Casteldidone, il Castello Mina della Scala inaugura gli eventi 2026 sabato 28 marzo
Sarà il suggestivo richiamo dei Tamburi del Crostolo a tenere a battesimo, sabato 28 marzo, alle 17.30, la nuova stagione di eventi del Castello Mina della Scala di Casteldidone. Stagione ideata e promossa in collaborazione con la Casa Museo Antonio Ligabue di Gualtieri (Reggio Emilia) per una bella e significativa occasione di collaborazione tra le due sponde del fiume. Un’apertura dal forte impatto simbolico e scenografico, che segna l’inizio di un rinnovato percorso di valorizzazione culturale del castello. L’iniziativa, come spiega Claudia Fragni, vicepresidente della Casa Museo Antonio Ligabue, nasce con l’obiettivo di restituire al pubblico un luogo di grande fascino e storia, proponendo una nuova visione del castello come spazio vivo, capace di accogliere arte, spettacolo e momenti di condivisione. Nei prossimi mesi, il calendario sarà ricco e articolato: si susseguiranno incontri culturali, eventi privati e, a partire dalla fine di aprile, una mostra collettiva che vedrà protagonisti diversi artisti, pronti a riempire le sale di colore ed espressione. Non mancheranno spettacoli e performance teatrali, in continuità con le esperienze già apprezzate dal pubblico, come il “Fantasma della Contessa Schizzi” e “D’Annunzio e la Duse”, proposti in occasione della Giornata internazionale della Donna. La programmazione proseguirà per tutta l’estate fino all’autunno inoltrato, con serate tematiche pensate per accompagnare il pubblico in un viaggio tra arte, storia e emozioni. Il Castello Mina della Scala si propone inoltre come meta per gruppi e comitive, offrendo l’opportunità di scoprire le sue bellezze architettoniche e il patrimonio storico che custodisce. L’evento è aperto a tutti per condividere insieme l’inizio di questa nuova stagione culturale. “Con questa nuova apertura – aggiunge ancora Claudia Fragni - vogliamo dare nuova vita al castello, rendendolo un luogo dinamico, capace di accogliere arte, eventi e persone”. Il Castello, come da diversi anni a questa parte,è visitabile tutte le domeniche pomeriggio ed è custode, tra le altre cose, della “memoria” legata a papa Benedetto XV, di cui ricorre quest’anno il 104esimo anniversario della morte. Il pontefice era prozio dei conti Angelo Persico Licer e Ottone Persico Licer del castello Mina della Scala. Castello che è scrigno prezioso e significativo, come anticipato, della memoria del grande e indimenticato pontefice. Il luogo è stato al centro, doveroso ricordarlo, in questi anni, di un importante progetto di valorizzazione degli di ambienti arredati e affrescati ed il più importante intervento è stato legato proprio alla figura di Papa Benedetto XV, Giacomo Della Chiesa, Sommo Pontefice dal 1914 al 1922, illustre antenato degli attuali proprietari. L’impegno dei Conti Angelo, Ottone e Vittoria Persico Licer, in questi anni, è stato quello relativo alla Cappella da Camera privata di famiglia, ambiente di preghiera e devozione privata recuperato e musealizzato; in passato aperto solo parzialmente e in rarissime occasioni ed ora pienamente inserito nel percorso di visita guidata degli ambienti del Castello per la prima volta in assoluto. La Contessa Giulia Persico Della Chiesa, sorella del Pontefice, fu per tutta la sua vita fedele custode scrupolosa e attenta della memoria del fratello, dal periodo in cui fu Arcivescovo di Bologna e per tutta la durata del Pontificato, raccogliendo e conservando gelosamente lettere, cimeli, ricordi, immagini e oggetti a lui appartenuti, un grande patrimonio del tutto inedito ancora oggi altrettanto gelosamente conservato e valorizzato dai proprietari. Nella Cappella, collocata al primo piano del Castello si conservano preziosi e rarissimi oggetti, come l’Altare mobile da camera utilizzato personalmente dal Pontefice per la celebrazione della Messa, oggetti liturgici a lui appartenuti, dipinti, stampe, ma anche lettere, fotografie autografate e reliquie. Il progetto ha visto la consulenza e supervisione dello studioso e critico d’arte parmense Giovanni Godi. Fu, Papa Benedetto XV, all’anagrafe Giacomo Paolo Giovanni Battista della Chiesa un fermo oppositore della Prima Guerra Mondiale, da lui giustamente definita “inutile strage”, apparentemente dotato di ottima salute (fatto di cui lo stesso Papa amava vantarsi, affermando di aver speso in tutta la sua vita meno di 3 lire in medicine). Il papa si spense il 22 gennaio 1922 a causa di una broncopolmonite, contratta dopo che il suo autista arrivò a prenderlo in ritardo nei Giardini Vaticani, lasciandolo troppo a lungo sotto le gelide piogge invernali. Oggi il maniero di Casteldidone continua a rappresentare un luogo “del cuore” legato alla sua venerata memoria. Da ribadire anche, come già anticipato, che proprio da quest’anno la collaborazione tra il castello Mina della Scala e la Casa Museo Antonio Ligabue diventa continuativa con mostre, proposte culturali ed eventi che troveranno spazio nelle sale del maniero, accanto a iniziative autonome. L’obiettivo è quello di far “rivivere” il castello, con un’apertura costante nel tempo ed un calendario sempre ricco di appuntamenti. “Uno dei grandi traguardi sui quali stiamo già lavorando – ha già annunciato la vicepresidente della Casa Museo Antonio Ligabue Claudia Fragni – è quello di portare Antonio Ligabue, che visse a lungo nel fienile della Casa Museo ospite della famiglia Caleffi, al Castello di Mina della Scala, questa volta come ospite dei Conti Persico Licer: un grande sogno dell’artista che finalmente potrà diventare realtà”.
Eremita del Po
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