Referendum a livello nazionale vince il No (53,7%), in provincia di Cremona il Sì (58,51%). In nessun comune della provincia vince il No. In città il Sì al 51,12%, in 13 paesi supera il 70%
Al Referendum sulla giustizia trionfa il No a livello nazionale, ma in Lombardia la maggioranza degli elettori ha scelto il Sì (al 53,63%). La nostra regione è andata in controtendenza rispetto al dato italiano, dove a prevalere in modo netto è stata la contrarietà alla riforma sulla giustizia con il No che si è attestato sul 53.7%, trascinato dal voto del Sud e del centro e da quello delle grandi città.
Anche in provincia di Cremona hanno stravinto i Sì e in nessun comune il "No" è risultato vincente. Infatti in provincia i Sì sono stati il 58,51% i No il 41,49%, in termini numerici hanno votato 98.865 Sì e in 70.092 No. A Cremona città i Sì sono stati 17.061 con il 51,12% sì mentre i no 16.314 con il 48,88%. A Crema 52,45% per il Sì e 47,55% per il No. A Casalmaggiore il 55,78 % per il Sì e il 44,22% per il No.
Con proporzioni diverse, anche se ovunque ha vinto il Sì, il voto in provincia dove in alcuni paesi il "Sì" ha superato il 70%: a Bordolano (76,19%Sì, 23,81% No), a Calvatone (70,86% Sì contro il 29,14%), Cappella Cantone (70,04% il Sì, 29, 14% No), Casaletto di Sopra (76,36% ai Sì contro il 23,64%), Castelvisconti (73,13% Sì contro il 26,88% No), Corte de' Cortesi (76,17 Sì contro 23,83), Derovere (71,79 Sì-28,21% No), Genivolta (73,50 a 26,50), Ripalta Arpina (72,78-27,22), Ripalta Guerina (70,23-29,77), Salvirola (70,22-29,78), Ticengo (72,10-27,90) e Volongo con il record di Sì al 78,75 contro il 21,25. Infine un dato curioso quello di Pianengo, il paese nel quale i No si sono avvicinati maggiormente ai Sì perdendo di soli 17 voti (686 a 669) con il 50,63% dei Sì contro il 49,37% dei No.
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commenti
marco
24 marzo 2026 06:16
Il voto è sempre sinonimo di democrazia e i risultati vanno considerati e rispettati.
Certamente emerge il dato che porta ad evidenziare la spaccatura nell'adesione al voto con il Sud sempre fanalino di coda come se non importasse l'esercizio di questo diritto.
Italia sempre spaccata in due con nord quasi totalmente favorevole al referendum insieme al Lazio e il centro sud sfavorevole.
Sicuramente questo referendum ha aperto un dibattito sulla magistratura politicizzata.
Chissà che porti a dei risultati.
Manuel
24 marzo 2026 17:08
Che tu abbia analizzato male i dati?
Ho dato una scorsa veloce, ma non ho interpretato allo stesso modo.
Lasciando stare il voto estero, la peggiore performance è risultata quella della Sicilia (46%, non bruscolini), la migliore l’Emilia Romagna (oltre il 66%).
Tre sole regioni hanno determinato la vittoria del sì: Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia.
Una sola regione ha decretato la vittoria del sì per ognuna delle sue province: il Veneto.
Sia nel Veneto, come in Lombardia, nella maggioranza i capoluoghi di provincia ha vinto il NO. Il Friuli si è rivelato diviso: vittoria del sì in Friuli; vittoria del NO nella Venezia Giulia.
Con un’affluenza del 59%, si può sostenere come la partecipazione sia stata generalmente elevata (non siamo più negli anni settanta) e che alla vittoria del NO abbia contribuito praticamente tutto il Paese, da Bolzano a Trapani!
Si aprirà un dibattito sulla magistratura politicizzata?
Forse si aprirà pure un analogo dibattito su politica, imprenditoria, criminalità organizzata impunite.
W l’Italia!
