Ponti sul Po: al Verdi, lavori subacquei per consolidare le pile; Cremona-Castelvetro in manutenzione straordinaria con senso unico alternato, in arrivo il ponte nuovo Casalmaggiore-Colorno
Primavera di novità e di lavori per i ponti sul Po tra Cremonese ed Emilia. In questi giorni di aprile si sono concluse le operazioni di infissione delle palancole – delle maxi lamiere conficcate nel fondo dell’alveo del fiume - vicino alle pile del ponte “Verdi” sul Po tra Roccabianca, Polesine Zibello e San Daniele Po. “Formano una ‘barriera’ – spiegano il presidente della Provincia di Parma (Ente che ha appaltato i lavori) Alessandro Fadda ed il vice con delega alla Viabilità Daniele Friggeri - a protezione degli operatori che, a breve, interverranno sott’acqua per il rafforzamento delle pile in alveo. L’obiettivo è quello di proteggere gli operatori subacquei dal possibile passaggio di tronchi, rami o altri detriti trasportati dalla corrente del Grande Fiume. Le operazioni subacquee inizieranno nel giro di una decina di giorni dopo che la portata del fiume diminuirà, a seguito dell’innalzamento degli ultimi giorni causa precipitazioni a monte del ponte, e, di conseguenza, diminuirà anche il grado di torbidità delle acque che, al momento, rende complesso intervenire sott’acqua”. Nelle prossime settimane, dunque, i lavori riguarderanno, in particolare, il consolidamento delle pile in alveo dopo che sono terminati gli interventi nella corsia di marcia verso Cremona e sono in corso le operazioni di consolidamento nella corsia di marcia opposta, verso Parma, con l’installazione di barriere e guardrail. Nel complesso sono previsti interventi su 35 campate prevalentemente per la parte in alveo (con rifacimento marciapiedi, cordoli e soletta con impermeabilizzazione) ed il ripristino e potenziamento delle pile in acqua. L’importo dei lavori è di 14.866.000 euro con un finanziamento complessivo di 20 milioni di euro del ministero delle Infrastrutture nell’ambito del programma di ripristino dei ponti sul fiume Po.Ad eseguire l’intervento un consorzio di imprese costituito da Steelconcrete Consorzio Stabile di Verona (azienda mandataria), Locapal S.r.L. di Venezia (mandante) e Nautilus S.r.L. di Venezia (mandante).
“L’impegno resta costante – concludono Fadda e Friggeri – per seguire, insieme a tutti gli operatori del Servizio Viabilità della Provincia di Parma, ogni passaggio di questo importante intervento. L’obiettivo principale, fin dal primo giorno di cantiere, è quello di proseguire con i lavori senza rendere necessarie delle chiusure alla viabilità: un aspetto che confermiamo ancora oggi. I lavori proseguono, ma non si rendono necessari stop al traffico così come abbiamo concordato con le amministrazioni e le comunità locali”.
Passi in avanti anche per la realizzazione del nuovo ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore. Al termine di una freschissima call che ha coinvolto i tecnici di Anas, della Provincia di Parma e i progettisti del raggruppamento temporaneo italo spagnolo Enser-Ayesaè arrivato il via libera per trasmettere il progetto al Consiglio superiore dei lavori pubblici, organo consultivo dello Stato chiamato ad esprimere un parere sulle grandi opere di competenza statale con un importo superiore ai 25 milioni di euro. Un passaggio, del costo di circa 100mila euro, che è possibile finanziare grazie alla disponibilità economica derivante dal decreto ponti del 2020. “L’incontro tecnico – spiega ancora Alessandro Fadda, presidente della Provincia di Parma – ha fornito le rassicurazioni necessarie per certificare che l’iter per il nuovo ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore sta proseguendo. Il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici è necessario per certificare che il progetto di fattibilità tecnica ed economica, concluso dalla Provincia e consegnato ad Anas a settembre, è meritevole del finanziamento, circa 300 milioni di euro, necessario per la realizzazione del ponte. Sino ad ora, dunque, la Provincia di Parma ha svolto tutto quanto di propria competenza. Poi, come diciamo da tempo, si aprirà la decisiva partita dell’effettivo finanziamento dei lavori per il nuovo ponte da parte dello Stato e, quindi del Governo. Una partita che dovrà vederci tutti compatti: comitati, comuni, province, regioni e parlamentari senza distinzioni partitiche”.
