1 novembre 2026

Virgilio: "Manovra 2027, per le famiglie e per i comuni il conto non torna. Ai territori servono certezze, alle rappresentanze economiche una voce più incisiva".

"La manovra 2027 va valutata non solo con la calcolatrice, ma pensando ai bisogni delle persone, e dunque del Paese", ha commentato il sindaco di Cremona Andrea Virgilio.

"Chi amministra un Comune - ha aggiunto - conosce i vincoli finanziari, ma soprattutto le preoccupazioni quotidiane delle persone e delle famiglie. Garantire i servizi è un costo che ricade spesso sui Comuni. Su questo tema, assistiamo alla totale assenza di risposte da parte di una manovra che finanzia le proprie promesse fiscali sottraendo fondi agli enti locali.

 Ogni scelta di bilancio dovrebbe partire da una domanda: chi ne sosterrà davvero il costo? Un risparmio per lo Stato può riapparire nelle spese di un Comune o di una famiglia. Il primo nodo riguarda le entrate: tagli apparentemente positivi che tuttavia ricadono sulla capacità di spesa degli enti locali. E tagliare agli enti locali significa metterli in difficoltà nel garantire i servizi: il cittadino pensa di aver risparmiato, ma rischia di pagare il conto da un'altra parte.

L'ampliamento del regime forfettario riduce infatti la base imponibile delle addizionali locali e gli interventi sull'IRPEF vanno a impoverire i bilanci territoriali. La riduzione delle imposte è un tema importante e doveroso, ma lo Stato deve sostenere il costo delle proprie scelte fiscali, garantendo compensazioni complete, automatiche e tempestive.

Restituire un'entrata persa, però, non basta a mantenere gli stessi servizi. Un Comune può ricevere un ristoro e continuare a subire i tagli precedenti e i rincari. Se riscaldare le scuole, curare gli spazi pubblici e assicurare l'assistenza costa di più, con le stesse risorse si farà meno.

I Comuni devono poter contare su risorse che tengano il passo con l'aumento dei costi, anche attraverso una quota delle maggiori entrate fiscali che lo Stato ricava dall'aumento dei prezzi. Occorre inoltre valutare le ricadute della revisione della spesa ministeriale: quando viene meno una misura di sostegno, le difficoltà delle persone restano. E spesso è al Comune che ci si rivolge per trovare una soluzione, senza che alle nuove richieste corrispondano risorse aggiuntive.

La stessa concretezza serve per il dopo PNRR. Se penso a un nuovo nido penso a nuovi educatori, alle pulizie, al riscaldamento e alla manutenzione. Per le famiglie conta poterci accompagnare i figli ogni mattina, sapendo che il servizio continuerà a funzionare. Questa continuità va garantita per ogni struttura pubblica e prevista nella programmazione nazionale.

Anche il potere d'acquisto dipende dai servizi: il beneficio di uno sgravio si ridimensiona se poi una famiglia spende di più per spostarsi, curarsi o assistere un proprio caro. Investire nei servizi collettivi alleggerisce queste spese e sostiene lo sviluppo.

Trasporto pubblico, casa, scuola, welfare e sanità territoriale richiedono una programmazione stabile, insieme alla prevenzione climatica e alle opportunità per le aree interne. Non interventi spot che poi vengono spesso finanziati con un taglio da un'altra parte. Ne dipendono la qualità della vita, il futuro dei giovani e la competitività dei territori.

L'esame parlamentare deve garantire entrate certe, rivedere i sacrifici già imposti e adeguare le risorse ai costi reali dei servizi.

Su questi obiettivi sarebbe importante una convergenza più forte anche con le rappresentanze economiche, che hanno da una parte riconosciuto misure utili ma dall'altra hanno avanzato richieste su energia, investimenti e crescita. Sarebbe stato utile un confronto più incisivo con l'attuale Governo da parte dei rappresentanti delle imprese, per mettere al centro ciò che manca: una visione strategica per il sistema produttivo capace di andare oltre semplici agevolazioni temporanee.

Lo stesso mondo economico chiede ai Comuni di sostenere iniziative, accompagnare progetti, promuovere eventi e rendere le città più attrattive. Sono richieste legittime, che spesso condividiamo. Ma per rispondere servono risorse certe. Difendere la capacità dei Comuni di investire e garantire servizi significa sostenere anche le imprese: questa consapevolezza dovrebbe pesare maggiormente nel giudizio complessivo sulla manovra.

Le rappresentanze economiche hanno anche fortemente criticato le politiche europee: ma queste sono valide per tutti, eppure in Europa ci sono Paesi che sono cresciuti molto più dell'Italia, come ad esempio Spagna e Grecia. Va ricordato inoltre che in tutta Europa stipendi e salari sono aumentati e si sono maggiormente adeguati al costo della vita. Quelli italiani non crescono da trent'anni, ma l'inflazione è tornata nuovamente a crescere.

