1 novembre 2026

Samuel Silva: ecco chi è lo studente dell’Einaudi, reso virale da un post Facebook della docente-fotografa Alessandra Diamanti

Più di duemilacinquecento like per il post Facebook, subito virale, che Alessandra Diamanti -  docente di Lingua Inglese dell’I.I.S. “A. Ghisleri”, apprezzata fotografa e divoratrice compulsiva di pagine d’autore - ha dedicato, tre giorni fa, ad un misterioso studente del non distante “L. Einaudi”. Due gli indizi, i segni particolari lasciati, per identificare il piccolo “soggetto ignoto”: arriva davanti al cancello d’ingresso con notevole anticipo ed aspetta il suono della campanella delle 7:55, leggendo!

Ecco il racconto della professoressa Diamanti: “Ogni mattina, alle sette, passo davanti all’Einaudi qui a Cremona. È presto. Troppo presto, forse, per andare a scuola. Eppure lui è già lì. Avrà quattordici anni. Ha ancora il corpo di un bambino, ma dentro si intravede già l’adulto che preme impaziente per venire fuori. Due età che per qualche anno abitano lo stesso corpo senza riuscire ancora a camminare allo stesso passo. Forse prende un treno presto, perché non ce ne sono altri. Oppure arriva apposta prima di tutti — e quanto lo capisco — per avere ancora qualche minuto di mondo vuoto, prima che cominci il rumore. Arriva. Appoggia lo zaino a terra. Resta in piedi. Poi prende un libro e legge. Nel silenzio del mattino, davanti a una scuola ancora chiusa, un ragazzo di quattordici anni legge. Niente telefono. Niente schermo. Solo un libro aperto tra le mani. E ogni volta che lo vedo mi sembra una cosa piccolissima e insieme enorme. Come una luce accesa prima dell’alba. Grazie, chiunque tu sia. Non sai che, ogni mattina, mentre leggi, restituisci un po’ di speranza anche a me. E mi fai pensare che forse il futuro non è perduto affatto”.

Parole ispirate, coinvolgenti, ricondivise a ripetizione, tra curiosità e parecchio stupore: un lettore seriale in uno dei tre plessi diretti dal preside Paolo Carbone? 

La risposta è sì: il giovane è stato individuato alla svelta, grazie alle testimonianze dei dipendenti più mattinieri. Si chiama Samuel Silva e frequenta la prima B Grafica e Comunicazione. Abita al Maristella, con la madre Melinda. I suoi genitori si alzano ad orari antelucani, per raggiungere, rispettivamente, il centro commerciale CremonaPo ed il Super Rossetto. Durante la settimana, il ragazzino va quindi a dormire dalla zia Giuseppa, in via Filzi e, di buon’ora, esce con lei e con il suo compagno Alessandro: Giuseppa viene fatta scendere alla media “A. Campi” – dove è collaboratrice scolastica ed ove Samuel ha studiato sino a qualche mese fa – mentre Samuel si ferma in via Bissolati. Da lì, Alessandro prosegue per il cantiere, in cui lavora come muratore. 

Quando lo intervistiamo, Samuel ci parla della sua routine e del suo hobby con entusiasmo. Si atteggia un pochino. Appare appagato dalle attenzioni piovutegli addosso all’improvviso e si gode il momento di celebrità, con la disinvoltura di un vip: “La lettura è la scoperta più migliore che abbia fatto al mondo, nella mia vita di tredicenne – ci spiega con tono convinto, iperbolico, inserendo una deliziosa sbavatura grammaticale, che rende bene il suo candore – mi piace imparare, accrescere la mia cultura, avere il cervello a posto, rilassato. Adesso, sto terminando ‘Carrie’ di Stephen King. Mi ha colpito molto anche ‘La casa buia’ di Dennis Lehane. Ci sono emozioni forti. Ho qualche idea per scrivere a mia volta”.

Il titolo, però, resta top secret. Interviene Moreno, il papà, che confessa: “Io pure prediligo i thriller e gli horror. Samuel mi chiede di comprargli sempre un nuovo best seller” afferma con orgoglio. 

Da non crederci: ma davvero zero smartphone? Il padre spiega: “Mio figlio ha Instagram: lo usa solo per seguire la Samp, di cui è tifoso quanto me”. La signora Melinda aggiunge: “Fino all’estate scorsa, era un patito dei videogiochi. Allora gli ho consigliato una valida alternativa e lui mi ha ascoltata. Mi auguro che quella attuale non sia una passione passeggera. Samuel è sorprendente: porta avanti più volumi contemporaneamente, senza confondere nomi e vicende”.  

Insomma, una storia quotidiana e straordinaria al tempo stesso ed un motivo di speranza, che Alessandra Diamanti ha colto, come si trattasse di uno scatto fotografico, e veicolato attraverso i social, riscaldando il cuore di tanti. Tuttavia - e non per fare i guastafeste o per spezzare l’incantesimo – noi, invece, concluderemo con un tocco polemico, con una domanda dal retrogusto amarognolo, perché, sinceramente, chi mai avrebbe immaginato che, nel 2026, un adolescente immerso nella trama di un romanzo, in attesa di entrare in classe, avrebbe suscitato un tale clamore? 

Nelle foto il post su facebook, Samuel a scuola e la professoressa Diamanti

Barbara Bozzi


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commenti


Gianluca

1 novembre 2026 13:46

A Pietrasanta davanti ad una scuola c’è una statua raffigurante un ragazzo nella stessa posizione di quello vero della fotografia, ma intento ad osservare lo schermo di uno smartphone.

Alessandra

1 novembre 2026 14:18

Un esempio da condividere chissà che qualche ragazzo ne prenda spunto.

Alessandro

1 novembre 2026 15:30

Mi permetto di dire anche qualche adulto.

Laura

1 novembre 2026 15:36

...caro ragazzo sogna...e sogna ancora con un libro tra le mani...