Crollata l'altra parte di passerella della ciclopedonale Vento, nel tratto cremonese. Inchiesta della Procura di Lodi. Tutta l'area sotto sequestro
Questa mattina è crollato un altro tratto della passerella ciclopendonale della Vento agganciata al ponte tra Crotta d'Adda e Maccastorna. Il crollo è stato nella parte cremonese, in comune di Crotta d'Adda. Tutta l'area è stata posta sotto sequestro da parte dei Carabinieri di Castelnuovo Bocca d'Adda e la Procura di Lodi ha avviato una inchiesta. Un disastro avvenuto, fortunatamente, quando ancora la cicopedonale non era stata aperta (mancavano i collaudi). Il boato con cui un ampio tratto della infrastruttura è crollata nell'Adda la prima volta è stato sentito a chilometri di distanza. La struttura della ciclopedonale (facente parte del tratto Torino-Venezia, la cosiddetta Vento per la ciclabile che segue il corso del Po e dei suo affluenti) è agganciata al ponte della strada provinciale 196. L'opera è stata finanziata da Regione Lombardia con 4 milioni di euro e la realizzazione è compito dell'Aipo. In mattinata è atteso il sopralluogo di tecnici dell'Aipo e di Regione Lombardia. Il sindaco di Crotta d'Adda , Baroni, in una intervista a Cremonasera ha detto che si vedeva che l'opera aveva problemi (leggi qui).
il servizio fotografico è di Francesco Sessa Ventura
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commenti
Mario
16 febbraio 2026 10:19
Nome dei progettisti e dell'impresa esecutrice dei lavori?
Antonio
16 febbraio 2026 10:43
Invece di sistemare le strade che sono piene di buche sperperano i nostri quattrini in opere inutili.
Soldi buttati al VENTO!
Blek
16 febbraio 2026 12:09
Non ci pensano proprio alle strade, ma ad opere evanescenti come questa, come sarà quella sul cavo cerca a Cremona perché se vuoi passare alla storia non ci passi se fai aggiustare le strade, ma se fai un'opera eclatante discorso quattrini a parte. Ma se fai poi una cagata come questa sai poi che figura di merda. Ma poi passa anche la figura perché se i soldi qualcuno se li è già intascato, cosa fa dopo, li dà indietro?
Franz
16 febbraio 2026 11:42
adesso due procure distinte: Lodi e Cremona, l'affare. si complica almeno 25 anni per stabilire le responsabilità e altri 25 per arrivare a una conclusione. E l'Italia va...
Pierpa
16 febbraio 2026 12:51
Bell'idea, ciclovia Venezia-Torino, da cui VENTO. Sarebbe stato meglio farla Trieste-Torino, da cui TRITO, così si sarebbe capito subito come sarebbe andata a finire. L'importante come sempre è pagare con soldi buoni (cioè nostri...)
Antonio Sivalli
16 febbraio 2026 19:26
Voluta dal Governo Renzi nel 2016, soldi buttati
Manuel
17 febbraio 2026 17:38
A me l’idea del progetto VENTO piaceva e piace ancora.
Detto ciò, il tutto va rapportato alle capacità finanziarie di uno stato ed alle esigenze del periodo storico.
L’idea è stata avanzata dal Politecnico di Milano ed accolta da Stato (governo Renzi) e regioni interessate.
I governi seguenti non hanno bloccato l’opera, né l’iter: anche perché tale tipo di stanziamento, quanto il comparto, rimanevano ambiti dalle regioni.
Dal sito ufficiale, pare che, al momento, sia stato speso poco più del 10% la cifra stimata: soldi statali e regionali.
Sempre dai dati pubblicati, pare che il progetto costi un terzo l’ospedale/astronave di Cremona... che già un ospedale ce l’ha.
Se confrontiamo con il ponte sullo stretto o le Olimpiadi (più utili?), il paragone economico diventa impossibile.
Questo è il primo caso italiano di grande via di comunicazione a scorrimento “lento”, “dolce”: in Europa si contano diversi casi.