Gentile Direttore,
a Cremona abbiamo scoperto una nuova specialità amministrativa: la rimozione senza provvedimento. Il manifesto scompare, ma quando il cittadino chiede l'atto che ne ha disposto la rimozione, la risposta è che nessun provvedimento amministrativo è stato emesso. Un piccolo capolavoro: il risultato c'è, l'atto no.
Non è una mia invenzione. Nella risposta del Comune del 13 ottobre 2026 alla mia richiesta di accesso agli atti si legge che non è stato emesso alcun provvedimento amministrativo per la rimozione del manifesto SOS Vita, collocato presso la pensilina davanti all'Ospedale di Cremona.
Eppure, nella lettera del 4 maggio 2026, Arriva Italia scrive a IPAS che il Comune, con una comunicazione del 22 aprile firmata dal Sindaco, aveva chiesto di rimuovere proprio quel manifesto. Arriva richiama quindi una clausola contrattuale e ne chiede l'immediata rimozione.
Dunque una richiesta del Sindaco risulta esserci. Un provvedimento amministrativo, secondo il Comune, no. Sarebbe interessante capire quale natura avesse quella comunicazione: un invito, un auspicio, un suggerimento particolarmente persuasivo? A giudicare dalla richiesta di rimozione immediata, non sembra una cartolina di cortesia.
La motivazione riportata da Arriva è evitare possibili situazioni di disagio e garantire un contesto rispettoso e adeguato, considerando la delicatezza dell'argomento e la vicinanza a un presidio sanitario che ospita un punto per l'interruzione volontaria di gravidanza.
La sensibilità delle persone merita rispetto. Proprio per questo, però, una decisione dell'amministrazione dovrebbe poter essere spiegata con chiarezza: quali criteri sono stati applicati? Chi li ha stabiliti? Valgono per tutti i messaggi controversi oppure si decide di volta in volta? Il "possibile disagio" è una formula molto elastica: anche certe risposte degli uffici pubblici possono provocarne parecchio.
Il Comune aggiunge che non risultano autorizzazioni specifiche relative all'installazione del manifesto e che la verifica sugli impianti pubblicitari e sulla pensilina è ancora in istruttoria, richiamando l'avvio del procedimento del 5 agosto.
Il calendario, almeno quello, è chiarissimo: il Sindaco chiede la rimozione ad aprile, Arriva la richiede a maggio, il procedimento di verifica richiamato dal Comune parte ad agosto e a ottobre risulta ancora in corso. Per far togliere il manifesto si trova rapidamente una strada contrattuale; per chiarire la situazione degli impianti, invece, l'istruttoria continua il suo tranquillo viaggio.
Se una comunicazione del Sindaco induce un'azienda a chiedere la rimozione di un messaggio, il cittadino ha diritto a capire su quali presupposti sia stata formulata, con quale competenza e secondo quali criteri.
Qui la questione va oltre il contenuto del manifesto e le opinioni di ciascuno sull'interruzione volontaria di gravidanza. Riguarda la trasparenza del potere pubblico e la possibilità di ricostruirne le decisioni.
Perché un'amministrazione trasparente dovrebbe lasciare ai cittadini qualcosa di più di una pensilina senza manifesto e di una risposta senza provvedimento.
commenti
marco
15 ottobre 2026 12:36
Una vera barzelletta......da regime sovietico...tutto avvolto nella nebbia e nella negazione