Oglio Po, botta e risposta tra il Comitato e la direzione generale. Belleri: "Carenza di personale"; il comitato replica: "I cittadini chiedono rispetto delle norme e garanzie"
Nei giorni scorsi il Comitato ha dunque ricevuto dalla Direzione Generale dell’ASST di Cremona una risposta ufficiale alle cinque domande poste dal comitato in merito a diversi temi: in primis sulla temporaneità del servizio e l'eventuale assunzione tramite concorso; la regolare iscrizione all'albo degli infermieri e la loro reale competenza linguistica; l'assicurazione sulla continuità delle figure dello staff in reparto; la richiesta di chiarimento sulla titolarità delle responsabilità in caso di disservizi e infine il trattamento economico degli infermieri in appalto, che se non allineato ai colleghi di ASST potrebbe portare a dei malumori negli operatori.
Ma le risposte del direttore generale non hanno convinto pienamente il Comitato, che ha prontamente replicato alle parole di Belleri con un secondo documento, in cui si chiedono ulteriori delucidazioni per le risposte ritenute corrette sì sul piano formale, ma non sufficienti a garantire nel merito le richieste dai cittadini e gli standard di qualità di un servizio delicato come quello degli infermieri.
Di seguito un estratto delle indicazioni di Belleri (qui in allegato il documento completo ).
Parole che però non hanno pienamento soddisfatto il Comitato, che ha prontamente replicato a Belleri punto a punto, indicando i dubbi che le parole del Direttore Generale non hanno ancora sciolto. Di seguito un sunto dei nodi che, secondo il comitato, restano ancora da sciogliere (leggi qui la replica completa del Comitato):
"Pur riconoscendo il richiamo al contesto di carenza nazionale di personale sanitario, le risposte fornite risultano poco convincenti sotto il profilo dell’efficacia assistenziale, della sicurezza delle cure e della trasparenza verso i cittadini.
1. Temporaneità dell’esternalizzazione e prospettiva di assunzione stabile
La risposta elude il nodo centrale: l’assenza di un impegno programmatico chiaro verso la reinternalizzazione del servizio. La temporaneità appare più dichiarata che pianificata.
2. Requisiti professionali, iscrizione all’albo e competenza linguistica
Si richiama una normativa emergenziale che deroga al riconoscimento automatico dei titoli esteri, ammettendo di fatto che i professionisti potrebbero non essere pienamente equiparati. Il riferimento al “test di verifica della lingua italiana” resta vago. L’Azienda “richiede” alla cooperativa determinati requisiti, ma non chiarisce come e se li controlli. La risposta appare sostanzialmente debole sul piano della sicurezza clinica. In un reparto di Medicina, la competenza linguistica non è accessoria ma centrale per la gestione tecnico- operativa e per la relazione di cura.
3. Continuità dello staff e turnover
Il turnover viene descritto come fenomeno inevitabile e “ingovernabile”, anche se l’esternalizzazione storicamente lo accentua, non lo riduce. Sostanzialmente la continuità assistenziale è riconosciuta come valore, ma non come obiettivo vincolante.
4. Responsabilità in caso di disservizi o criticità
La risposta chiarisce il profilo formale della responsabilità, ma non tutela pienamente né i professionisti interni né i cittadini, lasciando poco chiaro il sistema di gestione dei problemi.
5. Condizioni economiche e clima interno
Si ammette apertamente che i trattamenti economici e normativi non sono equiparabili a quelli del personale ASST. L’argomento del “clima interno” viene sostanzialmente eluso, riducendo la questione a una mera differenza contrattuale legittima. La risposta è giuridicamente ineccepibile ma organizzativamente debole: la coesistenza strutturale di personale con diritti, salari e tutele differenti nello stesso reparto è un fattore noto di conflitto, demotivazione e frammentazione dei team.
In conclusione dunque per il comitato "Le risposte ricevute appaiono certamente corrette sul piano formale. I cittadini chiedono tuttavia non solo il rispetto delle norme (che viene dato per scontato), ma garanzie concrete sulla qualità, continuità e sicurezza dell’assistenza, oltre a un chiaro impegno per il superamento dell’esternalizzazione e il rafforzamento del servizio sanitario pubblico locale.
Coordinamento dei cittadini e cittadine per l’OglioPo"
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