Quindi non può essere l'Europa il dito dietro cui nascondersi: c'è un problema italiano di produttività, di assenza di politiche strategiche in questo senso, perché tutto viene affrontato con misure tampone, senza visione, senza prospettiva.

E il tessuto produttivo e amministrazioni territoriali dovrebbero battersi insieme in questo senso perché la capacità dei territori di creare sviluppo è un interesse comune, da sostenere con coerenza nel confronto con il Governo. 

Perché se la coperta è corta, non possiamo limitarci a tirarla da un lato o dall'altro. Bisogna prendere in mano i fili e il telaio e incominciare a lavorare a un nuovo tessuto: serve uno sforzo comune per garantire investimenti, produttività, crescita". 

 


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commenti


Nonna sprint

1 novembre 2026 15:46

caro sindaco capisco le spese che ci sono anche dovute alla grandinata del.28 agosto, però invece di dare sempre sussidi agli extracomunitari e poi lo vedi con cellulare ultima generazione, tenere i minori non accompagnati e sinceramente li rispedirei alle loro famiglie e anche alcune spese innutili come ad esempio i graffiti tipo quello sotto ponte tangenziale via Bergamo ( 15000 euro) che mi domando chi lo vede! I totem innutili ecc.ecc! Non è meglio risparmiare! Piazza Roma quante volte è stata rifatta?! il nuovo ospedale ? Non cestinatemi commento, non ho offeso nessuno, grazie

Gianluca

1 novembre 2026 15:51

I comuni devono essere oculati e non buttare soldi in opere inutili.

Maurizio

1 novembre 2026 17:01

Tanto vi arrangiate con le multe voi altri... come state facendo in questi mesi!

luisa

1 novembre 2026 17:13

L'ADDIZIONALE I.R.P.E.F. A CREMONA VALE 10 MILIONI DI EURO. LE MULTE QUASI 4. CONTINUATE A SPREMERE I SOLITI!
LE BANCHE E LE ASSICURAZINI NON PAGANO IVA. L'IDRAULICO LA VERSA TUTTA!
E POI LE SCUOLE E I RISCALDAMENTI: RIPARATE I VETRI ANZICHÈ LAMENTARVI!
INCAPACI!!!!!

Paolo

1 novembre 2026 17:29

Caro Virgilio è vero. In Europa ci sono Paesi che sono cresciuti molto più dell'Italia, come ad esempio Spagna e Grecia. E sai perchè? Perchè hanno lavorato seriamente. Noi abbiamo buttato via tanti soldi senza fare niente. Pensa all'autostrada Cremona-Mantova. Quanti soldi buttati via? E il risultato?
Ferraroni vuole una stazione per i treni veloci. Si è accorto ora dell'isolamento? Cremona ha dormito e buttato via un sacco di soldi senza fare nulla di concreto in tutti questi anni. Ora si sveglia... e cerca l'interruttore. Ben fanno quei Paesi europei a dire all'Italia di arrangiarsi. Chi è causa del proprio mal...
Caro Virgilio goditi la funzione di Sindaco e lo stipendio finchè c'è, poi sentirai anche tu freddo e potrai lamentarti, in silenzio, come tutti. Ci sarà sempre un ausiliario del traffico pronto a rimpinguare le casse comunali per rifare piazze, fontane, colorare i corsi di strisce blu, fare dei sottopassi da cui non passano le ambulanze, con evidente assenza di politiche strategiche, perché tutto viene affrontato con misure tampone, senza visione, senza prospettiva. Il conto sta arrivando. Salato.

biagio

1 novembre 2026 17:47

Condivido le preoccupazioni espresse da Virgilio. La politica nazionale dimostra la propria utilità quando affronta i problemi in modo strutturale, non quando rincorre il consenso con misure temporanee che lasciano irrisolte le difficoltà di fondo. Se si riducono imposte o entrate destinate a Regioni e Comuni (come nel caso del bollo auto), senza indicare risorse alternative certe e stabili, non si crea nuova ricchezza: si trasferisce semplicemente il problema da un bilancio all'altro.

È vero che lo Stato promette di compensare queste minori entrate, ma i territori hanno bisogno di certezze, non di promesse. L'esperienza insegna che tra gli annunci e l'arrivo delle risorse passa spesso troppo tempo. Basti pensare ai danni provocati dagli eventi climatici che hanno colpito duramente anche il nostro territorio: interventi anticipati dagli enti locali mentre si attendono ancora ristori e risposte definitive.

Anche sul contributo richiesto alle banche sarebbe necessaria maggiore chiarezza. Se a fine anno aumentano i costi dei conti correnti, delle commissioni e dei servizi bancari, viene spontaneo chiedersi se a pagare siano davvero gli istituti di credito o, ancora una volta, cittadini e imprese.

