27 novembre 2022

A Casale Cremasco Vidolasco premiata come donna dell'anno Maria Boffelli. E Chiara Tambani racconta la storia tra Verdi e la Strepponi

Casale Cremasco Vidolasco – Si è svolta oggi pomeriggio (27 novembre) la manifestazione per celebrare la giornata internazionale contro la violenza alle donne e per la proclamazione della donna dell’anno.  L’appuntamento organizzato dalla Consulta Pari opportunità del comune presso il teatro dell’oratorio, è stata, in sintonia con l’argomento dello spettacolo, un crescendo rossiniano. 

L’incontro, introdotto da Donatella Mascheroni, rappresentante della Consulta pari opportunità, è proseguito con l’intervento di Elena Vailati dell’Associazione donne contro la violenza di Crema presente insieme a Cristina Ferla.  A seguire Emanuela Nichetti, assessora alle Pari opportunità di Crema. Poi Chiara Tambani ha recitato un monologo di oltre un’ora per raccontare la storia d’amore tra Giuseppina Strepponi e Giuseppe Verdi. Performance straordinaria, ha strappato cinque minuti di applausi. 

Ha concluso l’evento il sindaco Antonio Grassi con la proclamazione e la consegna di una targa a Maria Boffelli, donna dell’anno.  Luigi Ambrosini, presidente della Consulta, nel ruolo di presentatore ha coordinato la manifestazione.

«Al 16 novembre dello scorso anno – ha sottolineato Mascheroni - 109 erano le donne vittima di violenza, oggi abbiamo già superato le 100 unità. Circa nell’80% dei casi, responsabili del delitto sono soprattutto i partner o l’ex, ma anche i familiari (figli, nipoti, fratelli). Il fenomeno non arretra, però sono in aumento le donne che chiedono aiuto e sempre più capillare è la campagna di sensibilizzazione e la costruzione di una rete tra i servizi che operano sul territorio. Un’espressione di questa realtà è la Rete contatto che da anni è presente nel cremasco».

«Accanto al ricordo delle donne vittime di violenza – ha proseguito Mascheroni - anche quest’anno, da tradizione, come segnale di speranza, sarà nominata la donna dell’anno, come sempre la scelta è avvenuta non in base al tipo di attività, ma all’impegno e alla dedizione con i quali l’attività è stata svolta a favore della comunità».

Elena Vailati ha sottolineato: «Il centro antiviolenza è un luogo sicuro di ascolto, protezione, valorizzazione delle esperienze e riprogettazione di vita, dove si offre aiuto alle donne che subiscono molestie, maltrattamenti e violenze sia in famiglia che nel sociale, nel rispetto della cultura, etnia, religione, restituendo loro autonomia, maggior senso di dignità e autostima». Ha concluso con alcuni dati sull’attività. «Dal 1990 al 2021 si sono rivolte al centro 1907 donne. Dal gennaio del 2022 ad oggi abbiamo accolto 59 donne, un numero al di sotto della media degli ultimi anni».

Emanuela Nichetti ha ricordato che malgrado il riconoscimento formale, i progressi compiuti e il fatto che oggi ci si possa avvalere di un quadro normativo caratterizzato da leggi che contrastano le discriminazioni, che favoriscono i principi di parità e la valorizzazione delle differenze, la parità tra donne e uomini e l’eliminazione della discriminazione di genere non sono ancora una realtà.

Cosa fare? «Per sconfiggere questa cultura sessista e giungere ad affermare una vera parità di genere, per ribadire il ruolo che spetta alle donne, per colmare il gender gap e favorire la costruzione di una società più equa ed inclusiva è necessario lavorare ogni giorno e agire su più fronti, cominciando con il crescere i nostri figli maschi, insegnando loro fin dalla più tenera età il rispetto per le donne, e le nostre figlie femmine, consolidandone l'autostima e la capacità di distinguere ciò che è amore da quello che è invece una relazione malata».

Lo spettacolo di Chiara Tambani, con le musiche scelte dal marito Giancarlo Mongilli, ha coinvolto un  pubblico attento ed emozionato e molti dei presenti si sono personalmente complimentati con la protagonista. La Tambani è stata bravissima e il monologo meriterebbe platee di teatri cittadini.

Il sindaco ha ricordato la figura di Maria Boffelli e letto la motivazione del riconoscimento: per avere contribuito con passione e grande responsabilità alla crescita della comunità scolastica. Maria Boffelli, 88 anni, conosciuta come la bidella per antonomasia, ha lavorato alle scuole elementari per 35 anni. La proclamazione ha riscosso calorosi applausi e consensi da parte del pubblico. Un brindisi offerto dalla consulta, con le torte preparate da alcune donne del paese, ha concluso il pomeriggio. Durante la manifestazione sono state raccolte le offerte per l’associazione donne contro la violenza di Crema. 


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