35 anni fa tornava la copertura in vetro del Teatro Politeama, rimasto scoperto per 10 anni
Questa magnifica fotografia di Giuseppe Muchetti mostra il Teatro Politeama senza copertura. Nei giorni in cui finalmente si è avviato il suo recupero (ad opera della Fondazione Stauffer, leggi qui) una immagine che ricorda le traversie del glorioso teatro. L'immagine è di 35 anni fa e rappresenta il cantiere dell'intervento che porterà anche alla copertura del glorioso teatro capace di far concorrenza al Teatro Ponchielli. Infatti il 28 Luglio 1991 è stato ricollocato quel cupolone del teatro Politeama Verdi, a dieci anni dalla sciagurata rimozione della cupola (21 settembre 1981). Un lavoro ben fatto con il ripristino della lanterna (con vetri a rete e con il tamburo a sportelli apribili) e il rame della cupola brunito dal tempo, non c'è dubbio un bel colpo d'occhio per chi viene da corso Garibaldi. Non è più in piombo come quella originale. E' sparito però dalla vista quello scheletro in ferro che per dieci anni è stato un monito all'insipienza di chi non vuole conservare la città. E' vero che il Politeama è stato semidistrutto da uno sciagurato intervento che ne ha ridotto la bellezza ma almeno la cupola, a ricordare cos'era, è rimasta così pure la cosiddetta "spazialità".
Purtroppo dieci anni prima (1981) con una scelta molto discutibile si scoperchiò quella grande cupola originale in piombo motivandola con la pubblica incolumità in quanto in una giornata di vento, un foglio di copertura arrivò ai giardini pubblici. Da allora acqua, neve, vento sono entrati per dieci anni nel teatro scolorando gli affreschi, compromettendo gli stucchi, facendo marcire i palchetti in legno. Poi 35 anni fa la copertura e ora finalmente il recupero di quel che resta del teatro tra via Cesare Battisti e via Arisi.
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commenti
Michele de Crecchio
9 agosto 2026 00:23
I guasti peggiori al "povero" Politeama cremonese furono poi apportati a seguito di una infelice deliberazione di Consiglio Comunale, deliberazione che, sfruttando cinicamente la facoltà prevista da una sciagurata leggina regionale di autorizzare interventi anche contrastanti con le vigenti disposizioni urbanistiche locali, consentì l'occupazione, con residenze ed uffici, persino di spazi fondamentali per il suo riutilizzo a teatro come erano, sicuramente, il palcoscenico, il foyer e la galleria! Tale deliberazione fu approvata, dopo un vivace dibattito, solo "a maggioranza" ed i suoi perfidi contenuti furono realizzati, senza benefici di sorta per il Comune, anche per la confusa, parziale ed incerta opposizione, allora intentata dagli uffici ministeriali preposti alla tutela dei Beni Culturali, quale sicuramente era il nostro Politeama. L'edificio era stato progettato dall'architetto Sfondrini, specialista nella realizzazione di analoghe opere che, nel frattempo cominciavano ad essere debitamente restaurate in non poche altre città italiane.
PierPiero
12 agosto 2026 11:39
Sarebbe interessante conoscere chi fosse l'allora assessore all'urbanistica e quale posizione assunse per approvare o contrastare quanto poi accadde