Illuminazione pubblica. "Novità a Cremona": non funziona, non guasti ma scelte sbagliate di programmazione. Portesani: serve chiarezza
Dopo le numerose segnalazioni di tratti cittadini insufficientemente illuminati nelle ore serali, la lista civica ‘Novità a Cremona’ ha depositato un’interrogazione per chiedere al Sindaco e alla Giunta comunale chiarezza sulle scelte di programmazione dell’illuminazione pubblica e sul ruolo del concessionario.
“In questi giorni – spiega Alessandro Portesani capogruppo di ‘Novità a Cremona - si è provato a liquidare il tema dell’illuminazione pubblica come una sequenza di guasti o disservizi occasionali. Ma non è sempre così. In alcuni casi, come in Corso XX Settembre, le criticità segnalate non risultano riconducibili a malfunzionamenti tecnici, bensì a precise scelte di programmazione degli orari di accensione delle luci. Ed è su queste scelte che l’Amministrazione deve rispondere».
“Il servizio di illuminazione pubblica a Cremona è affidato in concessione a Edison Next Government, ma – sottolineano i consiglieri – il Comune mantiene un ruolo centrale di indirizzo e controllo”. “La presenza di un concessionario non esonera la Giunta dalle proprie responsabilità politiche e amministrative”, prosegue Portesani. “Vogliamo sapere chi definisce i criteri di programmazione, con quali parametri e se esistono standard minimi di servizio realmente adeguati al contesto urbano”.
Sulla stessa linea Beltrami, che evidenzia come il problema non possa essere derubricato a questione tecnica. “L’illuminazione pubblica è un servizio essenziale, non una variabile secondaria. Quando intere vie risultano scarsamente illuminate in determinate fasce orarie, il tema non è il singolo lampione spento, ma la coerenza delle scelte fatte a monte. È legittimo chiedersi se la programmazione attuale tenga davvero conto delle esigenze di sicurezza e di vivibilità della città”.
L’interrogazione chiede inoltre di distinguere con chiarezza tra criticità dovute a guasti e quelle derivanti da scelte programmatorie. “Se il problema è un guasto, si interviene. Se invece è una scelta, allora va spiegata e, se necessario, corretta”, aggiunge Beltrami. “Non è accettabile che i cittadini debbano convivere con situazioni poco chiare senza sapere chi decide e perché. L’illuminazione pubblica incide direttamente sulla sicurezza urbana e sulla qualità della vita. Pretendere trasparenza su questi temi è un dovere verso i cittadini, non un’opzione politica, conclude Beltrami.
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