30 aprile 2026

A Busseto aperto il 2 maggio Palazzo Corbellini, da ammirare le opere del cremonese Luigi Strina

Alla scoperta di Luigi Strina nella terra di Verdi. Sabato, 2 maggio, nella centralissima via Roma a Busseto, sarà infatti eccezionalmente aperto al pubblico, dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 16.30, lo storico e sontuoso Palazzo Corbellini. Palazzo che, dopo mezzo secolo di chiusura, è stato riaperto in occasione delle Giornate di Primavera del Fai e tornare ad aprire i battenti sabato 2 maggio. Sarà quindi l’occasione per ammirare e scoprire opere inedite del cremonese Luigi Strina. Palazzo Corbellini, edificio storico situato nel cuore della città di Busseto, da secoli di appartenenza della famiglia borghese Corbellini (che aveva possedimenti anche nel cremonese), metterà “in mostra” le sue stanze ed i suoi angoli ricchi di arte, storia e architettura, tra pareti e soffitti affrescati, divinità mitologiche e antiche città greche e romane che prendono vita in questo luogo. Figure leggendarie, scene senza tempo e vedute di mondi lontani popolano ogni stanza, trasformando ogni angolo in un viaggio immaginario tra mito, arte e storia. Un patrimonio di bellezza e mistero che attende solo di essere riscoperto. E’ proprio nella sala principale, il salone di rappresentanza, che è possibile scoprire la decorazione eseguita nel 1897 da Edgardo Perindani (scene di genere) e dal cremonese Luigi Strina (quadrature prospettiche) che ripropongono moduli stilistici rococo. La famiglia Corbellini, a lungo proprietaria dello storico palazzo, con importanti legami cremonesi, ha sempre rappresentato un forte senso di responsabilità verso la propria comunità, contribuendo in modo attivo allo sviluppo di Busseto. Figura di spicco fu Donnino Corbellini, che guidò la cittadina come sindaco per diversi anni nella metà dell’Ottocento, lasciando un’impronta duratura nell’amministrazione pubblica. Il suo operato fu riconosciuto anche a livello istituzionale, ricevendo una medaglia di bronzo per l’impegno e la precisione dimostrati nel lavoro statistico e nella gestione amministrativa, a testimonianza della dedizione e dell’attenzione che riservava al benessere collettivo. Oltre all’attività amministrativa, Donnino Corbellini fu protagonista di una delle più importanti iniziative culturali di Busseto, promuovendo la realizzazione del nuovo teatro dedicato a Giuseppe Verdi. Il progetto fu affidato all’architetto Pier Luigi Montechini, mentre la direzione dei lavori venne assunta dal maestro Giovanni Savelli, suo suocero. Grazie alla sua visione e capacità di coinvolgere le migliori energie del territorio, Busseto poté dotarsi di un teatro che ancora oggi rappresenta un vanto e un simbolo di identità per tutta la comunità. Busseto è indissolubilmente legata al nome di Giuseppe Verdi, il grande compositore che qui trascorse gli anni della sua formazione e mantenne sempre un forte legame con la città natale. A pochi passi da Palazzo Corbellini si trova infatti Palazzo Orlandi, la residenza in cui Verdi visse per diversi anni, testimoniando quanto la vita musicale e culturale di Busseto fosse intrecciata con le sue vicende personali.​ Questa vicinanza non fu soltanto geografica: a metà Ottocento, Verdi intrecciò un rapporto di stima e amicizia con Donnino Corbellini, allora sindaco di Busseto. I due furono spesso in contatto, come attestano numerosi episodi tramandati dalla memoria cittadina e alcune lettere autografe del Maestro. In una di queste, Verdi ringrazia Donnino per avergli donato un pavone, gesto nato dal fatto che il compositore, dopo una battuta di caccia poco fortunata, era tornato a casa a mani vuote. Con grande cordialità, Verdi lo invita nella sua casa di Sant’Agata, annunciando che il pavone farà il suo ingresso trionfale e che avrebbero gustato insieme una zuppa.​​ Secondo le testimonianze locali, tra le tante lettere inviate da Verdi al sindaco bussetano, un’altra era quella in cui il Maestro lo ringraziava per averlo aiutato quando, rimasto in panne con il carro proprio davanti a casa Corbellini, aveva ricevuto il suo aiuto. Questi episodi raccontano di una sincera amicizia e di un dialogo continuo tra la grande musica e l’impegno civico che hanno fatto la storia di Busseto ​.​​ 

Eremita del Po

Paolo Panni


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