15 aprile 2026

Così rinascono i Giardini Pubblici di piazza Roma: verde, percorsi e tornano le fontane. Presentati il progetto e i tempi di realizzazione

Con l’approvazione, da parte della Giunta, su proposta dell’assessora all’Ambiente Simona Pasquali, dello studio progettuale complessivo riguardante le opere finalizzate alla conservazione, al restauro e alla valorizzazione dei giardini storici intitolati a Papa Giovanni Paolo II, l’Amministrazione comunale compie il primo importante passo per la riqualificazione paesaggistica e ambientale di piazza Roma.

Viene così dato seguito a quanto previsto dall’ordine del giorno, approvato dal Consiglio comunale il 16 giugno 2025, sulla destinazione delle risorse TAMOIL e con il quale si impegnava il Sindaco e la Giunta impegna il Sindaco e la Giunta a dare attuazione alla deliberazione consiliare del 31 marzo 2025, nel rispetto delle seguenti priorità: riqualificazione arborea filari; realizzazione del primo lotto Park Way; riqualificazione arborea ambientale di piazza Castello; riqualificazione paesaggistica e ambientale di piazza Roma.

Il 21 gennaio 2026 la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Cremona, Mantova e Lodi ha dato parere favorevole alla proposta progettuale redatta, su incarico del competente Settore del Comune, allo staff coordinato dall’architetto Flavio Cassarino, fermo restando che, nelle successive fasi di progettazione, così come previsto dalla normativa, verranno acquisite le ulteriori autorizzazioni necessarie al prosecuzione dell’opera. 

Dal canto suo la Giunta, valutata positivamente la proposta progettuale dell’architetto Flavio Cassarino in merito ai contenuti architettonici di riqualificazione complessiva dei giardini di piazza Roma, l’ha approvata dando l’indirizzo ai tecnici comunali di attivare le successive fasi progettuali propedeutiche alla realizzazione delle opere, individuando gli ambiti di azione da sviluppare in via prioritaria: reti tecnologiche e apprestamenti per sottoservizi, in quanto prodromici a tutte le successive azioni; conservazione e valorizzazione della vegetazione; pavimentazioni dei percorsi pedonali; fontane, restauro e rimessa in esercizio; illuminazione pubblica; arredi; parco giochi bambini.

Gli aspetti salienti dello studio progettuale sono stati illustrati, al termine della seduta di Giunta, nel corso di una conferenza stampa presenti il sindaco Andrea Virgilio, l’assessora all’Ambiente Simona Pasquali, l’assessore alle Opere Pubbliche Paolo Carletti, Emanuele Stoppa, dirigente del  Settore Mobilità sostenibile,  Verde pubblico e Protezione civile del Comune, l’architetto Flavio Cassarino, coordinatore dello staff che ha redatto la proposta progettuale, e l’agronomo Gabriele Panena. 

“Questo è il primo passo concreto di applicazione dell'indirizzo dato dal Consiglio comunale rispetto all'utilizzo dei fondi TAMOIL – ha dichiarato nella sua introduzione l’assessora Simona Pasquali – “Sarà realizzato un intervento soprattutto di carattere ambientale e paesaggistico in quanto i giardini di piazza Roma hanno una conformazione ormai consolidata che non subirà modifiche.  Utilizzando un milione di euro dei fondi Tamoil, ai quali il Comune si impegna ad aggiungere altre risorse, si procederà alla riqualificazione del verde, alla riattivazione delle fontane, al rifacimento della pavimentazione sostituendo l’attuale calcestre, così da restituire ai cremonesi un giardino più accogliente, più fruibile e anche più colorato grazie alle essenze e ai fiori che saranno piantumati”. 

“I giardini di piazza Roma sono al centro della nostra comunità – ha aggiunto l’assessore Paolo Carletti  - e questo progetto è al centro del Piano delle opere pubbliche. Coinvolge l'amministrazione comunale anche dal punto di vista emotivo. Contiamo di ottenere il risultato meritato rispetto agli sforzi già intrapresi e che proseguiranno”.  

