Ponte bailey tra Calvatone e Acquanegra: ora la Provincia convoca un incontro con le istituzioni per accelerare i tempi. "Importante mantenere aperto il confronto"
ll ponte Bailey tra Calvatone (CR) e Acquanegra sul Chiese (MN) torna di attualità con un incontro istituzionale convocato dal Presidente della Provincia Roberto Mariani per fare il punto sull'iter del progetto ed avere risposte e tempi certi per un'opera che sembra non riuscire mai ad arrivare a compimento, creando forti disagi nei residenti e nelle attività delle due sponde dell'Oglio, così come lamentato anche dall'ex sindaco di Calvatone Enrico Tavoni: "Il disagio in paese è palpabile, attività che chiudono, gente che per andare al lavoro deve triplicare i costi e i tempi, un senso di isolamento e tante domande sul futuro del ponte a cui non vengono date risposte" aveva postato solo pochi giorni fa. "Urge un incontro pubblico dove ci venga detto chiaramente qual'è la situazione, cosa manca e i tempi che dobbiamo ancora aspettare per vedere la ripresa della viabilità".
Da oltre tre anni a Calvatone e Acquanegra infatti stanno aspettando. Aspettano un ponte che torni ad unire la sponda cremonese e quella mantovana dell'Oglio, l'ormai famoso ponte Bailey tra Calvatone (CR) e Acquanegra sul Chiese (MN), che dovrà sostituire il vecchio ponte storico dichiarato inagibile e chiuso il 9 giugno 2023, con la prospettiva di una soluzione rapida che ripristinasse appunto il collegamento. Ma ancora oggi, non ci sono date certe per la realizzazione della nuova infrastruttura, si parla di inizio 2027 e nel frattempo le due sponde continuano a guardarsi da lontano, con grandi disagi per chi deve spostarsi quotidianamente e invece di percorrere pochi chilometri, da oltre tre anni si trova costretto a seguire una strada alternativa ma molto più lunga (e costosa, visti i continui aumenti dei carburanti).
E proprio oggi il presidente della Provincia, Roberto Mariani, ha convocato per venerdì 30 ottobre, alle ore 15, un incontro istituzionale dedicato all'avanzamento dell'iter per la realizzazione del ponte, lo stato della procedura per la sottoscrizione della convenzione con l'Esercito Italiano, i passaggi ancora necessari e le successive attività tecniche e operative per arrivare alla realizzazione del ponte provvisorio, destinato a ripristinare un collegamento fondamentale per le comunità e la mobilità tra le due sponde dell'Oglio. La convocazione è stata estesa al Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa, senatrice Isabella Rauti, ai rappresentanti dell'Esercito Italiano coinvolti nella procedura, alla sindaca di Calvatone, Valeria Patelli, e a un rappresentante del Comitato Ponte di Calvatone, mentre per la sponda mantovana l'invito è rivolto alla sindaca di Acquanegra sul Chiese, Monica De Pieri, al presidente della Provincia di Mantova, Carlo Bottani, ai consiglieri regionali e ai parlamentari mantovani, nell'ottica di condividere gli aggiornamenti e rafforzare il raccordo tra tutti i livelli istituzionali interessati.
"L'obiettivo è fare tutto quanto è nelle nostre possibilità per favorire il più rapido avanzamento delle procedure ancora necessarie e arrivare concretamente alla realizzazione del ponte. Siamo consapevoli delle difficoltà e dei disagi che la chiusura del collegamento comporta per cittadini, imprese e amministrazioni locali. Proprio per questo riteniamo importante mantenere aperto il confronto, condividere con trasparenza gli aggiornamenti e coinvolgere tutti i soggetti istituzionali che possono contribuire a portare a termine il percorso", sottolinea il presidente Roberto Mariani.
Dunque due comunità e due province chiedono ancora una volta di avere delle risposte per porre fine ai disagi degli ultimi tre anni, dovuti a lungaggini burocratiche che stanno tenendo in scacco le due comunità di Calvatone e Acquanegra di cui ora si chiede conto: "Ci hanno detto che c'era già il ponte militare pronto con tanto di conferenza in cui i rappresentanti dell'Esercito annunciavano che in un mese l'avrebbero montato. Ci hanno anche detto che c'erano i soldi per tutta l'operazione. Poi sono cominciati i però. - si sfoga Tavoni- I però burocratici. I però dei passaggi che bisognava fare. Poi sono subentrati altri però. Però bisognava aspettare l'emanazione delle linee guida da parte del Governo. Però bisognava fare la convenzione con lo Stato Maggiore dell'Esercito. Adesso ci sono le linee guida e la proposta di convenzione, però non sappiamo cosa stiamo ancora aspettando."
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