6 gennaio 2026

Compie cento anni la "Madòna d'i pùm" di Vittori in piazza Stradivari. Lo straordinario itinerario delle santelle nelle strade di Cremona

Compie cento anni la splendida santella de "la Madòna d'i pùm" o della frutta, firmata e datata 1926 da Carlo Vittori. Si trova in piazza Stradivari sul lato a mezzogiorno al primo piano del palazzo con i portici dell'ex Casa di Bianco. Venne dipinta lì, in una edicola realizzata in cotto, proprio perchè  fino alla metà del secolo scorso lì sulla piazza si teneva il mercato, all'ingrosso e al minuto, della frutta e della verdura.Forse è stata dipinta al posto di una immagine precedente.  Le fotografie di Francesco Sessa mostrano comunque la bellezza dell'affresco di Vittori che avrebbe bisogno comunque di qualche restauro. Preservarla sarebbe anche un omaggio alla storia e a questo straordinario pittore nato in città il 30 novembre 1881 e morto nel suo studio di casa Pavanati (in largo Paolo Sarpi) il 23 settembre del 1943 nella sua Cremona, dove si era ritirato fin dal 1922 rinunciando a fama internazionale per chiudersi nel suo mondo natale, sul Po con i suoi panorami, tra la sua gente.

"La Madòna d'i pùm" è una delle tante santelle che decorano vie, piazze e vicoli di Cremona la cui riscoperta porta a uno straordinario itinerario anche in vie poco conosciuite di Cremona (studiate da Rosanna Ghisi).  Ricordiamo che nel 1600 circa un terzo degli edifici cittadini di Cremona è adibito ad attività ecclesiastiche. Trattandosi di Chiese, Monasteri, Sacelli, Chiostri, Chiesuoli  è  facile immaginare vi fossero disseminate parecchie edicole o Santelle presso varie vie. Quelle che rimangono oggi sono probabilmente una minima parte di quelle che fino al 1800 decoravano le vie della nostra città. Ne sono un esempio la Santella di via Giordano (alla fine della  Vecchia Porta Po,  ubicata fino al 1800 all’incrocio per Via Del Sale con Via Giordano, si vede una casa in stile Liberty con un piccolo tempietto dedicato alla Madonna dei Pescatori), l'Immacolata di via Geromini (nel 1950 il proprietario e fabbro della casa d’angolo dove è esposta questa immagine, tale Montagnini, la fece sistemare in una teca di vetro della Contrada Rubra del 1500 poi detta Contrada Rossa e poi Geromini), la Madonna del Latte di via Dulcia, il murales del Crocifisso di via Bissolati-angolo di via dei Mille (antico, più volte rifatto da Visaglio, e nel 1970 da Misani e Ferraroni), il San Facio (fondatore del primo ospizio per malati in zona, immagine restaurata da Gianni Toninelli nel 1990) di via Aselli, la Madonna di Corso Vacchelli (la settecentesca immagine di una Madonna con bimbo sul muro della chiesa della Trinità), la Madonna di via Gerolamo da Cremona (salendo da via Speciano svoltando a destra, una immagine del '600 forse attribuibile a Manfredo Lodi), la Madonna che allatta in via Breda (verso Sant'Agostino, antichissima, in una teca protetta da inferriate e vetro), la Madonna di via Bella Rocca (in una teca di vetro, "di gran lunga il più significativo dei dipinti murali a noi conservati", come scrisse Mario Monteverdi), il San Giuseppe di via Ceresole (la zona era canonica del Duomo, l'immagine originale del 1600 venne rifatta nel 1931 da Giuseppe Tomè), la Madonna col bambino di via Patecchio (angolo via Galantino),  la Madonna Incoronata di via dei Gonfalonieri (all'Albergo Duomo la copia della Madonna del Popolo della Cattedrale), la Madonnina del Rosario di via Carnovali Piccio sul muro dell'ex caserma San Martino e tante altre (come ad esempio in via San Rocco realizzata da Graziano Bertoldi).

Le fotografie della Madonna della frutta in piazza Stradivari sono di Francesco Sessa Ventura, quella in bianco e nero è di Ernesto Fazioli d'inizio anni Cinquanta e si nota la santella

 

r.c.


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