La call (per la Provincia di Parma erano collegati i tecnici Gianpaolo Monteverdi e Giovanni Catellani del servizio Viabilità) ha permesso di chiarirealtri piccoli dettagli di natura tecnica. Il confronto, a seguito delle richieste di Anas delle scorse settimane, ha permesso ai progettisti di chiarire alcuni passaggi delle relazioni relative alle indagini geologiche ed archeologiche, con il coinvolgimento della Sovrintendenza, eseguite nei mesi scorsi. Il confronto ha permesso di iniziare a ragionare, concretamente, anche della definizione delle aree del futuro cantiere. “Il confronto tra i tecnici – conclude il presidente Fadda – ha dato riscontri positivi rispetto alle richieste di approfondimento che Anas aveva richiesto al nostro servizio Viabilità e ai progettisti, così come avevamo spiegato in occasione dell’incontro con il presidente Roberto Marianie i tecnici della Provincia di Cremona a marzo”. Il nuovo ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore sarà costruito a fianco del ponte attuale, il quale sarà poi demolito, e si innesterà negli stessi punti dell’attuale ponte rispetto alle due sponde. Potrà essere realizzato in 4 anni dall’inizio dei lavori più un anno per la demolizione del ponte attuale. Sarà lungo 2 km, dei quali 460 metri nell’alveo del Po, il resto in golena e sarà più alto di oltre due metri rispetto all’attuale ponte. La parte in alveo sarà composta da 3 campate di 150 metri di lunghezza, ciascuna in acciaio e con forma ad arco, mentre la restante parte, in golena, sarà caratterizzata da un viadotto multicampata in conglomerato cementizio e acciaio. Visti gli spazi disponibili i lavori potranno iniziare dalla sponda colornese, dove si concentreranno in una prima fase, e poi si sposteranno sulla sponda casalasca. Il tempo tecnico per tutti i lavori è di 5 anni: di cui 4 per la costruzione del nuovo ponte ed uno dedicato alla sola demolizione dell’attuale ponte. Un aspetto molto importante è che il progetto del nuovo ponte è stato concepito con l’idea di consentire l’utilizzo del vecchio ponte, durante il cantiere per la realizzazione del nuovo.
Infine per quanto riguarda il ponte di ferro sul Po tra Cremona e Castelvetro Piacentino, è tutto pronto per i lavori di rifacimento della pavimentazione. Nel complesso, un’opera di messa in sicurezza e riqualificazione da oltre 7 milioni di euro (coperti da un finanziamento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel 2018), i cui lavori sono stati affidati alla ditta cremonese Paolo Beltrami che nell’estate 2024 ha dato il via ai primissimi interventi. Rispetto alle previsioni progettuali però è emersa la necessità di introdurre delle modifiche in corso d’opera. Più precisamente, è nata l’esigenza di rivedere l’esecuzione degli interventi di rinforzo dei nodi di connessione dei traversi secondari a causa dell’evoluzione dei degradi rispetto a quanto rilevato durante la fase progettuale e dagli approfondimenti effettuati da ANAS in conformità alle “Linee Guida Ponti” (come modificate successivamente all’approvazione del progetto esecutivo dell’intervento in esame). Di conseguenza, dato il maggior impegno finanziario per la realizzazione di questa nuova soluzione, è emersa la necessità di modificare l’intervento alla sovrastruttura stradale. È stata, quindi, elaborata la modifica contrattuale per proseguire con il cantiere di manutenzione straordinaria nella sua interezza (la sua approvazione è subordinata ad alcuni adempimenti tecnico – amministrativi che si prevede di concludere a breve). Attualmente sono in corso i lavori di sostituzione delle estremità dei traversi della struttura portante (56 traversi), interventi che non interferiscono con la circolazione stradale e che proseguiranno fino al prossimo autunno. Secondo il progetto illustrato, le opere attese, maggiormente impattanti per l’utenza stradale, riguardano invece il rifacimento della pavimentazione che, diversamente da quanto originariamente previsto, non comporteranno l’interruzione della circolazione, ma soltanto l’istituzione del senso unico alternato dal 15 maggio 2026 al 15 settembre 2026. L’intervento riguarda infatti le prime due campate, lato Piacenza, per uno sviluppo di circa 140 m: nello specifico, la lamiera di sostegno della pavimentazione sarà mantenuta mentre si procederà a rimuovere tutti i materiali sovrastanti, contenenti anche amianto, e a ricostituire il piano viabile, con la messa in opera di un massetto in cemento fibro-rinforzato, e la sovrastante pavimentazione in conglomerato bituminoso.
Eremita del Po
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