17 giugno 2022

Cantiere casa Stradivari. Analisi dei materiali poi la ristrutturazione: bottega di liuteria, esposizioni, piccola sala audizioni, aule didattiche

Sono partiti i lavori per il recupero completo della casa di Stradivari in corso Garibaldi. Sei mesi di lavoro e l'inaugurazione potrà avvenire a dicembre, prima di fine anno per questo ambiente che diventerà uno dei punti di riferimento della musica e del turismo in città. Il progettista dell'intervento, l'ingegner Daniele Renzi, era questa mattina sul cantiere. "Stiamo effettuando i primi saggi sull'antico edificio - ci ha detto Renzi - soprattutto sui cannicciati e le perline dei soffitti. L'ambiente, perfettamente conservato, è di grande fascino e cercheremo di mantenerlo anche nella suddivisione degli spazi". Come già annnunciato durante la conferenza stampa di lancio della Fondazione (leggi qui l'articolo) nella casa di Stradivari troveranno spazio una bottega liutaria, uno spazio espositivo per la musica ma anche per altre forme artistiche, una piccola sala per audizioni e aule didattiche (che potrebbero essere utilizzate per corsi di perfezionamento musicali) e una biblioteca. La Fondazione casa di Stradivari ha tre soci fondatori: Antonio GambardellaFabrizio von Arx e Stefania Soldi. Quest'ultima è la nipote dell'ex proprietario dell'immobile mentre, tra gli addetti ai lavori ,Fabrizio von Arx non ha certo bisogno di presentazione: violinista conosciuto in tutta Europa, ha suonato diverse volte anche al Museo del Violino. Possiede anche lui uno Stradivari, il "Madrileno 1720" che riportò qui a Cremona nel 2020 proprio in occasione del trecentesimo del suo strumento.

La casa, da sempre punto di riferimento per chi viene a Cremona attirato dalla grande liuteria, ha un pianoterra, un interrato, un primo e un secondo piano oltre all'altana su cui anticamente si facevano asciugare gli strumenti. In passato ci sono state polemiche roventi perchè pare che la vera casa nuziale di Stradivari fosse in realtà, sulla base di documenti dell'Archivio di Stato, quella appena prima. Una polemica che a questo punto non vale certo la pena rivangare perchè per tutti coloro che arrivano a Cremona la casa nuziale del liutaio (dove Stradivari visse dal 1667 al 1680) è solo quella con davanti la statua del maestro sulla panchina. Statua che per il momento è stata rimossa per facilitare l'accesso al cantiere. Secondo l'architetto Massimo Terzi quella statua pensosa del grande liutaio sarebbe stata di grande richiamo se posizionata sul balcone della antica casa. 

Le fotografie sono di Gianpaolo Guarneri (Foto StudioB12)


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commenti


Nicolini Gualtiero

17 giugno 2022 12:10

Ottimo ! Solo smettiamola di chiamarla casa di Stradivari perché lo sapete bene che non lo e ! E vediamo se lo pubblicate

michele de crecchio

17 giugno 2022 21:55

Se ben ricordo, a suo tempo, si era chiarito che la effettiva casa nuziale di Stradivari era in realtà, per metà la casa contigua, e per l'altra metà la porzione settentrionale della casa da qualche lustro indicata come tale. Personalmente la cosa non mi scandalizza più che tanto perché la ritengo comunque un patetico, ma simpatico, tentativo di risarcire il colossale e ben più grave delitto culturale che il fascismo compì quando, nei primi anni quaranta del secolo scorso, la gestione fascista del Comune fece radere al suolo la vera e propria casa-laboratorio, di fronte a San Domenico, nella quale il sommo liutaio aveva poi eseguito la maggior parte dei suoi assoluti capolavori. Molto di più mi scandalizza che l'attuale amministrazione non si preoccupi di recuperare, dal magazzino della scuola comunale nella quale erano, fino a pochi anni or sono, ancora conservati, i frammenti della lapide che a lungo aveva segnalato tale preziosa preesistenza, lapide distrutta assieme alla casa, ma i frammenti della quale erano stati pietosamente recuperati e messi al sicuro da una mano colta e gentile, in attesa di tempi migliori (che, purtroppo, a quanto pare, non sono ancora maturati!).

harry

18 giugno 2022 06:20

Per la verità la casa laboratorio di Antonio Stradivari di piazza san Domenico fu rasa al suolo ben prima dell'avvento del fascismo. Per costruire la galleria XXIII marzo fu abbattuto il palazzo che comprendeva casa Stradivari, abbattuta molto tempo prima, e confinante con casa Bergonzi, come si può facilmente appurare osservando cartoline e fotografie d'epoca.

Nicolini Gualtiero

19 giugno 2022 14:08

Esatto ma questa sarebbe la prima casa quella in contrada magistra ( corso Garibaldi) purtroppo però era una casa interna non quella che tutti si ostinano ora a chiamare casa di Stradivari cne NON LO FU MAI

Enzo Rangognini

18 giugno 2022 08:03

Caro Michele, la tua "chicca" lapidea stradivariana mi sollecita a rispolverare l'altra vicenda della stele cimiteriale ebraica bifronte di Yoshua Natan Carmi, datata 1591 e proveniente dal cortile di palazzo Ala (dall'800 inglobato nel collegio Beata Vergine), per lunghi decenni parcheggiata sotto un portico di palazzo Affaitati, e poi nei primi anni Novanta sottratta alla vista e destinata a un qualche deposito comunale. Conosco il motivo di tale sottrazione : i vari assessori alla cultura vennero informati che la originaria provenienza di tale reperto storico non era il cimitero ebraico di Casalmaggiore, come voleva l'azzardata lettura dell'Aporti pubblicata nel 1837 e per un secolo e mezzo ripetuta da volonterosi cronisti locali, ma da un ancora ignoto "Casale nella regione" appurato nel 1980-81 dalla lettura dell' ebraista Nello Pavoncello, ribadita diciassette anni dopo da Luisa Mortara Ottolenghi (con foto) nel volume "Gli ebrei in Italia, II" della Storia d'Italia Einaudi. Tutto ciò premesso, che sistemazione della stele è oggi in grado di decidere l'attuale assessore alla partita?