13 febbraio 2026

Mnzoil Brass suona bene, ma azione scenica da dimenticare. Al Ponchielli per la concertistica il gruppo di fiati austriaco si salva solo per la musica

STRAU$$, Un ballo tra due sedie arriva al Ponchielli per la Stagione Concertistica firmato dal Mnozil Brass. Uno spettacolo carico di aspettative per la fama del gruppo. Forse un po’ troppe rispetto a quello che poi si è poi visto sul palcoscenico del teatro cremonese. Non tanto per l’aspetto musicale che è risultato brillante, ma per quella che è stata l’azione scenica.

E’ sembrato che mancasse un collante vero, un filo logico sostanziale tra i pezzi proposti e i movimenti e i sette strumentisti. Solo frammenti e apparenze di un racconto, con una donna fantasma come protagonista, e niente più. Anzi in alcuni momenti il mimo si è spento in gag fin troppo semplicistiche. Una ripetitività che alla fine ha rischiato di annoiare, soprattutto gli affezionati della Stagione concertistica che si sono ritrovati come pesci fuori d’acqua in un contesto simile. In alcuni momenti la direzione e la coreografia di Sharon Booth è risultata veramente difficile da comprendere, ma soprattutto da apprezzare. 

Meglio. Molto meglio invece l’aspetto musicale e strumentale vero e proprio, dove le capacità tecniche e interpretative dei componenti dei Monzozil Brass sono emerse con grande chiarezza. Del resto, è ben noto come la tradizione degli ottoni in ambito nord europeo sia tra le migliori in assoluto, anche e soprattutto per quanto riguarda le parti nelle orchestre classiche. 

Bene dunque per intonazione, capacità virtuosistiche e fraseggio musicale: Thomas Gansch, Robert Rother e Roman Rindberger (trombe), Leonhard Paul (trombone e tromba basso), Gerhard Füßl (trombone), Zoltán Kiss (trombone)  e Wilfried Brandstötter (tuba) che hanno proposto frammenti da Bizet, da Mozart, da Strauss e perfino un pregevolissimo inciso dal concerto Concerto d'Aranjuez: opera principe di Joaquín Rodrigo, uno dei compositori spagnoli più famosi del primo dopoguerra.

Teatro Ponchielli sold out per lo spettacolo. Comunque un buonissimo segno. Applausi del pubblico, composto da moltissimi componenti di bande locali, e anche qualche risata per le ironiche, ma non troppo, peripezie dei protagonisti in scena.

Martedì 17 torna il classico con Gautier Capuçon, violoncello e Mirabelle Kajenjeri, pianoforte con un meraviglioso programma che spazia da Debussy,  a Mendelssohn. Da Schumann a Brahms. 

Fotoservizio Francesco Sessa Ventura

Roberto Fiorentini


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti