2 novembre 2026

Spinadesco ha perso la sua nonnina: mercoledì, i funerali dell’ultracentenaria Pina Piseroni, scomparsa a 102 anni

Giuseppina (Pina) Piseroni, la nonnina di Spinadesco, è passata a miglior vita, a 102 anni. È spirata il 31 ottobre, presso la Fondazione Ospedale della Carità Onlus di Casalbuttano, dove si trovava da mesi ed ove, il 28 maggio scorso, aveva festeggiato il suo ultimo compleanno, circondata dall’affetto dei parenti più stretti. La piangono i figli Giancarla, Angelo - che si è preso cura della madre, sino al recente trasferimento in una struttura – e Valentino Mineri. Pina lascia inoltre i nipoti Sabrina e Giammario Romagnoli, Tatiana e Michele Mineri, Massimiliano e Michela Mineri ed i pronipoti Elisabetta Melzani, Michelle,  Nicole ed Emma Puliti, Alessio e Luca Mineri, Nicolò Mineri, Giorgia e Matteo Baroni. 

La signora Pina era nata a Paderno Ponchielli, nel 1924, tuttavia, aveva trascorso gran parte della sua esistenza centenaria a Spinadesco. A Sesto, aveva conosciuto Ernesto Mineri, un guardiacaccia, soprannominato “il Baffo”, a causa dei poderosi mustacchi, che sfoggiava con orgoglio. Con lui, aveva appunto avuto tre bambini. 

Pina ha sempre affermato di essere stata sarta. In realtà, era stata una brava casalinga, con la passione del taglio e del cucito, che aveva messo a frutto, per realizzare i costumini di carnevale di tutti i piccoli della famiglia. Per il traguardo del secolo, Pina era stata invitata in Comune, per ricevere gli auguri del primo cittadino Roberto Lazzari. 

Aveva solo la quinta elementare, ma si teneva aggiornata: possedeva delle enciclopedie - di medicina e di diritto - e leggeva sempre il quotidiano La Provincia. Le piaceva comporre poesie. La famiglia ne ha conservate alcune, scritte a mano. Riportiamo “Ricordo più bello”, con cui, in età ormai avanzata, aveva vinto il concorso indetto da una rivista specializzata. Nella lirica, manifestava la sofferenza, il rammarico per non aver potuto dimostrare che il Baffo non era stato un disertore. Era stato deportato in Germania come forza lavoro e da lì aveva inviato alla fidanzata delle lettere: esse sarebbero state la prova perfetta da esibire, per restituire all’uomo l’onore ed il riconoscimento pubblico che meritava, se tutto non fosse andato drammaticamente perso, durante, l’alluvione del ’51, quando la famiglia stava alla Ca’ Vecia. Ecco il testo: “Quel lontano giorno/ sulla stradina di campagna/ una luce mi chiama/ passo lento dondolando/ un incubo!! non ti ho riconosciuto/ senza parole… abbracciati stretti/ legati di gioia.../ Sporco e scarpe rotte/ schiavo di Hitler,/ eroe della Patria senza medaglia/ è finita la paura e la battaglia 1943-1945/ Non si scorda gli anni più belli/ volan via come uccelli/ Non hanno un nome/ frustrazione e dolore son rimasti nel cuore/ lettere dei ricordi portò via l’alluvione nel 1951/ e non ricordo più nessuno/ lettere tanto care chi ci potrà aiutare?”

La donna aveva cambiato varie abitazioni, ma, per lei, il periodo più felice era stato sicuramente quello passato al Bosco delle Gerre, quasi adiacente al fiume Po: “Non avevamo nulla – ricordava con nostalgia – però, io mi sentivo in paradiso!”. Ed ora è proprio lì, in Cielo, finalmente ricongiunta al suo Baffo. 

Mercoledì 4 novembre, le spoglie mortali di Pina potranno essere salutate in via XXV Aprile, al civico 2, a partire dalle ore 9. Il funerale verrà celebrato alle 14:30 dello stesso giorno, nella Chiesa Parrocchiale di San Martino Vescovo.

 

Barbara Bozzi


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