I cittadini non chiedono annunci. Chiedono una sanità accessibile, servizi efficienti, salari adeguati e maggiore sicurezza economica. Quando aumentano le difficoltà delle famiglie e diminuisce il potere d'acquisto di stipendi e pensioni, significa che qualcosa non sta funzionando nelle scelte di chi governa.

La politica discute del futuro del Paese, ma per molte famiglie la preoccupazione quotidiana è il presente: pagare le bollette, sostenere le spese sanitarie, far quadrare i conti a fine mese. E poiché i mesi non si possono accorciare, sarebbe ora di affrontare seriamente la questione dei redditi, del costo della vita e della qualità dei servizi pubblici.

Diversamente continueremo ad avere un Paese che fatica a crescere, nel quale aumentano il debito, il costo della vita e le preoccupazioni dei cittadini. Quello che non cresce abbastanza sono i redditi delle famiglie, le pensioni e la fiducia nel futuro. E senza una prospettiva di miglioramento concreto, il rischio più grande non è soltanto economico: è la crescente sfiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella politica stessa.

Biagio

Stefano

2 novembre 2026 20:09

Solo lei tra tutti i commentatori sposta le responsabilita' su Stato e Regione e, a differenza di tutti gli altri, non accenna minimamente alle spese inutili ,ai soldi buttati via dal Comune con le sue amministrazioni di sinistra e di cui si potrebbe fare un lungo,evidentissimo elenco. Mi dispiace ma questo fa dubitare della sua buona fede.

biagio

3 novembre 2026 12:00

Stefano, credo che stiamo semplicemente esprimendo due punti di vista diversi e probabilmente, anche al termine di questa discussione, ognuno resterà delle proprie convinzioni. È normale ed è anche il valore della democrazia.

Il mio commento riguardava la manovra nazionale e gli effetti che può avere sui Comuni e sui servizi ai cittadini. Non era un giudizio complessivo sull'amministrazione comunale.

Lei ritiene che vi siano state spese inutili e rispetto questa opinione. Tuttavia credo sia giusto considerare anche ciò che è stato realizzato. Penso agli investimenti nei servizi educativi e negli asili nido, ai progetti universitari, alla riqualificazione di alcuni spazi urbani, al sistema delle mense scolastiche che viene spesso osservato con interesse anche da altre realtà, agli interventi messi in campo dopo la grandinata e alle risorse anticipate dal Comune per far fronte all'emergenza.

Anche sul fronte della sicurezza non mi pare corretto sostenere che nulla sia stato fatto. Sono stati potenziati gli organici della Polizia Locale, installati nuovi sistemi di videosorveglianza e promosse collaborazioni con Prefettura e forze dell'ordine per servizi straordinari nelle aree più sensibili e durante la movida.

Cremona, inoltre, continua a ottenere riconoscimenti significativi nella qualità dei servizi e nella vivibilità urbana. Nessuna amministrazione è perfetta e certamente ci sono aspetti migliorabili, ma descrivere la città come immobile o priva di prospettive non mi sembra corrispondere alla realtà.

Io vedo una città che, pur tra difficoltà e problemi, continua a investire sul proprio futuro. Naturalmente altri possono avere una valutazione diversa. Per questo preferisco discutere di fatti e risultati piuttosto che mettere in dubbio la buona fede di chi esprime un'opinione differente. Biagio

Giuseppe

1 novembre 2026 18:22

Caro Sindaco quanti soldi buttati via per finanziare manifestazioni inutili , l'elenco è lungo. Le ricordo che in una famiglia il bilancio normalmente si fa dando priorità alle cose essenziali e il resto si risparmia per gli imprevisti .

Giusy

1 novembre 2026 22:05

Come il Comune: quando ha i soldi li spende anche per cose inutili, poi quando servono per gli imprevisti e non ha fondi si lamenta perchè gli enti sovrairdinati non danno risorse.
Ci sono le transenne in via Palestro sotto la Trento Trieste da 2 mesi che ostruiscono marciapiedi e pista ciclabile. Nuovo arredo urbano? O un segnale che ci ricorda da 2 mesi l'inadeguatezza di chi deve risolvere i problemi e, invece, ne sta creando di nuovi?

Alessandra

2 novembre 2026 05:17

Il Sindaco e company si svegliano sempre tardi (prima buttano soldi come già descritto da altri al quale aggiungo la fontana di piazza Cadorna) poi arrivano le lamentele .

Adolfo

2 novembre 2026 18:31

Disse colui che è sindaco in un comune con le aliquote IMU più alte d’Italia…

Marcello

3 novembre 2026 09:37

Multe, il 2026 è da record: già accertati 3,5 milioni +25% sul 2025.
Bravissimi, così si fa cassa, sulle spalle di chi ha già subito danni il 28 agosto e non può essere risarcito.
Questa è la vostra "solidarietà".
Siete solo degli avidi speculatori frignoni!