29 agosto 2026

"La politica ha il dovere di governare gli eventi con l'autorevolezza che le compete": Ceraso contesta la condotta del Sindaco in merito alla partita Cremo-Modena

Giocare la partita Cremonese-Modena a poche ore dalla tempesta che ha causato danni ingentissimi, oltre 40 feriti e un numero importante di uomini della Polizia e delle forze dell'ordine ancora impegnati sul campo a portare soccorso alla città ferita, è stata una scelta contestata da numerosi cremonesi e tifosi, oltre che dal sindaco stesso Andrea Virgilio, che ha espresso la propria contrarietà al Prefetto il quale ha però dato comunque il via libera alla partita.

Ora il caso rischia di scivolare in questione politica, con le riflessioni di Maria Vittoria Ceraso, capogruppo della lista civica Oggi per Domani, che si chiede se veramente il primo cittadino abbia fatto tutto ciò che è in suo potere per incidere sulla scelta del Prefetto e ottenere l'annullamento del match, per il quale sono stati impiegati una ventina di agenti della Polizia Locale che, in quel frangente, sarebbero stati più utili sul fronte dei soccorsi.

Ecco le parole di Ceraso:

"Esprimo la mia più profonda vicinanza e solidarietà a tutti i cittadini di Cremona che hanno subito danni a causa del violento maltempo di ieri. Un grazie immenso va ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile, agli agenti della Polizia Locale e a tutti i soccorritori che si stanno spendendo senza sosta per rimettere in sicurezza le nostre strade e i nostri monumenti.

Davanti a queste emergenze, la priorità assoluta deve essere sempre la tutela del territorio. Ho condiviso pertanto la preoccupazione espressa dal Sindaco sull'opportunità di disputare la partita Cremonese Modena in un momento così critico.

Di fronte alle rigidità della Lega Calcio, la comunità ha pero' bisogno di vedere un'amministrazione che fa valere la voce di Cremona con atti formali e fermezza nei tavoli con la Prefettura. La politica ha il dovere di governare gli eventi con l'autorevolezza che le compete.

Rappresentare una situazione di oggettiva difficoltà territoriale, evidenziando al contempo la scelta di far disputare comunque la gara, rischia di apparire come un tentativo di ripartizione preventiva delle responsabilità e da' l'impressione di voler orientare il comprensibile dissenso dei cittadini verso altri soggetti cercando il consenso sulla semplice espressione di una contrarietà anziché attivare i canali amministrativi formali, laddove si sarebbe potuto agire con maggiore efficacia.

Nonostante la decisione sulla regolarità dello stadio e dello svolgimento dell'evento spetti alla Lega Calcio e l'ordine pubblico generale sia in capo al Prefetto, il Sindaco  dispone  di un potere autonomo extra ordinem a tutela dell'incolumità pubblica e della sicurezza urbana (Art. 50 e 54 del TUEL).

Se Virgilio avesse ritenuto che vi fossero i presupposti legali per un'ordinanza contingibile e urgente avrebbe avuto il dovere di firmarla. Se non lo ha fatto, significa che ha condiviso la valutazione tecnica di Lega e Prefettura sulla sussistenza delle condizioni di sicurezza per disputare la gara. 

Vorrei ricordare che il 24 ottobre 2024 il Sindaco di Bologna Matteo Lepore ha firmato un'ordinanza contingibile e urgente per sospendere la partita Bologna-Milan. Il provvedimento si era basato sulla tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza urbana. Anche allora la struttura dello stadio in sé era agibile e sicura, tant'è che la Lega Serie A e il Milan premettero fino all'ultimo per disputare la gara a porte chiuse pur di salvare il calendario. L'ordinanza adottata da Lepore non contestava l'idoneità dell'impianto sportivo, ma l'impatto che l'evento avrebbe avuto sul contesto cittadino circostante.

In particolare la  gestione dell'afflusso dei tifosi avrebbe richiesto l'impiego massiccio di Polizia Locale, Forze dell'Ordine. Tutte queste figure erano invece interamente destinate ad assistere la popolazione e a mettere in sicurezza le abitazioni colpite.

Pertanto anche se lo stadio Zini e' stato dichiarato sicuro, i presupposti per un'ordinanza sindacale non si limitano alle condizioni dell'impianto, ma abbracciano il contesto urbano circostante.

Virgilio da una parte sposa la linea della massima gravità affermando come far giocare la partita fosse una scelta assurda e pericolosa per la gestione dei soccorsi. Nei fatti pero', rinunciando alla firma dell'ordinanza, ha implicitamente accettato che quella stessa situazione non fosse così estrema da giustificare l'uso del suo potere d'urgenza. Non si può condividere una scelta nei fatti e poi smarcarsi pubblicamente sui social per evitare i malumori dei cittadini.

Di fronte alle decisioni delle autorità, la comunità ha bisogno di coerenza e di risposte certe.

Cordialmente.

Maria Vittoria Ceraso, Capo gruppo lista civica Oggi per Domani


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti


Fabio

30 agosto 2026 17:24

Se il sindaco Lepore in una situazione simile ha bloccato la partita del Bologna perché il nostro sindaco non ha utilizzato quei poteri? È nel suo pieno diritto!