21 settembre 2026

Cordoglio anche nel cremonese per la scomparsa del Principe Diofebo Meli Lupi di Soragna. Il suo ritratto nei grandi quadri di Virginio Lini

Anche a Cremona e provincia ha sollevato unanimi sentimenti di vivo e profondo cordoglio la scomparsa, all’età di 85 anni, del Principe Diofebo Meli Lupi di Soragna, esponente dei nobili casati Meli di Cremona e Lupi di Soragna di cui si è data notizia qui https://cremonasera.it/cronaca/si-e-spento-il-principe-diofebo-meli-lupi-di-soragna-esponente-dei-casati-meli-di-cremona-e-lupi-di-soragna. Il principe Diofebo, ed è doveroso aggiungerlo ed evidenziarlo, era amico, da molti anni, anche del pittore cremonese Virginio Lini di San Daniele Po che lo ha raffigurato in diverse sue importanti e celebri opere. Su tutte l’eccezionale quadro “Il mio Verdi” di 53 metri in cui il Principe è ritratto nei Masnadieri, nelle vesti di Arminio il camerlengo della famiglia reggente. L’eccezionale opera del maestro Lini, che ha richiesto otto anni di lavoro, contiene  tutte le raffigurazioni dei titoli verdiani, disposti appunto  su un totale di 53 metri di lunghezza e 1,70 di altezza che fanno  de “Il mio Verdi” un’opera monumentale, fra i dipinti più lunghi al mondo.  Vi sono raffigurati 120 personaggi, tra questi proprio il Principe Diofebo.che è presente inoltre nel quadro che vede “immortalata”l'auto da fè nel Don Carlo di Giuseppe Verdi e rappresenta la spettacolare esecuzione pubblica dei condannati a morte da parte dell'Inquisizione spagnola, situata nel terzo atto dell'opera. In questo quadro il Principe Diofebo Meli Lupi ha voluto espressamente i ritratti dei tenori Corelli e Di Stefano che amava molto.  E’ inoltre raffigurato, a cavallo, nel San Martino, opera che fa parte della mostra “I Sensi” e, alle spalle, si nota la chiesa della Steccata di Parma dal momento che il principe era anche Cavaliere dell’Ordine di Malta. Un’amicizia, quella tra il celebre pittore Virginio Lini e il Principe Diofebo, che andava appunto avanti da molti anni e che si è manifestata più volte, con i fatti. Innanzitutto con la presenza costante del Principe a tutte le mostre di Lini. L’artista cremonese gli aveva inoltre donato un quadro in cui spicca un cavallo che scende dallo scalone della Rocca Meli Lupi di Soragna. Quadro al quale il Principe Diofebo teneva molto. Lo conservava nel suo studio privato e “tutte le volte che ci incontravamo – ricorda Virginio Lini con comprensibile commozione – mi diceva ‘Maestro, tutte le mattine entro nello studio e  sento i nitriti del suo cavallo”. Una amicizia bella, profonda, e vera, nel segno dell’arte e della cultura che, certamente, nemmeno la morte potrà separare.   

Eremita del Po

Paolo Panni


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commenti


Valeria Orlandi

21 settembre 2026 23:08

Porgo le mie più sentite condoglianze.