“La riqualificazione di piazza Roma non è soltanto un intervento urbano: è un passaggio fondamentale nel percorso di rigenerazione urbana che la nostra città sta portando avanti con determinazione, una visione più ampia che mette al centro la qualità dello spazio pubblico, la sostenibilità ambientale e il benessere delle persone” - ha detto  il sindaco Andrea Virgilio prima di lasciare la parola ai tecnici - “Il nostro centro storico è oggi oggetto di un cambiamento significativo: insieme al grande cantiere 'Giovani in Centro', questo progetto contribuirà a ridisegnarne il volto, rendendolo ancora più accogliente, vivo e attrattivo per cittadini, giovani e visitatori. piazza Roma tornerà ad essere un luogo identitario, capace di coniugare storia e innovazione. Questo intervento assume inoltre un valore simbolico particolarmente rilevante. Una parte delle risorse impiegate proviene infatti dai fondi di risarcimento Tamoil, che abbiamo scelto di destinare a progetti legati al verde, all’ambiente e alla qualità urbana. È un segnale concreto di restituzione alla comunità: trasformare una ferita del passato in un’opportunità per costruire una città più bella e sostenibile. Piazza Roma diventa così il simbolo di una Cremona che cambia, che si rigenera e che investe sulla qualità della vita, sull’ambiente e sulla bellezza come beni comuni”.

Per quanto concerne il cronoprogramma, come ha spiegato il dirigente Emanuele Stoppa, i restanti mesi del 2026 saranno dedicati alle progettazioni, come previsto dal Codice dei contratti (progetto preliminare e progetto esecutivo). Nel primo semestre del 2027 verrà effettuata la gara per l’affidamento dei lavori che, dal punto di vista amministrativo, è una procedura piuttosto complessa, mentre tra il secondo semestre del 2027 e, in linea di massima, salvo imprevisti che potrebbero verificarsi quando si affrontano opere così importanti, per tutto il 2028 si procederà all’esecuzione vera e propria dei lavori. Durante questa fase, come accennato anche dall’assessora Pasquali, si cercherà di porre attenzione alla fruibilità dei singoli comparti dell’area. 

L’architetto Flavio Cassarino ha poi illustrato i principali interventi previsti, mentre l’agronomo Gabriele Panena ha spiegato come ha proceduto: dapprima è stato fatto un controllo del censimento con la nuova attribuzione della classe di propensione al cedimento delle piante esistenti, sono poi stati verificati i margini di rischio connessi agli alberi stessi, attraverso analisi strumentali eseguite secondo un ordine di priorità, è stata infine elaborata la proposta di reintroduzione di nuove specie all’interno del giardino (arboree, arbustive ed erbacee) secondo gli spazi disponbili, come ha poi illustrato. 

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I giardini di piazza Roma, dedicati a Papa Giovanni Paolo II, costituiscono il principale polmone verde con destinazione pubblica del centro cittadino. Sono il risultato di un secolare processo di trasformazione dell’area, un tempo occupata dall’imponente complesso di San Domenico, progressivamente stravolto a partire dallo scioglimento dell’Ordine dei predicatori e dalla secolarizzazione del convento, poi demolito completamente in più riprese. L’assetto urbanistico dell’intera area è il risultato di interventi che poco si integrano tra loro. Il progetto attuale riguarda in particolare la conservazione e la valorizzazione del polmone verde, che, dopo circa 25 anni dall’ultimo significativo intervento, necessita di interventi volti al restauro degli elementi salienti, di di manutenzione straordinaria, e di qualche miglioramento che possa favorirne la piena riappropriazione da parte della cittadinanza. La proposta progettuale, seppure strettamente conservativa, rientra a pieno titolo nella sfera della rigenerazione urbana, che rappresenta certamente il tema di fondo per lo sviluppo delle città nel futuro prossimo, ma soprattutto per il riequilibrio delle stesse, che deve partire dalla valorizzazione del patrimonio storico edilizio, infrastrutturale e paesaggistico. L’operazione di recupero e valorizzazione che l’Amministrazione intende mettere in campo si pone l’obiettivo di una migliore integrazione fra l’area verde storica e il tessuto urbano circostante, nella prospettiva della rivitalizzazione di questo importante polmone verde della città, in condizioni di rinnovata godibilità e soprattutto di maggiore sicurezza.

