5 febbraio 2026

Ancora una truffa via web: paga 2.200 euro per un muletto, ma il venditore sparisce dopo aver incassato i soldi. Individuato dai Carabinieri e denunciato un 39enne

Al termine di un’attività di indagine, i Carabinieri della Stazione di Romanengo hanno denunciato un uomo di 39 anni, con precedenti penali e di polizia a carico, residente nel cremasco, ritenuto responsabile di una truffa commessa attraverso l’uso del web. 

L’indagine ha preso avvio a seguito della querela presentata presso i Carabinieri di Romanengo a metà novembre scorso da un uomo del posto che, pochi giorni prima, su un sito di e-commerce, ha notato una proposta di vendita di un muletto elettrico e, visto che era di suo gradimento e il prezzo era conveniente, ha contattato il venditore per chiedere informazioni sulla disponibilità del prodotto. Gli veniva così fornita via e-mail la scheda tecnica e la proposta d’acquisto. Le successive contrattazioni venivano effettuate via WhatsApp e, una volta raggiunto l’accordo, l’uomo effettuava un primo bonifico di 1400 euro, ricevendo la relativa fattura, e un secondo da 800 euro, entrambi eseguiti sull’iban fornito dall’interlocutore. Presi accordi per la consegna del mezzo, che sarebbe dovuta avvenire a distanza di pochi giorni dal pagamento, quanto acquistato non veniva mai consegnato e il venditore si rendeva irreperibile.     

L’uomo appreso dal proprio commercialista che l’iban dove erano stati fatti i pagamenti non coincideva con quello della ditta venditrice del mezzo, compreso di essere stato truffato, ha presentato la querela. 

Sono state avviate le indagini e i Carabinieri di Romanengo sono riusciti, mediante gli accertamenti sulle utenze telefoniche, sull’iban utilizzato per ricevere i pagamenti, dalle analisi dei filmati delle telecamere degli istituti di credito presso cui sono state prelevate le somme dal conto corrente e l’acquisizione della documentazione fornita in occasione dei prelievi, a individuare il 39enne resosi responsabile della truffa, che è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.

 


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