4 febbraio 2026

Oglio Po, botta e risposta tra il Comitato e la direzione generale. Belleri: "Carenza di personale"; il comitato replica: "I cittadini chiedono rispetto delle norme e garanzie"

Lo scorso novembre, nel corso di una conferenza stampa, il Coordinamento dei cittadini e delle cittadine per l’Ospedale Oglio Po aveva inviato direttamente, tramite PEC, al Direttore Generale di ASST Cremona una serie di domande in merito al futuro del presidio ospedaliero Oglio Po ed in particolare riguardo l'imminente avvio di un processo di esternalizzazione del servizio infermieristico (che di fatto ha preso il via dallo scorso 1° febbraio).

Nei giorni scorsi il Comitato ha dunque ricevuto dalla Direzione Generale dell’ASST di Cremona una risposta ufficiale  alle cinque domande poste dal comitato in merito a diversi temi: in primis sulla temporaneità del servizio e l'eventuale assunzione tramite concorso; la regolare iscrizione all'albo degli infermieri e la loro reale competenza linguistica; l'assicurazione sulla continuità delle figure dello staff in reparto; la richiesta di chiarimento sulla titolarità delle responsabilità in caso di disservizi e infine il trattamento economico degli infermieri in appalto, che se non allineato ai colleghi di ASST potrebbe portare a dei malumori negli operatori.

Ma le risposte del direttore generale non hanno convinto pienamente il Comitato, che ha prontamente replicato alle parole di Belleri con un secondo documento, in cui si chiedono ulteriori delucidazioni per le risposte ritenute corrette sì sul piano formale, ma non sufficienti a garantire nel merito le richieste dai cittadini e gli standard di qualità di un servizio delicato come quello degli infermieri.

Di seguito un estratto delle indicazioni di Belleri (qui in allegato il documento completo ).

1. Lei ha definito l'esternalizzazione del servizio infermieristico come una misura temporanea di circa un anno e mezzo: al termine di questo periodo il personale verrà assunto a tempo indeterminato tramite concorso?
 
Le risorse economiche destinate al reclutamento del personale risultano già disponibili, così come sono definite dall'ordinamento le modalità di assunzione e le tipologie contrattuali attivabili, quali, a titolo esemplificativo, le procedure concorsuali e gli incarichi in libera professione, anche alla luce dell’aggiornamento del relativo tariffario. Tuttavia, nell'attuale contesto, caratterizzato da una significativa carenza di personale infermieristico, il ricorso al supporto della Cooperativa sì configura come l'unica soluzione attualmente praticabile al fine di garantire la continuità dei servizi di sanità pubblica e, ove possibile, il loro potenziamento.
 
2. Può garantire che gli infermieri della Cooperativa destinati al reparto di medicina siano regolarmente iscritti all'albo, con adeguata esperienza e competenza linguistica, e che non vi saranno deroghe ai requisiti professionali?
 
La scrivente Azienda, in qualità di ente pubblico, opera nel pieno rispetto della normativa vigente. Tale normativa è finalizzata a fronteggiare la grave carenza di personale sanitario, consentendo l'assunzione di professionisti attraverso procedure di rilascio nulla osta e subordinandola al superamento di un test di verifica della conoscenza della lingua italiana. ASST ha richiesto alla cooperativa l'arruolamento di personale in possesso di un'adeguata conoscenza della lingua italiana e di requisiti professionali necessari a garantire lo svolgimento dell'attività assistenziale in condizioni dì sicurezza e nel rispetto degli standard qualitativi previsti dal Sistema Sanitario Nazionale.
 
3. Può assicurare che lo staff infermieristico operare in modo continuativo presso Oglio Po evitando frequenti cambi di personale che creerebbero difficoltà a medici e pazienti?
 
L'attuale e strutturale carenza di personale sanitario, aggravata dalla crescente competitività del mercato del lavoro, rende il fenomeno del turnover difficilmente governabile, indipendentemente dalla tipologia contrattuale adottata. In tale contesto, la scrivente Azienda ha formalmente richiesto alla cooperativa di porre in essere ogni misura utile, per quanto possibile, a garantire la continuità del personale impiegato, riconoscendo tale obiettivo come elemento essenziale della stabilità organizzativa, nonché per la tutela della qualità assistenziale e della sicurezza delle cure.
 
