Da venerdì a domenica torna a San Secondo Parmense il Palio delle Contrade e racconta anche un pezzo di storia cremonese
Da venerdì 5 a domenica 7 giugno, a San Secondo Parmense, va in scena la 36esima edizione del Palio delle Contrade di San Secondo, manifestazione che “parla” anche cremonese attraverso due storici personaggi: Camilla Gonzaga e Giovanni dè Medici (meglio conosciuto come Giovanni delle Bande Nere, di cui ricorre il quinto centenario della morte).
Il Palio di San Secondo vuole rievocare le sfarzose cerimonie del 1523, quando il conte Pier Maria de’ Rossi sposava Camilla, figlia di Giovanni Gonzaga di Vescovato e cugina del futuro duca di Mantova Federico II. Per tre giorni cortei in costume, case addobbate, strade imbandierate, “ricostruzioni” storiche, banchetti e libagioni culminano nella disputa del “Pallium Sancti Secundi”, fra le sei Contrade: Buregh di Minén, Castell’Aicardi, Dragonda, Grillo, Prevostura, Trinità.
Camilla Gonzaga nacque a Mantova ai primi del 1500 da Giovanni, fratello del marchese Francesco II e da Laura Bentivoglio, figlia di Giovanni signore di Bologna. Visse a Mantova fino al 1519, anno del suo trasferimento a Vescovato, che il padre aveva acquistato. Nel 1523 sposò appunto il conte Pier Maria III de’ Rossi signore di San Secondo e fin dall’inizio svolse un ruolo fondamentale nella politica rossiana, sostituendosi sovente al marito, impegnato in battaglia, nell’attività diplomatica. Frequenti furono i suoi viaggi a Mantova, numerose le lettere inviate al cugino Federico II per richieste di aiuto contro i vari nemici (è datata 30 aprile 1527 una sua missiva per richiedere la difesa della Rocca di Berceto, attaccato dai Rossi di Corniglio). Interessante l’aiuto richiesto nel 1537 contro la minaccia farnesiana del pontefice Paolo III, che mirava ad attaccare il castello sansecondino e tempestiva la risposta del Gonzaga, che inviò un esercito a protezione dello stesso. Il ritratto eseguito da Parmigianino intorno al 1538/39 ci trasmette un’immagine di donna dolce, attorniata da tre suoi bambini (fra cui l’erede Troilo II), ma allo stesso tempo decisa, forte anche solo con la semplicità di un gesto. Proprio per queste sue qualità che si fece apprezzare presso la duchessa Caterina d’Asburgo moglie di Francesco III Gonzaga e Margherita d’Austria, moglie del duca di Parma Ottavio Farnese. Nel 1559 infatti accompagnò la duchessa nelle Fiandre come dama di compagnia e passò successivamente al servizio di Isabella del Portogallo, moglie del grande condottiero Alessandro Farnese, cercando di aiutare il figlio Troilo nella conduzione alquanto difficile dei rapporti diplomatici. Camilla Gonzaga morì nel 1585 a San Secondo solo sei anni prima dei due figli Troilo ed Ippolito. Da oltre trent’anni, ogni anno, a San Secondo Parmense, il matrimonio del 1523 col il Conte Pier Maria III dè Rossi viene celebrato con il Palio delle contrade, manifestazione capace sempre di richiamare migliaia di persone. Per quanto riguarda invece il celebre condottiero Giovanni delle Bande Nere, pseudonimo di Ludovico di Giovanni De' Medici, fu un soldato di ventura italiano al servizio dello Stato Pontificio durante le guerre d'Italia nella prima metà del XVI secolo. Nel 1522, Giovanni mosse le sue truppe partendo proprio da Cremona per attraversare rapidamente il fiume Po e soccorrere la sorellastra Bianca de' Rossi. Intervenne per proteggere i suoi possedimenti dalle mire di parenti ostili, sbaragliando una forza di 4.000 fanti e catturando l'artiglieria nemica, poi donata a Luigi Gonzaga. Nel 1526 le armate lanzichenecche di Carlo V, scesero attraverso l'Italia per minacciare lo Stato pontificio, difeso proprio dal leggendario Giovanni delle bande nere. L'eroe fu tradito dal duca di Ferrara, che omaggiò il generale Frundsberg di quattro cannoni modernissimi, capaci di condizionare una battaglia. Giovanni venne ferito proprio da uno dei cannoni, a una gamba. La cancrena avanzò, le cure si fecero inutili e il generale pontificio morì, 500 anni fa.
La rocca sforzesca di Soncino, proprio pochi anni fa, è stata location, tra le altre, anche del film “Il mestiere delle armi” di Ermanno Olmi, presentato in concorso al Festival di Cannes nel 2001 e vincitore di molti premi, tra cui nove David di Donatello, tre Nastri d’Argento e due Globo d’oro. Il film narra degli ultimi giorni di vita del condottiero Giovanni delle Bande Nere, e proprio la fase della sofferenza dello storico condottiero di ventura è la parte migliore del film. Nelle campagne intorno a Mantova, come si può vedere nel film di Ermanno Olmi, un gentiluomo, inviato dal generale Della Rovere duca d'Urbino, porta la notizia al marchese Gonzaga: "Messer Giovanni de' Medici è stato colpito da una botta di falconetto in una gamba". Vengono approntate cure immediate, ma ben presto risulta evidente che non è possibile fermare la lenta agonia di Giovanni: quattro giorni, e poi la morte quando è "l'ultimo de novembre 1526". Giovanni ha 28 anni. Mentre si preparano i funerali, a ritroso vengono ripercorsi gli avvenimenti più recenti. Ecco dunque Giovanni nel suo ruolo di capitano dell'armata pontificia intenta alla campagna contro i Lanzichenecchi di Carlo V. L'obiettivo dell'armata è di impedire al nemico di passare il Po, in caso contrario, dopo quell'ostacolo, la strada per Roma sarebbe spianata. Il marchese Gonzaga, duca di Mantova, si è impegnato con Papa Clemente VII e la Serenissima di Venezia a collaborare per contrastare l'avanzata degli Alemanni. Ma, per propria convenienza, appena può offre riparo al Generale Frundsberg e ai suoi uomini. Anche Alfonso d'Este, duca di Ferrara, all'ultimo momento cede alle convenienti offerte di Carlo V e in più, per mostrargli gratitudine, fornisce in segreto alle truppe tedesche quattro esemplari di uno strumento nuovissimo: il falconetto affustato su ruote, ossia una 'bombarda con palla da due libbre'. Nella notte del 23 novembre Giovanni apprende che la guarnigione tedesca ha trovato riparo presso il Serraglio di Mantova. Il giorno dopo l'imbarcazione con i falconetti attracca sulla riva mantovana. I fanti tedeschi si dispongono in posizione. Comincia a nevicare e tutti pensano ad una sospensione dei combattimenti. Giovanni però vuole vedere in faccia il generale nemico, e ordina di prepararsi. Nelle ombre della notte riconosce Frundsberg, anziano e malato. I due si salutano, poi Giovanni dà il segnale d'attacco. Quasi subito le bocche da fuoco cominciano a sparare. Resosi conto del tradimento, Giovanni capisce che la battaglia è impari, e quando viene colpito alla gamba deve ritirarsi. Ed ecco di nuovo il letto, l'agonia, la morte. Intanto i Lanzichenecchi attraversano l'Italia e arrivano a Roma. Nel 1572 la città del Papa viene completamente devastata. L’edizione del Palio delle contrade di quest’anno vedrà quindi non solo il tradizionale omaggio a Camilla Gonzaga ma sarà arricchita anche dal ricordo di Giovanni delle bande nere a 500 anni dalla morte.
Il Palio entra nel vivo venerdì 5, alle 19,30, con le cene nelle contrade aperte a tutti per proseguire alle 21, in piazza della chiesa, con la cerimonia di investitura dei signori di contrada e la cerimonia del Drappo; alle 21,30 in piazza della Chiesa con la terza edizione dei giochi tra le contrade mentre alle 22,30, nella stessa piazza, si terrà l’esibizione di focoleria a cura della Compagnia Teatro all’Improvvista. Sabato 6 , dalle 09 alle 12, al campo di gara Arena del Grosso, prove libere dei cavalieri; dalle 20 alle 22, nelle vie del borgo e in piazza della Rocca, grande corteo storico, arrivo della sposa Camilla Gonzaga; offerta dei doni delle Contrade, rievocazione del contratto matrimoniale e presentazione dei cavalieri ed indizione dei giochi del Palio. Quindi, dalle 19,30 e fino a tarda notte, nelle vie e nelle piazze del Borgo, rientro nelle Contrade in Corteo e banchetti e cene propiziatorie in tutte le Contrade. Infine domenica 7 dalle 8,30 alle 10,30, prove di gara ufficiali al campo di gara; dalle 11,30 a mezzogiorno, in piazza della Chiesa, benedizione del drappo, dei cavalieri e dei cavalli. Alle 16,45, grande corteo storico nel centro del borgo e, alle 18, al campo di gara, disputa della 36esima edizione del Palio delle contrade con gli anelli più piccoli d’Italia. La biglietteria antistante lo stadio sarà aperta dalle 15. Infine, dalle 20, nelle vie del borgo, cene nelle contrade. Come sempre nelle giornate di sabato e domenica nella sala degli stucchi della Rocca dei Rossi ci sarà <Intrecci a Corte> dove le dame delle contrade vengono acconciate dalle sapienti mani delle nostre parrucchiere e truccatrici.
Eremita del Po
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