14 dicembre 2023

Il profondo legame tra il Comune e la Camera del Lavoro di Cremona

Ho notato con piacere che anche la Camera del Lavoro onorerà i 130 anni della propria fondazione, il 18 dicembre, all'ultima curva prima della fine di questo anniversario.

Il Comune, attraverso la Presidenza del Consiglio Comunale, ci ha pensato in maggio, non foss'altro perché la nostra Camera del Lavoro venne costituita il 2 maggio 1893, con una mostra fotografica ad hoc dedicata inaugurata emblematicamente il 1° maggio, Cremona operaia.

Ci piace leggere che viene ricordata la storia gloriosa della nostra Camera del Lavoro, voluta disperatamente da Leonida Bissolati e sostenuta con contributi annuali dalle amministrazioni che si sono succedute fino all'occupazione fascista dei luoghi di civico potere, segno tangibile che a Cremona i conservatori non hanno mai amministrato il Comune.

Il sostegno alla Camera era considerato un prelievo fuori bilancio e il sindaco Dario Ferrari nel 1906 insistette addirittura perché a bilancio fosse prevista come spesa fissa a suggellare il rapporto di collaborazione.

Nel 1914, dopo la prima vittoria socialista alle amministrative, il Comune volle dotarsi anche di un assessore al Lavoro, proprio dedicato ai rapporti con le organizzazioni operaie, così l'assessore Giuseppe Chiappari: “La conquista da parte del proletariato dei pubblici poteri e il riconoscimento della forza fattiva della classe lavoratrice e rappresenta il formidabile punto di transizione tra un passato di lotte lagrimanti del proletariato, soffocato nel sangue per un assurdo imperio del diritto divino, ed un presente palpitante; l'assessorato al lavoro ne è un indice e la sua base specifica è quella di creare un nesso rapportuale tra la vita del Comune e quella delle organizzazioni operaie”.

Questo per chiarire quanto fosse profondo il legame tra l'Amministrazione e la Camera e piace che vengano ricordati i momenti salienti di quegli anni sebbene sul punto corre l'obbligo di correggere il tiro del comunicato stampa diramato dalla CGIL, nel quale si da conto della distruzione dei locali della Camera nel 1922 sotto il regime fascista.

I locali di via Volturno, sede della Camera del Lavoro, vennero dati alle fiamme il 13 luglio 1922, quando era sindaco Giuseppe Chiappari, già assessore al lavoro, e a governare era il primo Governo Facta. Così Emilio Zanoni: “Il 13 luglio 1922 convengono a Cremona squadristi da tutti gli angoli della provincia (…). Viene invasa e totalmente distrutta la Cooperativa terrazzieri di Porta Mosa. La Tipografia Proletaria ove si stampa l'Eco del popolo viene devastata selvaggiamente, il materiale asportato, bruciato, frantumato.

L’orda dei vandali ora si avvia in via Volturno ove ha sede la Camera del Lavoro. L’organismo operaio che da trent’anni curava il progresso civile e sociale dei lavoratori viene invaso. I pochi impiegati e dirigenti hanno appena avuto il tempo di porsi in salvo. I distruttori mettono a fuoco e a sacco i locali. I mobili sono precipitati dalle finestre, gli atti e i documenti disseminati ovunque e bruciati.

Tutto viene distrutto. Per più giorni, narra un testimone oculare, per via Volturno si cammina su fogli lacerati, cocci, avanzi di mobili...»”.

 

Presidente del Consiglio Comunale di Cremona

Paolo Carletti


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