23 giugno 2026

A Soarza il museo Costa Picasso Verdi tra storia, agricoltura e musica

SOARZA- I lunghi e dolci sentieri ombrati che, lungo il Po, lasciano ammirare l'andare lento del Grande fiume, attraverso argini,  boschi e lanche guidano l'osservatore in una terra modellata dal sudore dell'uomo che da secoli affronta, vive e condivide la natura delle acque. Soarza, ad ormai due passi da Cremona, è terra antica che le mappe segnalano come punto di attracco sul Po, luogo di passaggi e commerci che la maestosità architettonica della Pizzavacca e Palazzo Costa induce gli studiosi a considerarle testimonianze di strutture doganiere. Qui la lungimiranza della famiglia Pisaroni ha pensato ad un percorso museale di oggetti e documenti narranti la storia dell’uomo nel suo intervento sul territorio, per passare dalla stagnazione agraria di tipo neo feudale dei nuovi nobili del XVII Secolo alla imprenditoria di proprietari illuminati come Luisa Picasso e Giuseppe Verdi nella seconda metà dell’Ottocento. Davide Demaldé e Maura Quattrini, curatori della mostra permanente, guidano i numerosi gruppi di visitatori che attraverso le cinque sale possono soffermarsi su mappe, documenti, audio visivi e attrezzature agricole dal XVI Secolo fino a testimonianze culturali soarzesi dei nostri giorni raccolte da Elisabetta Saiani. Nelle sale sono riprodotte le tele di Giorgio Montali, l’artista di Sala Baganza dallo stile inconfondibile che sa raffigurare l’essenza della storia di queste terre. Gigantografie retro illuminate di opere a tema caratterizzano ognuna delle tre sale centrali, quella del periodo Farnesiano e dei conti Costa, quella dedicata alla famiglia Picasso e quella dedicata a Giuseppe Verdi. Dalle patenti di nobiltà concesse a funzionari e ricchi proprietari terrieri e dalla sontuosità del Palazzo cittadino dei conti Costa a Piacenza, opera del Bibiena, si passa ad esplorare il territorio della campagna soarzese attraverso le mappe catastali e le descrizioni d’archivio di epoca napoleonica. Meravigliala celebre generosità della famiglia Picasso che con l’amministrazione terriera prima, degna della medaglia d’oro del Ministero dell’Agricoltura, e con il Pio lascito poi concedeva prosperità ai Soarzesi.  Il latifondo della Picasso era confinante con le vaste proprietà di Giuseppe Verdi che nello stesso Comune di Villanova sull’Arda investiva i proventi della musica nella sua grande opera agraria. Proprietà che si estendevano fino al Cremonese, esattamente alla Cascina Gerre del Sole di cui il Cigno di Busseto è stato proprietario. Cascine, stalle, mulini e caseifici rimessi a nuovo, perché la gente non emigrasse. Attraverso lettere e testimonianze si scopre, grazie anche ai recenti studi di Davide Demaldè e Maura Quattrini, un Verdi che si dedicava allo studio dei manuali di agraria e si confrontava con gli esperti agricoltori del tempo. Attenzione diretta sul campo fin dall’alba, a valutare l’allevamento di bovini e cavalli o i danni di una grandinata o l’esondazione di un canale, perché le opere fossero condotte con la dovuta attenzione. Non un operaio di più nullafacente, non un centesimo in meno nei conteggi nell’ufficio di Villa Sant’Agata, perché l’economia agraria è matematica e l’investimento deve avere il giusto ritorno. Un uomo all’apparenza burbero ma che sapeva essere generoso con i poveri e promuoverel’ istruzione per la sua gente di Villanova e Busseto. Del resto per scrivere opere musicali memorabili, dice un attento visitatore, occorre una grande dose di sensibilità e intelligenza. Il Museo Costa Picasso Verdi, meta di appassionati  che non si aspettano di trovare questi tratti poco conosciuti del grande musicista,ha visto intensificarsi negli ultimi mesi il numero di accessi. L’ esposizione dedicata ai pionieri dell’agricoltura locale è divenuta tappa di turisti e associazioni, provenienti  soprattutto  dall’Emilia e  dalla Lombardia. La  proposta  culturale  di Palazzo Costa Picasso per l’estate 2026  sarà inoltre arricchita da eventi musicali, verdiani e non solo. Il primo appuntamento è per il 28 giugno alle 18 quando sarà presentato “Io canto” un racconto di emozioni  in musica e parole affidato alla Creme Carmel Band e alle voci narranti di Claudia Ramelli e Giovanni Fornasari.

Eremita del Po

Paolo Panni


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