri con una cornice completamente decorata al proprio interno, impossibile da vedere ad occhio nudo dalla piazza" ha scritto Fabrizio Loffi.

Un'ultima curiosità. Lo straordinario rosone cremonese oltre a fare da modello per San Giusto a Trieste, è stato anche ispiratore di una serie di gioielli che hanno fatto storia come ha raccontato Marco Bragazzi su Cremonasera (leggi qui)

M.P.


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