Cinquant'anni fa nasceva Recitarcantando, lo straordinario e ineguagliato progetto culturale che portò musica e teatro nelle chiese, piazze, cortili e palazzi della provincia
Cinquant'anni fa il piano terra del Palazzo della Provincia era tutto un fermento. Stava nascendo la più innovativa, copiata e acclamata manifestazione culturale che mai abbia avuto la provincia di Cremona: il "Recitarcantando". Dibattiti, incontri, convegni, faccia a faccia tra amministratori e addetti alla cultura. Poi la scelta definitiva: si parte. Il progetto era di due giovani operatori culturale cremaschi, Angelo Dossena e Gregorio Sangiovanni coadivuati dalle giovani Angela Cauzzi (proprio lei che poi diventò Sovrintendente del Ponchielli) ed Enrica Principe. Il presidente della Provincia Franco Dolci sostenne in maniera decisa l'operazione così come l'assessore alla Pubblica Istruzione Giuseppe Gargioni.
Il nome, Recitarcantando, era frutto di una scelta importante: derivava dalla prima frase dell'Orfeo di Claudio Monteverdi.
Erano giorni di grande attività negli uffici di corso Vittorio Emanuele. Al progetto aderirono, oltre al Comune di Cremona, altri tredici comuni. La presentazione ufficiale della manifestazione avvenne il 1° settembre sulla Motonave Stradivari. Gli spettacoli si tennero dal 3 al 19 settembre.
"E' la prima volta - affermò Dossena - che la comunità cremonese è coinvolta in senso spaziale sul territorio, non soltanto per i grandi nomi di artisti e di compagnie internazionali, ma anche per le valorizzazioni culturali locali che potranno presentarsi al pubblico in alcuni palazzi, piazze, strade e chiostri tra i più belli d'Italia".
Una grandissima intuizione. Gargioni illustrando poi in Consiglio provinciale la prima edizione della manifestazione disse che le serate erano state 17 con 50mila spettatori. La prima edizione in città vide nel pomeriggio dell'11 settembre nella chiesa di San Marcellino il concerto de "L'Ensemble vocal de Besançon" e alle 21 in piazza del Comune il "Ballet de l'Opera de Lyon". Ma i dieci anni di Recitarcantando (l'esperienza finì infatti nel 1986) portarono in provincia artisti straordinari: Gerry Mulligan al Ponchielli o Demetrio Stratos con gli Area e Lucio Violino Fabbri in piazza Lodi (da cui nacque un disco appunto "Recitarcantando") o Gato Barbieri, Uto Ughi, la Freni o Dario Fo. Ma anche Joe Cocker a Casalmaggiore o il balletto di Roland Petit con le "Quattro Stagioni" di Vivaldi in versione coreografica o il Tokyo Ballet nel "Kabuki" con la coreografia di Maurice Bejart sempre a Casalmaggiore. La stampa italiana diede straordinario spazio a Recitarcantando. Poi tutto si spense.
Nelle foto la folla in piazza del Comune per Branduardi, piazza Marconi per gli Inti Illimani, il disco di Stratos e degli Area, Gerry Mulligan al Ponchielli, Joe Cocker a Casalmaggiore e il Tokyo Ballet
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commenti
Michele G.
22 febbraio 2026 08:21
Erano altri tempi... di gente viva, pensante, competente, che ci teneva alla Città e alla Cultura. Oggi ci sono solo passacarte senza idee nè competenza che pagano 100.000 euro ad una srl per farsi scrivere un progetto per spiegare perchè mai Cremona dovrebbe essere insignita del titolo di Città della Cultura 2029. La tristezza è giunta, con la g minuscola.
Emanuele
22 febbraio 2026 08:33
Quelli sono stati anni stupendi. Cremona era una città viva. Si respirava la Cultura con la C MAIUSCOLA....mi manca, come mi manca il centro coi suoi negozietti, come mi manca piazza Cavour, come mi manca il trenino di piazza Roma....ora la mia Cremona si sta spegnendo ...buon viaggio nell'Amarcord....
maurizio
22 febbraio 2026 08:40
Mi ricordo in piazza Marconi gli Intillimani...