6 ottobre 2026

Campo Largo: avete scoperto di essere incompatibili o di doverlo raccontare agli elettori?

C'è qualcosa di surreale nel balletto Conte-Schlein di queste settimane.
Per quattro anni ci hanno raccontato il campo progressista. Fotografie sorridenti, birre in compagnia, strette di mano e il solito marketing della politica.
Ci hanno spiegato che bisognava superare le differenze, costruire un'alternativa, mettere insieme le opposizioni, trovare una sintesi.
E adesso, a pochi mesi dal voto, scoprono che sul punto forse più delicato di tutti — la politica estera e l'invio di armi all'Ucraina — Pd e Movimento 5 Stelle hanno posizioni profondamente diverse.
Davvero? 
Davvero dobbiamo credere che in quattro anni di opposizione parlamentare nessuno se ne fosse accorto? Ci prendono per gonzi? 
Davvero Conte e Schlein hanno scoperto soltanto nell'autunno del 2026 che uno dice "basta nuove armi a Kiev" e l'altra continua a sostenere il sostegno militare all'Ucraina?
Perché questa non è una differenza scoperta ieri.
È una differenza che esiste da anni.
Il M5S non voterà nuovi invii di armi. Schlein, nello stesso periodo, ha ribadito che il Pd continuerà a sostenere Kiev. Quindi la domanda non è: "come faremo a trovare una sintesi?"
La domanda è: perché avete passato anni a raccontarci che la sintesi fosse già possibile?
Perché mentre costruivano il fantomatico campo largo, queste differenze non erano un dettaglio.
Erano lì.
Politica estera. Armi. Riarmo europeo. Rapporto con la NATO. E poi ancora: Politica economica. Infrastrutture. Servizi pubblici. Modello di sviluppo.
Non sono sfumature cromatiche.
Sono pezzi di politica.
Eppure il grande racconto era sempre lo stesso: prima costruiamo l'alleanza, poi troveremo il modo di mettere insieme le differenze. O peggio ancora: con le primarie scegliamo il leader e per il programma poi vedremo.
È esattamente il contrario di come dovrebbe funzionare una proposta politica seria.
Prima si chiarisce che cosa si vuole fare.
Poi si verifica con chi lo si può fare.
Non si costruisce una coalizione e solo dopo si scopre se i suoi componenti hanno idee compatibili.
Perché a quel punto non stai costruendo un progetto politico.
Stai costruendo un cartello elettorale.
E arriviamo alla seconda puntata della commedia: Renzi.
Schlein dice che Renzi non è un problema e che il programma dovrà essere condiviso da tutta l'alleanza.
Conte risponde che, se Renzi sarà dentro, sarà Schlein a dover essere garante del suo contributo.
Ma cosa significa esattamente?
Mettiamo che domani nasca un governo "progressista".
Renzi fa Renzi.
Apre una crisi e fa saltare il banco.
Che cosa cambia se qualcuno ci rassicura oggi dicendo che "per Renzi risponde Schlein"?
Nulla.
In politica non esistono garanti personali capaci di sostituire gli equilibri parlamentari.
Un governo non cade perché il garante era poco convincente.
Cade perché una maggioranza non regge.
 
Io queste cose le dicevo già nel 2022.
Le dicevo nel 2023. 
Le ho scritte ancora nel 2024, prima di lasciare il Movimento.
Scrivevo che un'alleanza costruita soltanto sulla necessità di battere qualcuno sarebbe stata fragile, che le differenze su guerra, armi, ambiente, infrastrutture, fiscalità .... non potevano essere cancellate con una fotografia su un palco.
Scrivevo che il problema non era mettere insieme più sigle.
Era capire se esistesse un progetto comune credibile.
E proprio per questo che ho deciso di non candidarmi più per il movimento 5 stelle alle regionali del 2023 ed ho scelto di uscire dal partito.
Non perché avessi la sfera di cristallo.
Semplicemente perché certe incompatibilità erano già visibili.
Oggi il problema non è quindi stabilire chi abbia vinto l'ultimo round tra Conte e Schlein.
Il problema è un altro.
Perché hanno aspettato il 2026 per accorgersi di quello che era evidente già da anni?
Perché la politica italiana continua a comportarsi come se i cittadini avessero la memoria di un pesce rosso?
 
Forse il problema non è che gli italiani non capiscono la politica.
Forse, molto più semplicemente, hanno smesso di crederle.
 
E allora due domande,  più serie di tutte le altre, restano sul tavolo di Conte e Schlein:
"state costruendo un progetto politico oppure state semplicemente cercando un modo per presentarvi insieme alle elezioni?
Avete scoperto di essere incompatibili o avete solo scoperto che ora dovete raccontarlo agli elettori?"
Marco Degli Angeli


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commenti


Tommaso

7 ottobre 2026 07:26

Centro! Signori, il teatrino della politica raccontato in poche righe.
Concordo con lo scritto di Degli Angeli. L'analisi è impeccabile e difficilmente contestabile, in quanto i fatti sono tutti lì da vedere.
Entrando nel merito, solo un tifoso o un poco informato, non può non vedere le incongruenze e gli errori politici (e di comunicazione) fatti dai partiti del campo largo.

Alex

7 ottobre 2026 07:35

Ne parlavo qualche sera fa con degli amici. Questa situazione di stallo e di tensione del campo largo a pochi mesi dalle elezioni puzza di bruciato. Così come il 'casus belli'. E' davvero possibile che Conte e Schlein abbiano scoperto solo ora le posizioni di incompatibilità? Oppure è tutta un atto di un copione già scritto ed utile solo per gonfiare il proprio elettorato. Ma siamo poi sicuri che i partiti di csx come quelli di cdx non stiano architettando un bel pareggio elettorale per poi affidarsi a governi tecnici o dalle larghe intese (visto i periodi bui che arriveranno e in parte già ci sono) ?

Eli

7 ottobre 2026 09:19

Da elettrice progressista, 90 minuti di applausi! Bravo!

marco

7 ottobre 2026 11:13

È il grande teatro dei burattini della politica.
La Schlein dà una prova di forza dimenticando le sue percentuali in calo costante, per mostrare a tutti che comanda lei anche se le fronde interne ne hanno minato l'autorevolezza e rappresentatività.
Un de profundis annunciato.
Conte prova a ricucire ma riceve solo dei niet fragorosi e per accalappiare più voti possibili indovina indovinello promette un nuovo reddito di cittadinanza ,non contento dei circa 330 miliardi di euro tra reddito e bonus 110% che hanno affossato i bilanci pubblici (chissà perché quel 10% in più ) e guai a dirlo perché mandiamo in tilt i pentastellati che negano l'innegabile.
Salvini è crollato nelle percentuali e naviga con un misero 5% mostrando un attivismo incredibile e baloccandosi con il modellino del suo santo gral,il ponte sullo stretto che probabilmente resterà tale.
L'importante è che i treni non hanno ritardi, non ci sono pendolari insoddisfatti o soppressioni di treni e che i cittadini sono contenti del servizio.
Renzi non potrà unirsi a Conte perché ne ha fatto cadere il governo.
Calenda è centrista e riformista e quindi naviga per conto suo.
Vannacci fa' paura e sembra il Grillo dei bei tempi ma alla fine ne fa' troppa a tutti perché abbiamo già dato con i dittatori e squadristi e sarebbe anche ora di reprimere i nostalgici negazionisti del momento più buio della nostra nazione.
L'unico merito che forse ha è che ha finalmente tolto il velo davanti agli occhi ad una politica distratta e inconcludente su come risolvere il problema dei migranti irregolari.
Il carro armato Meloni avanza e nessuno pare in grado di fermarlo,complice una politica che a parole si dice pronta al voto immediato ma che non vorrà perdere per qualche mese il diritto a vita agli emolumenti di fine mandato .





Manuel

7 ottobre 2026 11:30

Degli Angeli esplicita una situazione che era ed è sotto gli occhi di tutti.
D’altro canto si partiva già da una posizione complicata e da atteggiamenti incarogniti: durante le ultime elezioni politiche, Letta (ed immagino buona parte i vertici il PD) volle a tutti i costi consegnare il paese a Meloni.
Nonostante le ruggini dovute al tramonto il governo Draghi (sempre sia lodato), sarebbe bastata una desistenza e nessuno avrebbe avuto la maggioranza. Per giunta, colossale errore politico da parte di Letta e tutti gli altri, poiché in tal modo avrebbero reiterato “l’agenda Draghi” tanto cara al PD e buona parte il centrodestra.
In realtà, l’agenda Draghi, mascherata, pasticciata, imbruttita è stata seguita e continuata dal governo Meloni, com’anche più volte dichiarato da Vannacci.
Ora siamo ancora in quella fase, per il centrosinistra, ma con i dissapori più affievoliti, il quadro internazionale più complesso, il governo Meloni fallimentare e la figura del Dio Draghi ancora riferimento per molti, ma non più così iconica.
La scommessa di Conte sta nell’amplificare, evidenziare la scollatura ideale tra base e vertici PD, confidando che il sentimento la prima trascini la seconda.
Velleità? Illusione? Azzardo percorribile?

biagio

7 ottobre 2026 12:55

Leggo le osservazioni di Marco Degli Angeli, ma credo che il punto centrale sia un altro. Criticare il centrosinistra perché sta cercando una sintesi significa ignorare la natura stessa di una coalizione composta da forze diverse. Costruire una proposta di governo credibile richiede confronto, mediazione e anche discussioni difficili.