4. In caso di disservizi o criticità, a chi dovranno rivolgersi medici e utenti? La responsabilità ricadrà sulla cooperativa o su Asst?
 
Premesso che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, ciascun operatore è personalmente responsabile del proprio operato professionale, eventuali disservizi o criticità vengono gestiti a livello centrale dalla scrivente Azienda, che opera quale soggetto responsabile e garante della qualità delle prestazioni erogate e della tutela dei pazienti.
 
5. Gli infermieri esternalizzati avranno condizioni economiche e lavorative equiparabili a quelle del personale di oglio Po, evitando disparità che potrebbero compromettere il clima interno?
 
I rapporti dì lavoro degli infermieri impiegati presso le cooperative sociali operanti in ambito sanitario, socio-sanitario e assistenziale, sono regolati dal Contratto Collettivo Nazionale dì Lavoro (CCNL) di riferimento. I contratti applicati dalle cooperative risultano conformi alla normativa vigente in materia di lavoro privato e presentano caratteristiche proprie, differenti da quelle previste per il pubblico impiego o per i rapporti di collaborazione libero-professionale.
 
Le risposte di Belleri, come si legge nel documento , vanno tutte nella direzione di indicare nella carenze di personale sanitario ospedaliero la scelta di esternalizzare il servizio, offrendo però al contempo tutte le garanzie necessarie sia sul piano legale che su quello operativo e sulla qualità del servizio erogato.

Parole che però non hanno pienamento soddisfatto il Comitato, che ha prontamente replicato a Belleri punto a punto, indicando i dubbi che le parole del Direttore Generale non hanno ancora sciolto. Di seguito un sunto dei nodi che, secondo il comitato, restano ancora da sciogliere (leggi qui la replica completa del Comitato):

"Pur riconoscendo il richiamo al contesto di carenza nazionale di personale sanitario, le risposte fornite risultano poco convincenti sotto il profilo dell’efficacia assistenziale, della sicurezza delle cure e della trasparenza verso i cittadini.

1. Temporaneità dell’esternalizzazione e prospettiva di assunzione stabile

 La risposta elude il nodo centrale: l’assenza di un impegno programmatico chiaro verso la reinternalizzazione del servizio. La temporaneità appare più dichiarata che pianificata.

2. Requisiti professionali, iscrizione all’albo e competenza linguistica

Si richiama una normativa emergenziale che deroga al riconoscimento automatico dei titoli esteri, ammettendo di fatto che i professionisti potrebbero non essere pienamente equiparati. Il riferimento al “test di verifica della lingua italiana” resta vago. L’Azienda “richiede” alla cooperativa determinati requisiti, ma non chiarisce come e se li controlli. La risposta appare sostanzialmente debole sul piano della sicurezza clinica. In un reparto di Medicina, la competenza linguistica non è accessoria ma centrale per la gestione tecnico- operativa e per la relazione di cura.

3. Continuità dello staff e turnover

Il turnover viene descritto come fenomeno inevitabile e “ingovernabile”, anche se l’esternalizzazione storicamente lo accentua, non lo riduce. Sostanzialmente la continuità assistenziale è riconosciuta come valore, ma non come obiettivo vincolante. 

4. Responsabilità in caso di disservizi o criticità

La risposta chiarisce il profilo formale della responsabilità, ma non tutela pienamente né i professionisti interni né i cittadini, lasciando poco chiaro il sistema di gestione dei problemi.

5. Condizioni economiche e clima interno

Si ammette apertamente che i trattamenti economici e normativi non sono equiparabili a quelli del personale ASST. L’argomento del “clima interno” viene sostanzialmente eluso, riducendo la questione a una mera differenza contrattuale legittima. La risposta è giuridicamente ineccepibile ma organizzativamente debole: la coesistenza strutturale di personale con diritti, salari e tutele differenti nello stesso reparto è un fattore noto di conflitto, demotivazione e frammentazione dei team.

In conclusione dunque per il comitato "Le risposte ricevute appaiono certamente corrette sul piano formale. I cittadini chiedono tuttavia non solo il rispetto delle norme (che viene dato per scontato), ma garanzie concrete sulla qualità, continuità e sicurezza dell’assistenza, oltre a un chiaro impegno per il superamento dell’esternalizzazione e il rafforzamento del servizio sanitario pubblico locale.

Coordinamento dei cittadini e cittadine per l’OglioPo"


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti