23 gennaio 2026

Liberty, l'arte dell'Italia moderna a Palazzo Martinengo di Brescia una retrospettiva con cento opere

BRESCIA - Da sabato 24 Gennaio e sino al 14 Giugno 2026 Palazzo Martinengo di Brescia offre ai visitatori l'opportunità di conoscere da vicino il “Liberty. L''arte dell'Italia Moderna”. Organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo, col patrocinio della Provincia di Brescia, del Comune di Brescia e della Fondazione Provincia di Brescia Eventi, la nuovissima mostra s’inserisce nel filone d’indagine sulle espressioni artistiche fiorite a cavallo dei secoli XIX e XX e prosegue cronologicamente il percorso intrapreso lo scorso anno con la rassegna dedicata alla Belle Époque, visitata da oltre 75.000 persone

I curatori della mostra, Manuel Carrera, Davide Dotti, Anna Villari, hanno scelto di esporre oltre 100 capolavori: dipinti di Corcos, Previati, Nomellini, Tito, Bocchi, Tallone ed altri; sculture di Edoardo Rubino, Leonardo Bistolfi e Liberto Andreotti; affiches di Carpanetto, Dudovich, Metlicovitz, ceramiche di Galileo Chini; mobili di Eugenio Quarti; splendidi abiti d'epoca realizzate da prestigiosi atelier, fotografie d’epoca e spezzoni cinematografici con l'inaccessibile e divina Lyda Borelli. Viene così offerto un quadro articolato, completo, della produzione artistica del primo quindicennio del XX secolo, un momento in cui nuovi linguaggi e sensibilità contemporanee si manifestano in tutta Europa.

La maggior parte degli artisti prese parte "alle grandi esposizioni tenutesi in Italia tra la fine del XIX e i primi due decenni del XX secolo: dalle prime Biennali di Venezia all'Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino del 1902; dall'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano del 1906, fino alla Esposizione Internazionale di Roma del 1911 che celebra i cinquant’anni dall’Unità d’Italia. Si avrà così la possibilità di rileggere importanti opere dell’arte italiana attraverso una prospettiva del tutto nuova e al contempo di riportare alla luce opere meno o affatto note al pubblico e in qualche caso del tutto inedite”. Alcuni capolavori, sono stai trovati dai curatori nei depositi di grandi musei italiani e molto spesso sono degli inediti.

Nel primo quindicennio del XX secolo gli artisti italiani, “tra acceso entusiasmo per la modernità e riscoperta di pratiche artigianali, si spingono a confrontarsi e ad adattare al clima culturale del nostro paese, le novità che giungono dall’estero.
All’Art Nouveau della Francia e del Belgio, al Modern Style dell’Inghilterra, allo Jugendstil della Germania, alla Sezession dell’Austria, l’Italia risponde con il cosiddetto Stile nuovo o Stile floreale, caratterizzato da forme sinuose ed eleganti linee serpentine ispirate al mondo naturale, che diventa grande fonte di ispirazione formale”.

È nella bellezza naturale, con le sue forme morbide, i fiori, le volute, che gli artisti cercano un equilibrio tra il progresso e l’armonia, tra la tecnica e la poesia. Questa aspirazione attraversa tutte le discipline: dalla pittura alle arti applicate, dall’architettura al design, alla moda, alla fotografia, alla grafica pubblicitaria, fino al nuovissimo linguaggio cinematografico.

Nelle otto sezioni espositive si approfondiscono alcuni dei temi chiave del Liberty, come la figura femminile, ad uno stesso tempo sensuale e misteriosa, naturale ed artificiale, libera e contemporaneamente legata alla tradizione. Ecco così la donna rappresentata nelle tele di Corcos, Innocenti, Bocchi, Tallone ed altri ancora. Ma non solo. La donna è anche la musa della scultura bronzea e marmorea come nelle splendide creazioni dei Rubino, Bistolfi, Romanelli, Andreotti.

Tra le donne indimenticabili ritratte: la Marchesa Edith Oliver Dusmet, colta in una espressione imperiosa da Salomé, mefistofelica e temibile creatura raffigurata da Corcos nel 1911. Il quadro, enorme, è stato concesso in prestito dalla Galleria Nazionale di Arte Antica di palazzo Barberini a Roma. La tela è conservata nei depositi di Palazzo Barberini non essendo congrua alle raccolte antiche della Galleria. Con la bacchetta magica la facciamo arrivare a Brescia? Una battuta, ma anche una speranza...

Per i visitatori la mostra bresciana sarà una scoperta continua, un conoscere opere assolutamente nuove, mai percorse se non da una parte di addetti ai lavori.
Davide Dotti, che ci ha abituati alle annuali sorprese offerte da Palazzo Martinengo, non ha tradito le aspettative del pubblico neppure in questa occasione. Ha coinvolto infatti due veri specialisti del periodo, i massimi studiosi, come Manuel Carrera e Anna Villari. Questo “trio” di cacciatori d'arte ha saputo fiutare, scovare, far restaurare, studiare e portare alla conoscenza del pubblico un mondo poco percorso in profondità, anche se spesso rievocato, però nel nome e non nei fatti concreti.

Il bellissimo catalogo reca la firma dei tre curatori ed è edito da Silvana Editore.

Orari di apertura

mercoledì, giovedì e venerdì, dalle 9.00 alle 17.00;
sabato, domenica e festivi, dalle 10.00 alle 20.00
lunedì e martedì chiuso
La biglietteria chiude un’ora prima dell’orario di chiusura della mostra

Aperture straordinarie:

domenica 5 aprile (Pasqua); lunedì 6 aprile (Pasquetta); 25 aprile; 1° maggio; 1° giugno; 2 giugno.

Biglietti (audioguida inclusa):
Intero €15,00;
Ridotto €13,00 (gruppi superiori alle 15 unità, minori di 25 e maggiori di 70 anni, studenti universitari, soci Touring Club con tessera, soci FAI con tessera, clienti e soci BCC Brescia, insegnanti, persone con disabilità);
Ridotto scuole €6,00;

Daniela Gallo Carrabba


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commenti


Anna L.Maramotti Politi

24 gennaio 2026 11:42

La presentazione della mostra è molto di più di un reportage. Evidenzia bene il carattere del Liberty attraverso la spiccata personalità di ciascun autore. Il fruitore non può non costatare come aspetti estertici riccorrenti vengano trattati con modalità diverse che ben identificano ciascun artista.
E a Cremona?
Quanto si deve constatare è come anche la nostra Città possegga una presenza artistica da non sottovalutare. Si lascia quindi agli storici dell'arte visiva farsi avanti.
Per conto mio non posso esimermi dal ricordare come, prevalentemente a ridosso del centro storico, il liberty domini sovrano.
Si dovrebbe sottolineare come si possa coglierne lo sviluppo. Da un timido approccio, che stenta a staccarsi dall'Eclettismo e che riprende dotte citazioni, all'avventurarsi nel nuovo stile sino a caratterizzare intere vie cittadine, nell'architettura è presente una pluralità di caratteri che dimostrano la ricchezza dell'interpretazione di ciascun architetto ponendosi come scopo primario il decoro cittadino.
E' noto come nelle costruzioni il Liberty, presente a Cremona, sia oggetto ormai da anni di ricerche e di studi approfonditi.
Ora, occorre progettare un museo diffuso che ne testimoni la qualità estetica.