Blek
24 marzo 2026 06:16
Stupisce anche questa differenza abissale tra il voto dei cremonesi, e quello a livello nazionale. Insomma se il no ha vinto, non è certo per merito dei vari Corada e Anpi, Tacchini , Dinoi, manifestazioni contro la mafia di cremonesi...
Blek
24 marzo 2026 06:18
Parlare quindi di trionfo del no che è arrivato a un 53% ,mi pare un po' eccessivo. Come dovremmo chiamare allora la vittoria ben maggiore numericamente parlando del si in provincia?
Damiano
24 marzo 2026 11:30
Si commenta che siamo ancora fermi ai tempi di Farinacci.
Manuel
24 marzo 2026 18:15
Trionfo è probabilmente eccessivo; notevole vittoria forse più adeguato.
La schiacciante affermazione del sì in provincia potrebbe identificare la classica ritrosia provinciale a comprendere una svolta, un nuovo percorso, inizio, una speranza.
Di certo è la vittoria dei vertici il PD locale e di Pizzetti, i quali giocavano con due risultati buoni (successo garantito): emerge il NO? W Schlein e la base del partito; vince il sì in provincia perché dagli stessi sostenuto.
La critica ai promotori locali del NO, mi pare ingenerosa: sempre da sottolineare l’impegno, poi ipotizzare se fosse stato possibile raggiungere un utile 41% senza di loro.
Giuseppe
24 marzo 2026 07:05
"La cosa che mi turba è l’inversione delle parti - ha dichiarato Pizzetti -. Un centrodestra prevalentemente non libertario che, anche strumentalmente, promuove una riforma liberale e una sinistra libertaria che in passato ha sostenuto quei principi, opporvisi ora in nome della ragion politica."
Inutile lagnarsi dopo, Pizzetti. Non mi sembra abbia partecipato al dibattito pubblico per spiegare le ragioni del SI, e solo per un mero calcolo politico.
"Nella nostra provincia, - ha concluso Pizzetti - dove la partecipazione è stata elevata, molto di più visto che il sì prevale in tutti i comuni e spesso di gran lunga. Anche su ciò sarà necessario riflettere politicamente bene da parte nostra, visti gli appuntamenti che ci attendono."
Preparatevi ad una lunga pensione... un politico che non è in grado di comprendere e di compiere scelte per la Nazione e gioca solo a nascondino, è destinato ad essere ricordato solo come funzionario di partito e non come statista.
Lucia
24 marzo 2026 11:03
Virgilio a Pizzetti:
“Voglio ringraziare tutte e tutti coloro che hanno contribuito alla campagna per il NOOOOO: chi si è esposto pubblicamente, chi ha animato il confronto nei territori, chi ha spiegato, ascoltato, tenuto aperto uno spazio di discussione seria. È stato un lavoro importante e prezioso. E oggi, proprio perché abbiamo difeso un principio democratico, dobbiamo saper costruire ponti. Anche verso chi ha aderito alla campagna del SIIIII.
Non servono muri, rivincite o caricature reciproche: serve aprire, serve ascolto, serve la capacità di tornare a parlarsi nell’interesse del Paese. L’Italia ha bisogno di riforme vere, condivise e credibili, non di prove di forza. Ha bisogno di istituzioni che uniscano, non che dividano”.
P.S. Se non lo avessi letto, Virgilio, a Cremona ha vinto il SI. Medita...
Blek
24 marzo 2026 12:38
Ma infatti vista la pessima performance dei comitati per il no in provincia, con punte per il si anche oltre il 70%, deduco che sarebbe stato meglio che i politici per il no che sono scesi in campo e oltre a Virgilio ricordo Corada anpi e la Tacchini 5stelle, di cui da tempo, tra Gaza flottiglia e compagnia bella, stento a trovare qualche scritto di spessore, sarebbe stato meglio che se ne stessero zitti. Avrebbero senz'altro fatto una campagna migliore per il no che a parlarne.