4 febbraio 2026

Dai ritmi tribali alle eleganze estetiche, l'NDT2 apre con successo "La Danza" al Ponchielli

NDT 2 (Nederlands Dans Theater) ha aperto ‘La Danza’ arrivata alla sua trentottesima edizione. Una compagnia indipendente che ha impressionato in Europa, così come negli Stati Uniti, per la versatilità. Per una grande musicalità. Per una tecnica davvero impressionante.

Al Ponchielli sono arrivati portando coreografie di tre maestri della danza contemporanea: Marcos Morau con Folkå, Marco Goecke con Wir Sagen Uns Dunkles ( Ci Diciamo Cose Oscure) e Alexander Ekman e il suo Fit.

Veramente impressionante per tensione emotiva Folkå  coreografia e scene di Marcos Morau e con la messa in scena curata da Shay Partush su musiche di Juan Cristobal Saavedra, Kim Sutherland, Dessislava Stefanova, Kiril Todorov. Accattivanti le luci di Tom Visser e i costumi di Silvia Delagneau. Una performance vibrante dove gli elementi del classico si sono fusi con quelli peculiari della danza moderna. Dove c’e’ stata una fusione perfetta di suggestioni tribali con colorature di antiche tradizioni. E di passi di danza che tanto hanno ricordato ancestrali riti e più popolari manifestazioni artistiche folkloriche. Ma non solo. Una sorta di cosmologia danzante dove il dualismo tra terra e cielo ha ribalzato costantemente. Una sorta di ‘Saga della Primavera’ di rimando stravinskiano.  

Non meno intenso, anche se più estetizzante Wir Sagen Uns Dunkles (Ci diamo cose oscure). Un’esplorazione, per certi versi, di un mondo onirico. In un universo che è stato dipinto con le venature di quel capolavoro cameristico che è rappresentato dal Trio Notturno in re di Franz Schubert, ma che ha pure trovato una sua completezza e una sua unitarietà con le composizioni di Alfred Schnittke. Marco Goecke che ha messo mano anche alle scene e ai costumi (luci Udo Haberland) è riuscito a creare quadri non solo belli esteticamente ma altresì fortemente emozionanti. E tutto questo sia nelle scene più corali che in quelle dei ‘passi a due’.

Elegante. Anzi elegantissimo. Fit per la coreografia Alexander Ekman che ha curato le scene, sulle musiche di: Nicolas Jaar, The Dave Brubeck quartet, Doug Carroll. Una vera celebrazione dell’armonia del movimento. E perché no: di quel pizzico di ironia e di sarcasmo che la vita, comunque sempre riserva quando si cerca una consonanza all’interno del proprio vivere quotidiano Dell’adattarsi, come dice lo stesso Ekman, ai processi vitali. Di impatto, con tutto quel color carne i costumi firmati da Lisette van der Linden che ha curato anche le luci.

L’NDT2, nel suo complesso, non ha deluso le attese tecniche, dimostrando di essere una compagine internazionale di grande spessore. Tecnica assolutamente invidiabile. Espressività ai massimi livelli. Capacità di recitazione profonda. Capaci di unire a una sincronicità perfetta un gusto per la interdisciplinarità di questa formula di performance.

Appalusi scroscianti del pubblico del Ponchielli che ha sancito il successo di questa ‘prima’. 

Chi ben incomincia è già a metà dell’opera, recita un vecchio adagio. E questa trentottesima edizione de ‘La Danza’ promette veramente molto bene. 

Roberto Fiorentini


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