L’attuale assetto architettonico e paesaggistico dei giardini dedicati a Papa Giovanni Paolo II è dovuto all’ultimo intervento che li ha presi in considerazione radicalmente nei primissimi anni Duemila, realizzato in due lotti su progetto commissionato dal Comune di alla Società Land srl, facente capo all’architetto milanese Andreas Kipar. Il progetto e la successiva realizzazione,  sono stati piuttosto radicali, seppure i principi sui quali Kipar si basò per redigerlo e poi portarlo a compimento, siano stati quelli di confermare e, dove possibile, ripristinare quanto era ancora recuperabile dell’assetto originario progettato e realizzato dai fratelli Roda nel 1875. Dopo il 2003, successivi interventi sono stati solo puntuali, di tipo prevalentemente manutentivo, tutti rigorosamente autorizzati dalla Soprintendenza competente.

Il nuovo progetto di conservazione e valorizzazione, anch’esso esteso all’intero polmone verde cittadino e finalizzato a prenderne in considerazione tutte le problematiche attuali, nella prospettiva di interventi da eseguirsi per lotti successivi, ma secondo un’unica visione unitaria, intende confermare l’impianto architettonico di Kipar, sia perché gli interventi da lui proposti e realizzati sono stati di grande portata operativa ed economica, intendendo stabilire punti fermi e definitivi sull’assetto planimetrico e funzionale dei giardini, sia perché, al di là di problematiche dovute al naturale invecchiamento dei materiali, all’obsolescenza degli elementi tecnologici a usi impropri e piccoli vandalismi, il complesso è ancora in buone condizioni generali di conservazione.

Questo progetto opta per una tipizzazione parzialmente diversa, rinunciando all’ambito dei cosiddetti “margini”, in quanto, alla soluzione di continuità fra giardini e vie perimetrali, Kipar aveva dato notevole importanza nel suo progetto e venne da lui affrontata intervenendo principalmente sull’allora rigida conformazione delle aiuole perimetrali della porzione meridionale del sito. In particolare, viene proposta la rimozione dei blocchi in cemento presenti in corrispondenza degli accessi e la sostituzione con nuovi dispositivi progettati per coniugare la funzione della sicurezza con l’istanza di un inserimento compatibile e armonico con il contesto storico e paesaggistico. E’ inoltre prevista la sostituzione della pavimentazione in calcestre, ormai deteriorato, con una nuova pavimentazione considerata compatibile in ambiti paesaggisticamente rilevanti e contesti monumentali da parte di molte Soprintendenze. 

Per quanto riguarda la grande fontana centrale, la proposta progettuale prevede innanzitutto il restauro del manufatto in cemento, la sua impermeabilizzazione e la rimessa in esercizio dei getti d’acqua. Per la fontana delle Naiadi, considerato che il gruppo scultoreo che la sormonta è stato interessato da un intervento di conservazione rigoroso effettuato di recente, si procederà al restauro dell’invaso e al ripristino della funzionalità idraulica, in modo però di non danneggiare la scultura, rimuovendo la recinzione in ferro attualmente presente, per tornare alla situazione originaria. Ai fini della sicurezza, come per la fontana centrale, sarà realizzato un nuovo fondo vasca impermeabilizzato, rialzato di circa 50 cm rispetto all’attuale.

