19 marzo 2026

"Serve ritrovare la fiducia nella scuola, che collabora con le famiglie e le forze dell'ordine. Il metaldetector all'ingresso? Un aiuto". Intervista a Nicoletta Ferrari, dirigente dell'Einaudi

Ha suscitato profondo sgomento la notizia del giovane studente dell'isituto superiore Einuadi che mercoledì ha estratto un coltello nei corridoi della succursale Dorotee, minacciando un compagno di classe (leggi qui). Un gesto che è stato subito segnalato ai professori ed alla dirigente Nicoletta Ferrari (leggi qui il suo comunicato), che ha immediatamente allertato le Forze dell'Ordine. Ai Carabinieri intervenuti, che hanno preso da parte il 14enne parlando con lui e chiedendogli conto di quanto riferito, il ragazzo ha consegnato il coltello. "Noi come docenti non possiamo mettere le mani negli zaini o perquisire i ragazzi -ha spiegato la dirigente Nicoletta Ferrari- per questo abbiamo immediatamente allertato i Carabinieri. Da parte della scuola c'è sempre grande attenzione verso episodi di violenza o di bullismo. Condividiamo la comprensibile preoccupazione degli altri genitori, ma è fondamentale che si mantenga la fiducia verso l'istituzione scolastica".

Alcuni genitori infatti si sarebbero molto preoccupati alla notizia dei Carabinieri presenti a scuola in riferimento alla presenza di uno studente armato di coltello, ma proprio l'immediato arrivo degli uomini dell'Arma sulla pronta segnalazione della scuola rappresenta un esempio plastico della cooperazione tra scuola e forze dell'ordine nella prevenzione e nella gestione di situazioni di disagio o di fragilità.

"Serve ritrovare la fiducia nella scuola - prosegue Ferrari- da tempo ormai cooperiamo con le istituzioni con interventi in classe, soprattutto nel biennio e nelle classi terze, che sono quelle più delicate da questo punto di vista. Gli uomini in divisa rappresentano un valore importante per gli studenti e per il rispetto dei ruoli educativi. E' fondamentale poi la collaborazione con le famiglie perchè naturalmente la scuola, pur essendo a tutti gli effetti una palestra di vita, non è la sola agenzia educativa. mettiamo a disposizione anche uno sportello psicologico a cui si possono rivolgere sia i ragazzi che i genitori in caso di problematiche difficili da gestire".

Nella fattispecie dell'episodio di mercoledì, la dirigente spiega che oggi il ragazzo non era presente in classe, ma non per un provvedimento disciplinare emesso dalla scuola: "Quello eventualmente arriverà, ma non possiamo emettere immediatamente un provvedimento, ci sono degli step da rispettare: per prima cosa oggi incontrerò il papà del ragazzo per un colloquio, quindi ci sarà un confronto con i rappresentanti dei genitori e quindi un consiglio di istituto straordinario. Sono passaggi dovuti, esiste un protocollo. Non so se oggi lo studente sia rimasto a casa in conseguenza dell'indagine in corso, di cui peraltro io non so nulla in quanto di competenza dei Carabinieri. Faremo tutti i passaggi dovuti, dopodichè decideremo come procedere".

Di certo, con le nuove disposizioni entrate in vigore dal 25 febbraio col Decreto Sicurezza 2026, le pene sono state inasprite in merito al porto di coltelli e lame, dunque anche sul piano penale il giovane potrebbe andare incontro a problemi importanti. A molti inoltre sarà venuto alla mente il recente drammatico fatto di cronaca di La Spezia, dove lo studente 18enne Abanoub Youssef era morto dopo aver ricevuto una coltellata nel corridoio della sua scuola da un compagno di classe, notizia a seguito della quale si era parlato di aprire all'uso del metal detector all'ingresso delle scuole.

Abbiamo chiesto allora alla dirigente Ferrari la sua opinione in merito: "Tutto ciò che può aiutare è ben accetto. Recentemente c'è stato un incontro tra dirigenti scolastici, prefetto e ufficio scolastico territoriale da cui è derivato un protocollo per regolamentare i controlli a campione all'ingresso di tutte le scuole del territorio. Sicuramente è un aiuto ed un deterrente, anche perchè noi insegnanti non possiamo frugare nei loro zaini e nelle loro tasche. Come detto prima, la presenza degli agenti in divisa è sicuramente un aspetto significativo per i ragazzi". 

Michela Garatti


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