Cremona, sanità olimpica. Un medico, cinque infermieri e due operatori pronti per prestare soccorso ai giochi di Milano e Cortina
Da ospedale e ambulanza alle piste delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina. Otto professionisti dell'ASST di Cremona e AREU Lombardia (che lavorano a Cremona) sono pronti a entrare in azione nel più grande evento sportivo internazionale in programma, comprese le Paralimpiadi, garantendo assistenza ad atleti, staff e pubblico provenienti da ogni parte del mondo.
La squadra sarà composta da un medico, cinque infermieri e due operatori del soccorso, impegnati a turni nelle diverse sedi olimpiche. Un contributo fondamentale in un contesto che vedrà la partecipazione di migliaia di atleti e un'affluenza complessiva stimata in circa due milioni di persone.
A rappresentare il territorio cremonese nella rete sanitaria olimpica saranno il medico di emergenza-urgenza Carlotta Pacioni; le infermiere del pronto soccorso di Cremona Elisa Dordoni e Clara Ferrari e gli operatori di AREU Cristina Pilati, Elisabetta Carletti e Simone Ruggeri (infermieri) con Simone Cè e Andras Gennari (operatori del soccorso).
La sanità olimpica sarà organizzata come una rete integrata ad alta complessità: grandi ospedali di riferimento, presìdi di primo intervento, mezzi di soccorso avanzati ed elicotteri lavoreranno in sinergia per assicurare risposte rapide ed efficaci in ogni situazione, dalle emergenze sportive a quelle del pubblico.
SCELTA PER CRESCERE, CAPITA UNA VOLTA NELLA VITA
Un sentimento condiviso dalla squadra sanitaria olimpica cremonese è quello della crescita professionale. «È un'esperienza nuova che ti arricchisce molto, soprattutto per il confronto quotidiano con professionisti che arrivano da realtà e percorsi diversissimi», racconta Dordoni. «È un'occasione che capita poche volte nella vita e che ti mette alla prova, facendoti crescere anche sul piano personale», conclude Cristina Pilati.
«È la mia prima esperienza in un evento di queste dimensioni e importanza. Mi ha colpito subito il clima che si respira: un ambiente dinamico, con professionisti preparatissimi che lavorano per uno stesso obiettivo», spiega Gennari, impegnato nell'organizzazione tecnica del sistema di soccorso presso l'Arena di Santa Giulia, dove si svolgeranno tutte le gare di hockey. «Il coordinamento è fondamentale: dalla sicurezza alla disposizione dei soccorritori, ogni dettaglio è decisivo».
L'ENERGIA OLIMPICA È QUALCOSA DI SPECIALE
Per Simone Cè, assegnato all'Ice Skating Arena di Assago, «dal vivo l'energia si sente tutta. Il clima è di festa e rispetto per lo sport e per gli atleti. Anche facendo il nostro lavoro, senti di far parte di qualcosa di speciale».
«Abbiamo seguito corsi specifici sulle emergenze su ghiaccio e partecipato agli allenamenti pre-evento. Intervenire in queste condizioni è molto diverso dal lavoro che facciamo tutti i giorni», racconta Pacioni. Anche Elisabetta Carletti sottolinea l'importanza dell'addestramento: «Abbiamo imparato come muoverci in sicurezza e come intervenire in pista con i ramponcini. Noi siamo abituati a soccorrere in strada, per cui è un lavoro molto diverso, ma non volevo perdermi questa esperienza».
«Dai giorni di formazione ho capito che il soccorso in contesti come questi richiede un'attenzione continua, rapidità e una preparazione specifica. Bisogna sapere sempre cosa fare e quando farlo», conclude Ruggeri
Per Ferrari questa esperienza sta svelando una complessità inaspettata, professionalmente arricchente: «C'è una rete organizzativa enorme, che da fuori uno non immagina. Io sarò a Livigno nella medical station dedicata agli atleti per freestyle, snowboard e big air. Sono contenta di poter far parte di tutto questo».
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