19 marzo 2026

Progetto Limes: lavoro e opportunità per prevenire la criminalità minorile. Approvato l'accordo tra Comune e ATS Valpadana insieme a Azienda Sociale del Cremonese, Consultorio Ucipem e cooperative

Approvato dalla Giunta, su proposta dell'assessora alle Politiche Sociali e Fragilità Marina Della Giovanna, l'accordo di partenariato, che verrà stipulato con ATS Val Padana, per il progetto "Limes – Percorsi di prevenzione alla criminalità minorile nell'ambito di Cremona" di cui il Comune sarà ente capofila. Già approvato da Regione Lombardia, il progetto è finalizzato alla selezione di iniziative per rafforzare la prevenzione sociale nelle aree e nei contesti urbani dove risulta più diffusa la presenza di minorenni autori di reati, così come di minorenni vittime. Il progetto "Limes", che sarà appunto coordinato dal Comune di Cremona (Settore Politiche Sociali), verrà attuato in collaborazione con Azienda Sociale del Cremonese, il Consultorio Ucipem e le cooperative Cosper e Nazareth, partner con i quali verrà sottoscritto un apposito accordo.

Sono tre le attività in cui è strutturato il progetto "Limes": la sperimentazione di percorsi di lavoro con gruppi di adolescenti nel contesto del Centro Commerciale CremonaPo; l'implementazione degli interventi educativi nel Comune di Soresina, per dare continuità a quanto avviato nel biennio precedente con il progetto Dare to Care a favore di un gruppo di ragazzi già intercettato attraverso le segnalazioni del Servizio Sociale Territoriale e delle agenzie educative del territorio; e infine il potenziamento del raccordo con il team Anti-bullismo, in applicazione del Protocollo Scuola Spazio di Legalità e rafforzamento del sistema a supporto delle scuole per quanto riguarda la rilevazione e la valutazione di casi di presunto bullismo in contesti scolastici del territorio.

Per il Comune di Cremona l'approvazione del progetto rappresenta un'opportunità per rafforzare ulteriormente gli interventi per contrastare fenomeni di devianza minorile che vedono già attivi progetti come Outsiders, finalizzato alla presa in carico dei minori autori di reato e sottoposti a procedimenti dell'Autorità Giudiziaria, il già citato progetto Dare To Care, dedicato al contrasto del fenomeno del bullismo e del cyber-bullismo in ambito scolastico, e servizi come quello dell'Educativa Territoriale, impegnato con gruppi informali di pre-adolescenti e adolescenti in condizioni di disagio. 

Nel dettaglio, "Limes" vuole rafforzare la dimensione preventiva oltre al territorio cittadino. L'avvio della sperimentazione di percorsi lavorativi nei centri commerciali è un elemento innovativo dell'iniziativa: i centri commerciali sono luoghi abituali di ritrovo e aggregazione che si affiancano e, spesso, sostituiscono i più tradizionali contesti di spazi pubblici dei quartieri e dei parchi della città. Sono già diversi anni che ci si pone la questione di come portare l'attenzione di uno sguardo sociale ed educativo anche in questi luoghi. È pertanto necessario condurre un lavoro di osservazione e analisi per cogliere le dinamiche e sperimentare possibili modalità di aggancio. Questo lavoro richiede anche un necessario confronto, ad esempio, con gli operatori economici.

L'urgenza di portare il presidio educativo anche nei centri commerciali risponde a quell'attenzione che da sempre caratterizza il lavoro educativo con i gruppi informali, ovvero "l'esserci laddove le cose accadono". Oggi, i centri commerciali non sono certo i luoghi del disagio in cui risulta più diffusa la presenza dei fenomeni di micro criminalità minorile. Tuttavia, proprio per il loro essere sempre di più contesti di aggregazione e punti di riferimento per i giovani, è inevitabile che possano essere luoghi dove si manifestano forme di marginalità, di disagio e di devianza.


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commenti


biagio

19 marzo 2026 10:50

Un progetto come “Limes” merita di essere riconosciuto per ciò che è: un investimento serio sulla prevenzione, non un intervento d’emergenza. Portare l’educativo nei luoghi reali di aggregazione – dai quartieri ai centri commerciali – significa accettare che i contesti giovanili cambiano e che le istituzioni devono saperli abitare, non inseguire.

Apprezzabile anche la scelta di lavorare in rete con servizi, consultori e cooperative: quando la comunità educante si muove insieme, i risultati non sono solo numeri, ma relazioni che durano. È così che si costruisce sicurezza: offrendo opportunità, presenza e adulti competenti prima che i problemi esplodano.

Cremona dimostra che la prevenzione non è uno slogan, ma un lavoro quotidiano fatto di ascolto, continuità e coraggio di innovare. Bene così.

Sta anche ai giovani raccogliere questa sfida: capire il senso di iniziative come “Limes” e trasformarle in occasioni vere di crescita. In adolescenza qualche errore è possibile, ma diventa grave solo se ci si rassegna a ripeterlo. Impegnarsi a cambiare rotta significa volere un futuro più dignitoso per sé, per la propria famiglia e per la comunità. Fermarsi a riflettere oggi è il modo più concreto per non ritrovarsi domani con una vita più stretta, più chiusa, più ingiusta di quanto meritiamo.

Un saluto,
Biagio