Si interverrà per ridare efficienza alla rete di raccolta e smaltimento delle acque pluviali dei giardini: queste opere saranno connesse alla realizzazione degli interventi sulle pavimentazioni, necessari per rendere nuovamente efficienti le caditoie. Sarà ripristinata la completa funzionalità dell’impianto di irrigazione, saranno rimosse le tubazioni a vista e, in sintonia con le proposte per la valorizzazione della vegetazione, per le aree permanentemente in ombra sono state scelte piantumazioni che non richiedono irrigazione. Altri interventi riguarderanno tutti i sottoservizi: condutture del gas metano, energia elettrica, teleriscaldamento, reti telefoniche e informatiche. 

Nell’ambito della complessiva riqualificazione dei giardini è prevista la sostituzione progressiva delle panchine esistenti, che sono in buona parte danneggiate sia a causa di usi impropri, sia perché le doghe in legno che le compongono, considerato il clima padano, sono soggette a rapido degrado. Saranno sostituite, nella medesima attuale posizione, con panchine nuove dal disegno contemporaneo, richiamato a quello delle panchine classiche, ma interamente in metallo; le panchine saranno sostituite a settori, riutilizzando quelle recuperate ancora in buone condizioni di conservazione per collocarle al posto di quelle danneggiate in altri settori del giardino o in altri giardini. Altri elementi di arredo saranno soprattutto cesti portarifiuti, che si prevedono multipli per favorire al massimo la raccolta differenziata e integrati con manufatti specifici per la raccolta delle deiezioni degli animali da compagnia. Particolare attenzione sarà riservata anche all’area giochi dove saranno fatti interventi per migliorarne la fruibilità e il comfort. 

In sintonia e collaborazione con AEM S.p.A., viene proposta la modifica e l’integrazione dell’illuminazione dei giardini, volta a favorire, unitamente agli interventi previsti per la vegetazione e a quelli per la conservazione e la valorizzazione architettonica, la riappropriazione del parco da parte dei cittadini, nella prospettiva di ricreare un polmone cittadino vitale e attrattivo, anche perché maggiormente sicuro. Le proposte progettuali sono basate sul ventaglio di prodotti per l’illuminazione proposti da AEM e sono scelti, oltre che nel rispetto della normativa sull’inquinamento luminoso, per semplicità e non invasività del design e tenuto conto della necessità di evitare che i corpi illuminanti vengano a trovarsi nelle chiome degli alberi, potenzialmente danneggiandoli sotto il profilo vegetativo.

Per il progetto del verde lo staff dell’architetto Cassarino è stato affiancato dall’agronomo Gabriele Panena, specialista nella vegetazione dei giardini e dei parchi, con il quale sono state concretizzate idee architettoniche sull’assetto vegetativo che dovrà avere il giardino in relazione agli interventi che si intendono eseguire. Gli obiettivi dell’architettura del verde sono i seguenti: maggiore trasparenza della vegetazione, soprattutto in corrispondenza del giardino romantico rocaille, praticando un leggero diradamento e creando visuali discrete, in grado di infondere una maggiore sicurezza al fruitore, soprattutto riducendo o rimuovendo vegetazione spontanea o cresciuta a dismisura, che ha reso l’ambiente troppo umido, per questo poco attrattivo; conservazione e valorizzazione del patrimonio arboreo esistente con interventi di ripiantumazione, rimozione e sostituzione di elementi non recuperabili, eradicazione di piante compromesse perché nate spontaneamente senza lo spazio vitale per uno sviluppo regolare, risagomatura e cura delle essenze arboree monumentali, interventi specialistici in presenza di patologie specifiche; potenziamento e diffusione delle piante da fiore, per ottenere aiuole fiorite in ogni periodo dell’anno; potenziamento dei tappeti erbosi nelle zone in ombra, in modo da non lasciare zone incolte alla colonizzazione da parte di infestanti. 

Leggi la relazione dell'architetto Cassarino


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commenti


gianluca

15 aprile 2026 13:24

L'unica cosa che manca nel progetto di riqualificazione è la cancellata perimetrale, come c'era un secolo fa, onde evitare intrusioni notturne e vandalismi vari.