26 agosto 2026

Aspettando l'opera. Quella Turandot in piazza con Vittorio Gui amico di Puccini e Gina Cigna la più grande "principessa" e un cast stellare

Non ci fu solo la mitica figura di Franco Ghione a segnare le rappresentazioni di Turandot sotto il Torrazzo (leggi qui la prima puntata). L’opera apre la Stagione Lirica, venerdì 2 ottobre alle 20 e domenica 4 ottobre alle ore 16, al Teatro Ponchielli di Cremona.

Le cronache operistiche registrano infatti un’altra grandissima presenza sul podio a raccontare la vicenda della sanguinaria principessa. E’ il 5 luglio del 1938, quando ancora in piazza del Comune, si mettevano in scena i grandi capolavori della lirica. In quel giorno era il turno proprio della Turandot pucciniana che fu affidata alla bacchetta di Vittorio Gui. Direttore di origine romana, ma soprattutto grande amico proprio di Giacomo Puccini

Tra di loro ci fu un rapporto molto stretto di stima avendolo conosciuto da giovane, aveva appena 26 anni. E una volta arrivato alla maturità, maestro concertatore dei più grandi capolavori pucciniani a partire da Bohème. Fu rimasto celebre l’allestimento, proprio di Bohème, con Mario del Monaco

Ma ancora più interessante in quella seconda ripresa di Turandot la presenza di Gina Cigna proprio nel ruolo della principessa. Da tutta la critica è ricordata come una delle massime interpreti di Turandot di Giacomo Puccini, lasciando una storica incisione dell'opera risalente al 1938 accanto a Francesco Merli e Magda Olivero, guarda caso, proprio sotto la direzione di Franco Ghione. Un’incisione considerata un documento fondamentale della fonografia operistica del Novecento per l'etichetta Cetra.

Ma di certo le sorprese per quell’edizione cremonese di Turandot non finiscono qui. Il ruolo di Calef fu intrepretato da un altro grandissimo interprete del genio di Torre del Lago: Giacomo Lauri Volpi. La voce del tenore fu il punto di riferimento timbrico ed espressivo cercato da Puccini per il suo Calaf di  Turandot.

Al Metropolitan di New York negli anni Venti, cantò splendidamente proprio la Turandot di Puccini nella sua prima esecuzione americana nello stesso anno della prima milanese e cremonese: il 1926. Per altro Volpi era già stato nel 1923, un artefice del successo di Bohème sempre negli Stati Uniti come Rodolfo. Anche a Roma aveva trionfato, un paio di anni prima, nel ruolo di Rinuccio nel Gianni Schicchi.

E ancora, di quella performance del 1938, si ricorda Augusta Oltrabella. Soprano ligure nei panni di Liù. Fu molto apprezzata come interprete pucciniana, sua artista prediletta.

Anche lei fu chiamata  spesso nei teatri internazionali per ruoli pucciniani Cio-Cio-San di Madame Butterfly, Musetta di Bohème, Tosca ma soprattutto Suor Angelica. 

Nel 1923 debuttò al Teatro Dal Verme di Milano. Sei anni più tardi fu invitata ad esibirsi al Metropolitan di New York in opere quali Bohème e Turandot.

Insomma, un cast veramente stellare a ribadire, ancora una volta, l’importanza della tradizione lirica della città del Torrazzo. (2-fine)

Roberto Fiorentini


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commenti


Marco Molinari Pradelli

26 agosto 2026 13:14

Anche mio padre Francesco Molinari Pradelli è stato un grande interprete di Turandot!
A partire da Torre del Lago, al Metropolitan, alla Arena di Verona e in disco con
Birgit Nilsson Franco Corelli e Renata Scotto!