14 febbraio 2026

Passerella di Crotta, dure parole del sindaco Sebastiano Baroni dopo il crollo della struttura. "Enorme errore di calcolo. Si vedeva ad occhio che era flessa. Buttati soldi e 5 anni di cantiere"

Per fortuna è crollata prima dell'inaugurazione. Non ha retto al suo stesso peso ed è rovinosamente finito nelle acque dell'Adda il segmento della ciclabile VenTo che avrebbe dovuto collegare l'ultimo lembo del cremonese di Crotta d'Adda al territorio lodigiano a Maccastorna. Una passerella ciclopedonale congiunta al ponte della strada Provinciale 196, il trait d'union tra due province e due territori, anello di congiunzione della più famosa ciclovia VenTo, fiore all'occhiello del turismo sostenibile del Nord Italia e che invece spesso è al centro della cronaca per i numerosi problemi che stanno costellando i suoi quasi 700 km di percorso da Venezia a Torino.

Ora è tutto da rifare. "Un cantiere durato 5 anni, con criticità che abbiamo notato e segnalato subito a chi di dovere -ha tuonato il sindaco di Crotta, Sebastiano Baroni- E adesso è crollato. Evidentemente è stato fatto un enorme errore di calcolo, ma si vedeva ad occhio nudo che fletteva. Nei giorni scorsi sono state posate le piastre per completare la ciclabile e questo carico evidentemente ha portato al crollo".

Un crollo che fortunatamente è avvenuto prima che la passerella venisse aperta al pubblico, scongiurando che il manufatto trascinasse con sè ciclisti o pedoni. Ma resta comunque la gravità di un cedimento che in un attimo ha bruciato un'opera di circa 1milione e 700mila euro, il costo per il tratto di circa 200 metri che si affianca al ponte sull'Adda e che è parte di un progetto più articolato di circa 4 milioni di euro e che comprende anche i tratti di congiunzione e completamento.

"Con questi costi, si poteva fare qualcosina di meglio, no? -incalza il primo cittadino- Si vedeva che la struttura era troppo 'leggera' e fletteva sotto il suo stesso peso. Ma i sintomi li avevamo già visti da come era gestito il cantiere, fin dalla sua apertura, in una 'zona rossa' del parco dove al Comune non era permesso nemmeno piantumare nuovi alberi. Ora è tutto da rifare, anche la parte rimasta sospesa non credo che potrà restare così com'è. Tutto da rifare, nonostante i sopralluoghi di solo pochi giorni fa, i collaudi e nonstante i lavori fossero in fase di ultimazione, dopo 5 anni di cantiere. Speriamo che ora trovino un'altra via per unire i due territori, che attendono da anni questo tratto di congiunzione della VenTo".

Anche Fiab Casalpusterlengo ha espresso la sua forte perplessità tramite un post sulla sua pagina facebook, sottolinenado come fosse evidente a occhio che la struttura era 'imbarcata' e rimarcando l'evidente errore di calcolo che avrebbe minato la solidità della struttura: ""INCREDIBILE! La ciclovia VenTo e i cicloturisti del Basso Lodigiano dovranno fare a meno della passerella ciclabile a fianco del ponte sull'Adda, nei pressi di Crotta d'Adda, ancora per un bel po'.  Forse anni. Oggi ne è infatti crollato in acqua un tratto e altri tratti potrebbero ancora cadere sotto il loro stesso peso. Si vede anche a occhio che sono imbarcati. Menomale che non era ancora finita e che l'accesso era ben chiuso e non si riusciva ad accedervi, altrimenti qualche ciclista avrebbe potuto essere tentato dal passaggio "inaugurale". Evidentemente il progetto non è sbagliato di poco. Davvero incredibile".

Michela Garatti


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commenti


Franz

14 febbraio 2026 12:40

Come se fosse una novità che in questo paese, dall'Alpi alla Sicilia, le opere pubbliche siano concepite col c...o ed eseguite con i piedi. Spiace solo per politici di turno cui è stato negata la possibilità del taglio del nastro.