19 marzo 2026

Qualità dell'aria: Cremona e Soresina tra le tre peggiori della Lombardia. I dati di fine inverno di Legambiente e di Arpa mettono in risalto ulteriori peggioramenti dei livelli di polveri sottili

Ancora un podio di cui si sarebbe fatto volentieri a meno: ce lo assegna il consuntivo di fine inverno di Legambiente con i dati ARPA, che certifica una qualità dell’aria in forte peggioramento su tutta la Lombardia ma che mette tra le tre peggiori Lodi, Monza e Cremona, tutte con valori medi superiori alla soglia di legge per il valore di media annua pari 40 μg/m3, con Soresina che registra dati pessimi anche in questo inizio di anno. I livelli molto elevati di polveri sottili misurati in questa località sono verosimilmente associabili all’alto numero di animali allevati nel territorio circostante e dunque alle elevate emissioni di ammoniaca, gas che è un fondamentale precursore della formazione di particolato secondario, lungo una vasta fascia di pianura che si estende dal lodigiano al mantovano.

Impressionate anche il valore di 36 giorni di superamento della soglia a Soresina, sempre imputabile alla presenza degli allevamenti intensivi e che supera anche il dato di 31 giorni riportato dalla centralina di Rezzato (BS), legato alle criticità dovute al sollevamento di polveri nel distretto estrattivo del marmo; non va molto meglio a Cremona, dove comunque i superamenti sono arrivati già a 25 giorni in soli due mesi e mezzo. Ad oggi la soglia massima di superamento è fissata a 35 giornate l'anno tollerate dalla norma europea (numero che sarà dimezzato dalla nuova direttiva).

Tutti i dati registrati nell'inverno 2025/2026 sono in deciso peggioramento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, conseguenza in parte dell'andamento meteorologico ma soprattutto del contributo sempre più rilevante delle emissioni da allevamenti, da combustione di biomasse legnose e soprattutto da traffico veicolare motorizzato e dalle attività industriali.

Rilevante anche il piazzamento al 2° posto di Monza, capitale della Brianza, che risente sia della prossimità della metropoli milanese, con il suo traffico e le emissioni di industrie e caldaie residenziali, ma anche della presenza dell'industria del legno arredo: il dato di Meda (cittadina nota per la presenza di aziende di primo piano del settore) riporta infatti dati di superamento dei livelli estremamente critici di smog e una media di PM10 ben oltre le soglie. La spiegazione non è solo da cercare nella trafficatissima superstrada Milano – Meda, (che diventerà autostrada Pedemontana, con conseguente peggioramento del traffico). I monitoraggi condotti da ARPA indicano infatti allarmanti concentrazioni di idrocarburi aromatici policiclici (tra cui il benzo(a)pirene, noto cancerogeno) ma anche di metalli come zinco e titanio, indicando una fonte rilevante nella combustione di legna, anche trattata con colle e vernici, i cui scarti presumibilmente vengono lavorati e in parte bruciati nei mobilifici del territorio.

Dunque i distretti zootecnici, del legno arredo, e del marmo dei colli bresciani, si configurano come veri e propri distretti produttivi di emissioni inquinanti, uniti a fattori come il traffico intenso ed alle condizioni geografiche e meteorologiche, diventando un mix letale per la qualità dell'aria che respiriamo ogni giorno in Lombardia e che, già ad inizio anno, restituisce dati oltre la soglia annua di tolleranza.

 

 

 

 

Michela Garatti


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