Villa Verdi vietata a Muti, salta il concerto. "Il mondo ci ride dietro". Duro attacco alla Soprintendenza
“Il mondo ci ride dietro”. Riccardo Muti, il direttore italiano, più conosciuto al mondo e grande interprete di Giuseppe Verdi, non usa chincaglierie verbali per spiegare il suo punto di vista sul divieto della Soprintendenza di Parma e Piacenza a un suo concerto all’interno di Villa Sant’Agata. Un’esecuzione organizzata per contribuire al restauro di quella che fu la residenza del maestro delle Roncole. Evento organizzato da Cristina Mazzavillani Muti con lo scopo di riaccendere i riflettori sul destino della grande villa sulle rive dell’Ongina, oramai abbandonata da quattro anni, ovvero da quando lo Stato l’ha sostanzialmente espropriata ai Verdi Carrara, eredi del creatore di Nabucco.
Muti ha così affidato il suo sfogo alle colonne dei due principali quotidiani italiani: La Repubblica e il Corriere della Sera, denunciando per l’ennesima volta il grandissimo pasticcio che sta trascinando nell’oblio un monumento che dovrebbe essere nazionale ma che rischia di diventare un cumulo di macerie come tanti altri luoghi verdiani soprattutto in provincia di Piacenza.
Il ‘no’ della Soprintendenza è chiaro ed è legato alle condizioni in cui versa tutto l’immobile: Dal suo punto di vista ineccepibile visto che il pubblico e gli esecutori si troverebbero in situazioni ambientali molto lontane dagli standard minimi di sicurezza. E’ però evidente che il problema che Muti, e qualche settimana fa il baritono Salsi, stanno sollevando è ben più profondo. E sta tutto nella gestione dello Stato di tutta la pratica “Villa Sant’Agata”. Lampi di polemiche erano già esplosi prima di Ferragosto davanti all’abbandono del complesso del parco e della villa verdiana. Subito dopo l’esproprio è evidente che lo Stato non creò un capitolo di bilancio finanziario dove attingere per i restauri e rendere il tutto agibile. Poco prima della sosta ferragostana vari esponenti governativi davanti alle dure prese di posizioni di artisti ma di semplici cittadini , avevano annunciato un cospicuo finanziamento per avviare i lavori.
Un conto è dire che i soldi ci sono. Un conto è annunciare il famoso e famigerato crono programma. Tutt’altra vicenda è capire chi potrà utilizzare il denaro che verrà messo a disposizione. Perché il cuore del problema è tutto qui. E’ palese che serve una struttura statale che, utilizzando le regole della pubblica amministrazione possa indire le gare per dare il via ai lavori strutturali senza i quali i cancelli non saranno mai più aperti. E neppure si vede all’orizzonte la voglia di creare un’opportuna struttura commissariale ‘ad hoc’.
E a questo punto chi è il soggetto individuato? In teoria dovrebbe essere la soprintendenza, ma questa non sembra avere una struttura burocratica per avviare le procedure e qui casca l’asino. Si potranno avere i denari, ma per ora non si sa chi e come si potranno spendere. Le rassicurazioni, un po’ paternalistiche arrivate dalla politica sembrano non avere convinto nessuno, men che meno il maestro Muti che ha aperto il proverbiale vaso di Pandora, mettendo la politica con le spalle al muro.
E intanto Verdi aspetta.
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commenti
Luigi Eusepi
28 agosto 2026 01:23
In questi casi spesso accade che i soldi ci sono per fare i progetti ma manca chi li sa bene spendere .
Mi viene in mente quello fatto per casa Puccini attraverso la Fondazione Simonetta Puccini per Giacomo Puccini.
Un grande bel lavoro fatto in questi anni
Basterebbe copiarlo.
giovanna
28 agosto 2026 07:05
Il motivo del ritardo? È solo inefficienza? Quando c'è un esempio perché non copiarlo?
michele
28 agosto 2026 06:54
Siamo di fronte all'ennesima prova di inefficienza dello stato.E poiché noi rappresentiamo questo stato io sono stufo di essere considerato un incapace.SVEGLIATEVI
Rino
28 agosto 2026 07:05
Ma e una vergogna lasciare andare un patrimonio nazionale.. Verdi e di tutti noi. Rimane un esempio nel mondo...
scarpa federico
28 agosto 2026 12:04
Ridicolo è Muti he pensa di essere al centro del mondo e poter dire quello che vuole. Stavolta deve chiedere scusa al Ministro Giuli.
Lanfranco
28 agosto 2026 09:54
Gente indegna di rappresentare una delle nostre
eccellenze ammirate in tutto il mondo solo qui da noi l'ignoranza della politica e palpabile
Sono figli di chi disse che con l'arte non si mangia.Parassiti