20 marzo 2026

Quando Bossi arrivava a Cremona. A Torre, stremato dopo una nottata ad attaccare manifesti. Da "Franchino" a mangiare pane e salame. Poi la crescita della Lega, le feste, i comizi, la discesa del Po

Ministro, senatore, deputato, europarlamentare, ma soprattutto fondatore della Lega Nord, segretario e presidente a vita: Umberto Bossi si è spento ieri sera all'ospedale di Varese all'età di 84 anni. Il movimento politico della Lega Nord era nato nel 1984 per rappresentare le istanze del Settentrione contro "Roma ladrona". Bossi è stato In Parlamento dal 1987 e al governo con l’arrivo di Silvio Berlusconi nel 1994 nel quale diventa ministro delle Riforme. Tanti i ricordi anche nella nostra provincia visitata spesso da Umberto Bossi fin dai primi passi del suo movimento. 

Forse il ricordo più antico era quello di Alberto Morandi di Torre Picenardi, scomparso qualche mese fa.  Morandi fu una delle primissime adesioni alla Lega. Non fu un leghista qualsiasi ma, successivamente, un vero e proprio plenipotenziario della Lega. L’incontro con il partito avvenne casualmente ed in modo diretto. Una sera Morandi, ai tempi in cui era dirigente Coldiretti, stava passeggiando per Torre de’ Picenardi all'inizio degli anni Ottanta, e il destino gli fece incontrare Umberto Bossi e Giuseppe Leoni, seduti su una panchina nella piazza di Torre, reduci da un lungo tour per affissione notturna e volantinaggio nella bassa. La Lega Lombarda esisteva per alcuni volantini e adesivi che si vedevano in giro per la Lombardia. Bossi e Leoni erano infreddoliti e stremati dalla fatica. Morandi si fermò li rifocillò e da lì ebbe inizio un rapporto stretto che portò Morandi a diventare uno dei riferimenti nazionali della Lega: segretario e coordinatore dei gruppi parlamentari e perfino nel Cda della Rai come uomo di fiducia della Lega. Bossi sapeva legarsi alle persone che lo avevano aiutato.

La mattina del 12 aprile 1984 Umberto Bossi, Manuela Marrone (poi diventata sua moglie), Giuseppe Leoni, Marino Moroni, Pierangelo Brivio ed Emilio Benito Rodolfo Soglieghi firmavano l’atto di fondazione della Lega Autonomista Lombarda di fronte al notaio di Varese Franca Bellorini. Un anno dopo alle amministrative riusciano già a far eleggere i primi suoi rappresentanti alle comunali di Varese e Gallarate. Poi la sorpresa delle politiche del 1987 Bossi veniva eletto senatore, da allora per tutti fu "il Senatur". Poi il 20 maggio 1990 il primo raduno di Pontida e l'exploit politico alle elezioni del 1992 con 55 deputati e 25 senatori. Un anno dopo il trionfo a Milano con il primo sindaco leghista, Marco Formentini. Nel frattempo la Lega  si era unita alla Liga Veneta e ai movimenti autonomisti del nord dando vita alla Lega Nord. I fondatori del nuovo movimento sono Umberto Bossi, Franco Castellazzi e Francesco Speroni per la Lega Lombarda, Franco Rocchetta e Marilena Marin per la Liga Veneta, Gipo Farassino per Piemänt Autonomista, Bruno Ravera per Union Ligure, il cremonese Giorgio Conca e Carla Uccelli per la Lega Emiliano-Romagnola (che comprendeva all'epoca alcuni militanti cremonesi), Riccardo Fragassi per Alleanza Toscana. 

Un altro cremonese che l'ha conosciuto fin dall'inizio della sua battaglia politica è stato Franco Manfredini, "Franchino" per tutti che se n'è andato 5 anni fa. E' stato anche consigliere comunale con la Lega Lombarda, quella di Umberto Bossi e Giuseppe Leoni che aveva conosciuto quando ancora il movimento era noto solo a Varese e dintorni agli inizi degli anni Ottanta. Lui faceva il macchinista sulla tratta per Milano e alla sera, al rientro, portava a Cremona i volantini e gli adesivi con Alberto da Giussano che Bossi gli faceva avere  Poi la crescita della Lega e l'approdo in Consiglio comunale (con Mario Pedrini, Italico Maffini e altri), una presenza generosa e schietta qualità non sempre apprezzata nella politica, come si sa bene. Conservava con affetto i cimeli della Lega dei primi momenti, "quella vera" diceva. E quando andavi a casa sua mostrava orgoglioso la sedia in salotto su cui si è seduto Bossi già "Senatùur" a mangiare pane e salame. I vicini di Franco ricordano la visita del Senatur a casa sua con auto di polizia e lampeggianti blu in Largo Ragazzi del '99 perchè Bossi non ha mai dimenticato l'amico cremonese. L'approccio di Franchino con la Lega è stato nell'inverno del 1983 e le idee autonomiste di Bossi e Leoni avevano creato interesse anche nel cremonese prima dell'atto costitutivo dal notaio. "Alla fine del 1983 - raccontò tempo fa Manfredini - presi contatto con Bossi e lo andai a trovarlo a casa, a Varese. Ci andai con mio figlio allora tredicenne. Tornai con un centinaio di manifesti. Erano quelli con i primi slogan: 'Scuola coloniale basta', 'Lumbard paga e tas', 'Benzina a 325 lire al litro'. Raccolsi un po' di fondi con parenti ed amici e diedi il via alla prima campagna di affissioni". Franco seguiva alla lettera quello che amava dire Bossi: "i muri sono i manifesti della storia" e la storia della Lega l'hanno fatta quei primi manifesti, gli adesivi con Alberto da Giussano piazzati un po' ovunque e i volantini che Manfredini, ferroviere macchinista sulla tratta per Milano che alla sera, al rientro, portava a Cremona.

Poi la Lega è cresciuta, come mostrano le foto che pubblichiamo, Umberto Bossi lo ricordiamo a un comizio affollatissimo in piazza Duomo con il microfono in mano sotto la Bertazzola nel novembre del 1996 oppure in corteo in corso Garibaldi  o alla Festa della Padania alle Colonie Padane al gazebo del Governo Padano. Cremona fu poi una delle sue tappe durante il percorso in motonave sul Po quando attraversò il grande fiume da Torino fino a Venezia (con arrivo in piazza San Marco) portando avanti il messaggio dell'identità padana legata al "grande padre Po" di cui sognava lo sviluppo turistico ed economico con la bacinizzazione del fiume. 

Il resto con exploit, litigi e cambi di nome è storia recente della Lega è storia recente, così come la lunga malattia di Bossi fino al decesso di ieri sera. (m.s.)

Nelle foto di Giuseppe Muchetti le immagini "Cremonesi" di Umberto Bossi


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