Per questo ritengo sbagliato anteporre le primarie alla definizione dei contenuti. Se si scegliesse prima il leader, chi vincesse finirebbe inevitabilmente per imporre la propria linea politica agli altri, chiedendo alle diverse componenti della coalizione di adeguarsi. In quel caso non nascerebbe un progetto realmente condiviso, ma un'aggregazione costruita attorno alle idee di una sola parte.

Il percorso più serio mi sembra quindi l'opposto: prima verificare se esistono obiettivi e priorità sufficienti per governare insieme, poi scegliere chi dovrà rappresentarli. Nessuno può garantire che questo lavoro porti a un accordo finale, ma il tentativo non è una commedia né una perdita di tempo. È un passaggio necessario per presentarsi ai cittadini con una proposta politica solida e non con un semplice cartello elettorale.

Naturalmente sarebbe sbagliato anche trovare un'intesa a qualunque costo. Un'alleanza ha senso solo se nasce da basi chiare e convincenti. Tuttavia non si può ignorare il contesto nel quale questo confronto si sviluppa. Se le forze progressiste cercano una convergenza è anche perché ritengono necessario offrire un'alternativa a un centrodestra che, dopo anni di governo, non sembra aver dato risposte adeguate ai principali problemi del Paese.

Debito pubblico, sanità, salari, pensioni e crescita economica non sono questioni secondarie: sono i pilastri sui quali si regge il futuro dell'Italia e la qualità della vita di milioni di cittadini. Eppure, su molti di questi fronti, i risultati appaiono deludenti e il dibattito politico continua troppo spesso a fermarsi agli slogan anziché affrontare riforme realmente strutturali.

Per questo il confronto in corso non dovrebbe essere liquidato come un balletto politico. Se riuscirà a tradursi in una visione comune e in un progetto credibile, potrà rappresentare una valida alternativa di governo. Se invece le differenze si riveleranno insuperabili, sarà giusto prenderne atto con chiarezza. Ma una cosa dovrebbe essere evidente: le coalizioni serie nascono dalle idee e dagli obiettivi condivisi, non dalla scelta preventiva di un leader. Prima vengono i contenuti, poi i nomi. Biagio

marco

7 ottobre 2026 16:52

Non sono d'accordo perché non è un confronto,è stato tutto messo da parte dalla prepotenza del PD che nega alle altre forze politiche la possibilità di altri candidati compresa Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) che ne ha segnalato l'esistenza di uno proprio.
La Schlein vuole la prova di forza e consegnerà al paese al centrodestra e al suo partito un nuovo leader più esperto.
La coalizione non è mai esistita, è sempre stata una bufala mascherata da sorrisoni e selfie ( con un escluso eccellente,Renzi)
Un'ultima osservazione:ma per quanto ci prenderanno ancora in giro?

biagio

8 ottobre 2026 11:26

Marco, nel mio commento dicevo che non si può criticare il centrosinistra solo perché non ha ancora trovato una sintesi. In una coalizione composta da forze diverse confronto e contrasti sono inevitabili. Oggi, come sostieni tu, può essere il PD a irrigidire la trattativa; domani potrebbero essere i 5 Stelle o AVS. Il problema non è chi pone il veto, ma come si costruisce un accordo.

Per questo continuo a pensare che debbano venire prima i contenuti e poi il leader. Se non si trova un programma condiviso, nessun nome risolverà il problema. Se invece si trovano obiettivi comuni, il leader sarà chiamato a rappresentarli. Criticare un confronto ancora in corso mi sembra prematuro; semmai va giudicato dal risultato finale. Biagio

marco

7 ottobre 2026 17:35

L'unico vero politico che potrebbe aiutare la sinistra è Vincenzo de Luca.

Anna L. Maramotti Politi

8 ottobre 2026 20:03

La lucidità di Marco Degli Angeli ci mette di fronte ad un approccio politico che svela l'identità di un cartello che poco o nulla risponde ad un progetto capace d'innescare cambiamenti strutturali funzionali alla vita sociale dei cittadini. La vacuità della politica provoca malessere e ci si chiede:
" a chi vogliono darla d'intendere?".

Adolfo

9 ottobre 2026 09:25

Cioè un grillino che dopo banchi a rotelle monopattini,mascherine pagate a peso d’oro, redditi a nullafacenti e bonus vari (es.110 per ristrutturare castelli) ha ancora il coraggio di parlare e scrivere.