5 maggio 2026

Nicole Zuraitis e il suo Jazz follemente romantico. Che successo per la cantante americana a Cremona Jazz!

Rosso. Come la passione. Come il cuore. Come la musica bella. Coinvolgente. Come il suo abito: porpora. Ebbene sì Nicole Zuraitis , ospite coi fiocchi a Cremona Jazz, ha acceso dí rosso ‘fuoco’ la rassegna voluta dalla direzione artistica del Museo del Violino curata da Roberto Codazzi. Rosso non travolgente, non disturbante ma stracolmo di calore. Di umanità. Che esce con mille sfumature. Con travolgenti declinazioni da una voce magnifica. Capace di salire e scendere una scala infinta di note con una naturalezza disarmante. Chi si aspettava percorsi jazzistici nel senso stretto della tecnica musicale, si è, invece, trovato ad ascoltare pezzi costruiti su melodie follemente romantiche. Arrangiate per commuovere o molto spesso per far sognare. Accompagnate da lei al pianoforte con quel gusto e originalità che solo i grandi interpreti e musicisti hanno nelle corde dell’anima. Ma anche nei brani più ritmicamente e armonicamente jazzistici il ‘rosso’ è il ‘calore’ non sono mai mancati. Semmai hanno trovato altre forme. Altre espressività. Ogni brano un universo sonoro in cui immergersi completamente. Bravissimo anche il trio degli strumentisti: Idan Morim, chitarra; Sam Weber, basso; e  Dan Pugach, batteria. Tutti dotati di una tecnica individuale messa al servizio, con grazia e stile delle suggestioni, a volte,  broadwaiane dei tempi che furono. Una performance che è essenzialmente un inno alla gioia di vivere. Un canto all’intensità della musica. Della bella musica che non tramonta neppure con l’inabissarsi dei decenni. 

Poi una fuga meravigliosa nel mondo pucciniano: Babbino caro, perla del Gianni Schicchi  

Applausi travolgenti.

Roberto Fiorentini


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