7 gennaio 2026

15 anni fa se ne andava Ernesto Cervi Ciboldi, agricoltore appassionato, ricercatore del meglio assoluto per la nostra terra

Qundici anni fa se ne andava Ernesto Cervi Ciboldi, studioso, pubblicista, un grande diffusore delle conoscenze agronomiche nonchè agricoltore appassionato, indomito ricercatore del meglio assoluto per i nostri terreni, che lui definiva “i più fertili del mondo”.

Era nato a Sesto Cremonese (CR) il 27 ottobre 1916, sposato, due figlie e quattro nipoti. Aveva conseguito due lauree: in Scienze Agrarie e in Medicina Veterinaria presso l’Università Statale di Milano. Successivamente aveva iniziato a condurre l’azienda di famiglia (sup.Ha 200 circa, vacche da latte 150) ad ordinamento cerealicolo-zootecnico a Luignano di Sesto Cremonese, interessandosi da subito alle sperimentazioni in campo. L’utilizzo costante del metodo empirico, una buona dose di naturale curiosità hanno accompagnato la sua lunga carriera professionale di imprenditore agricolo “illuminato” nella continua ricerca nel miglioramento della gestione aziendale. Dal dopo guerra in poi le sue esperienze pionieristiche sono state, e sono tuttora, un autentico esempio per molti imprenditori agricoli. Nel 1945 era eletto Presidente della Latteria di Casalbuttano, nello stesso anno è divenuto Componente della Giunta Camerale di Cremona come rappresentante del settore agricolo. E’ stato membro, fino al 1967, del Consiglio d’Amministrazione dell’Istituto Zootecnico Agrario Lombardo di Porcellasco (CR), quando lo stesso diventa Ente di ricerca statale. Porcellasco, sede di sperimentazione dal 1922, è stato motore dell’innovazione nell’allevamento bovino, con l’introduzione dei primi tori Holstein statunitensi, la valutazione genetica dei riproduttori sulla base dei dati produttivi, la diffusione dei propri riproduttori in Italia, la formulazione e produzione del primo mangime completo. Dal 1967 è stato Presidente del consiglio sindacale della cooperativa di Macellazione CAM, ed è stato poi Presidente per due mandati di C.A.F.R.I. (Cooperativa fra gli Allevatori e Conduttori Agricoli di Cremona). La sua azienda è sempre stata storicamente legata alla Latteria Soresina, tra i primi soci a farne parte e a realizzare gli obiettivi di produzione di latte di qualità in funzione della valorizzazione del Grana Padano. Era membro del Consiglio della Società Agraria di Lombardia, prestigiosa associazione di studio delle tematiche rurali. 

La sua azienda è stata sede di progetti-pilota per numerose prove sia sperimentali sia dimostrative in campo (cereali autunno- vernini, foraggere, cereali primaverili-estivi) in collaborazione con numerosi Enti di ricerca: l’Università Statale di Milano, Università Cattolica S. Cuore di Piacenza, l’Istituto Sperimentale per le Colture Foraggere di Lodi, l’istituto Sperimentale per la Cerealicoltura Sezione di Fiorenzuola d’Arda, il Centro Ricerche Sperimentali per la maiscoltura di Bergamo. Instancabile sperimentatore ha anche attivamente partecipato a numerose prove realizzate dall’allora sede territoriale dell’Ispettorato Agrario (ministeriale), poi con il Servizio Tecnico Agricolo Provinciale (regionale) e con la Provincia di Cremona dove sono in corso le prove di confronto varietale di mais inserite nel progetto ERSAF “Grandi Colture e Reti dimostrative”. Cervi Ciboldi ha realizzato le prime prove di agricoltura conservativa in Italia negli anni ’60, anche in collaborazione con la Facoltà Universitaria di Agraria di Milano. E’ stato uno dei grandi fautori della tutela del suolo e di una gestione agricola rispettosa della componente organica, nonché dell’applicazione delle rotazioni e di una corretta gestione dell’uso irriguo. Proprio per evidenziare con la pratica quanto sostiene essere fondamentale per un buon imprenditore, ha accompagnato sempre l’opera divulgativa che ha svolto come oratore e/o giornalista con l’attuazione di specifiche prove presso la propria azienda per poter dimostrare con i fatti (ed i numeri) quanto riteneva corretto. 

Periodicamente la sua azienda ha ospitato anche delegazioni di imprenditori agricoli stranieri interessati alle numerose innovazioni e alla loro corretta gestione manageriale. 

Dall’inizio della sua carriera, ha collaborato con importanti riviste di aggiornamento tecnico-scientifico come “Terra e Vita” oltre che con la stampa locale (per tanti anni collaboratore de "La Provincia" poi della "Cronaca" per oltre 15 anni). 

Attraverso questa attività giornalistica a partire dal 1945 ha documentato l’evoluzione dell’agricoltura rappresentando per i lettori un testimone privilegiato, libero e viva- ce, sempre in grado di porre stimolanti interrogativi sul futuro della nostra agricoltura. 

 


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commenti


Michele de Crecchio

8 gennaio 2026 02:45

Decisamente un'ottima persona, della quale era impossibile non apprezzare le conoscenze scientifiche e la limpidezza delle argomentazioni.