Pd e 5 Stelle: la Regione fermi le autorizzazioni a nuovi insediamenti di data center
L'opposizione in Regione Lombardia non ci sta dopo la notizia di ieri della modifica della legge regionale sui data center. Sia il Pd che i 5 Stelle chiedono una moratoria sui nuovi insediamenti.
Nicola Di Marco (Capogruppo M5s Lombardia): «In seguito al caos generato dal centrodestra in materia di data center, l'unica opzione saggia in questo momento è una moratoria, così come chiesto dai territori.
Regione Lombardia prima ha approvato una legge "fuffa" rifiutando ogni proposta a tutela dei territori presentata dalle opposizioni, poi si è fatta commissariare dal Governo, dopo quattro mesi annuncia correttivi alla legge perché le loro previsioni erano totalmente irrealistiche.
Però, tutte le modifiche annunciate alla normativa, saranno applicabili solo sui nuovi progetti e non su quelli già avviati. In pratica la situazione è già fuori controllo da tempo ma, tranquilli, da domani ci saranno nuove regole. Un capolavoro di ipocrisia e incompetenza, su di un tema così determinante per il futuro della Lombardia, non si era mai visto.
Nello specifico la necessità di una variante al Pgt, o un accordo attuativo per costruire su aree verdi o agricole è già previsto dalla normativa. Avremmo voluto anche impegni maggiormente stringenti per ciò che concerne le energie rinnovabili, la distanza dalle abitazioni e per il contrasto alle isole di calore. Anche le modifiche apprezzabili apportate alla legge, come quella relativa alle limitazioni al consumo di acqua, si rivelerebbero prive di efficacia. Questo per due ragioni. La prima: è evidente che i progetti attualmente in essere, che palesano manifeste criticità, debbano essere rivalutati. La seconda: finché rimarrà economicamente conveniente edificare i data center su terreni verdi o agricoli, piuttosto che su aree dismesse da riqualificare, sarà possibile continuare a speculare sull'ambiente e sulla salute delle persone» così il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Lombardia, Nicola Di Marco, commenta le modifiche alla normativa sui data center, varate dalla Giunta regionale.
"Ancora una volta la Regione arriva tardi a governare gli insediamenti produttivi. È stato così per le grandi superfici di vendita, poi per le logistiche e ora anche per i data center. Ricordo che noi avevamo presentato una proposta di legge un anno prima, a giugno del 2025, e non c'è dubbio che chi oggi governa la Lombardia avrebbe dovuto essere molto più veloce e incisivo. La cosa peggiore è che in questo caso si sono accorti dopo soli tre mesi che la legge approvata a fine maggio non è efficace, non è all'altezza della sfida, come gli abbiamo detto sia in commissione che in Aula. Ora l'assessore formula proposte di modifica che nelle intenzioni sono in linea con quanto noi avevamo presentato allora, quindi bastava ascoltarci, volersi confrontare per governare meglio, in modo più sostenibile, questo tipo di insediamenti. È ora fondamentale vincolare la costruzione di data center affinché avvenga nelle aree dismesse, non su suolo agricolo o verde, e mettere in campo strumenti concreti per limitare le speculazioni. Su questo, quando la proposta di modifica della giunta arriverà in commissione e poi in Aula, le nostre proposte saranno molto nette. Nel frattempo, è opportuno che la giunta regionale fermi tutte le nuove autorizzazioni, fino all'approvazione della nuova legge".
Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni in merito alla legge regionale sui Data center, che la giunta regionale intende modificare a soli cinque mesi dall'approvazione in Aula.
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