30 marzo 2026

E' in vendita il palazzo Stanga "alle punte" di corso Garibaldi (angolo con via Milazzo). Il prezzo (4 milioni 450 mila euro) e la sua storia

L'annuncio è comparso due giorni fa nella bacheca di "Lionard Real Estate": nel cuore del Centro storico è in vendita un meraviglioso palazzo di grande fascino e rilevanza storico-artistica". Si tratta del Palazzo Stanga "alle Punte" (di proprietà Albertoni-Mainardi), posto sul corso Garibaldi alla confluenza con via Milazzo. "Nel cuore del centro storico di Cremona, lungo l’elegante Corso Garibaldi, si propone in vendita un prestigioso palazzo nobiliare del XVIII secolo: Palazzo Stanga alle Punte (Stanga-Offredi-Ambrosini), una delle dimore storiche più rappresentative della città. La proprietà si sviluppa su una superficie complessiva di circa 4.500 mq e conserva intatti numerosi elementi architettonici e decorativi originali, tra cui soffitti affrescati e cortili porticati. L’immobile, di grande fascino e rilevanza storico-artistica, presenta tetto e facciata recentemente ristrutturati, mentre gli interni e gli impianti necessitano di un intervento di riqualificazione. Completano la proprietà 8 garage e alcune unità attualmente a reddito...Sottoposto a vincolo delle Belle Arti, Palazzo Stanga alle Punte rappresenta un’opportunità unica per investitori e amanti del patrimonio storico che desiderano riportare all’antico splendore una dimora di grande prestigio".

Nell'annuncio è anche indicato il prezzo di vendita in 4.450.000 euro. Dunque un altro dei meravigliosi palazzi cremonesi in vendita. Ma perchè si chiama Palazzo Stanga alle Punte? Secono Lidia Azzolini "la denominazione di 'palazzo Stanga alle punte' nata dal linguaggio popolare per distinguerlo dagli altri palazzi Stanga esistentu numerosi in città, potrebbe essere derivata dalla collocazione dell'edificio in un punto del tracciato urbani segnato dalla congluenza 'a punta' di numerose strade che poi vennero smussate da successive modifiche". Invece secondo il professor Pontiroli "tale appellativo risalirebbe, invece, alla denominazione di 'pont de preda' dato nel dialetto locale ad un ponticello sulla Cremonella che scorreva poco lontano dall'inizio di corso Campi a cielo aperto".

Il palazzo è stato voluto dal marchese Gasparo Stanga. Lo stemma della degli Stanga si trova sullo scalone sormontato dall'aquila bicipite asburgica un tempo sulla facciata. All'interno del palazzo nobiliare tante decorazioni e affreschi ed è conservata "l'alcova" per ospiti illustri. Dai documenti degli attuali proprietari, al piano terra venne a lungo ospitata l'Accademia Musicale fondata da Folchino Schizzi con sede iniziale a Palazzo Cattanea (anch'esso in vendita)

Così la guida turistica del Crart "Ti racconto Cremona" descrive del Palazzo: "L'odierna planimetria del palazzo vede l'aggiunta delle due casette laterali, dovuta alla volontà di ampliare in primis la superficie della facciata, evidentemente giudicata troppo piccola rispetto ai canoni delle case da nobili di allora. È quasi del tutto allungata su Corso Garibaldi, estendendosi tuttavia anche nel primo tratto di via Milazzo, andando in questo modo a correggere un'irregolarità dell'antica Strada Magistra. Se ne ignora ad oggi l'autore che sembrerebbe rivelare un'ispirazione al Rococò milanese, soprattutto nell'uso di pietra arenaria ad incorniciare le aperture o i balaustrini delle finestre in pietra alternati ai ferri battuti, anche se forse conserva una vaga memoria delle invenzioni di Giovanni Battista Zaist, pittore e architetto tra i più affermati tra i locals della sua epoca. Si tratta di una particolare declinazione del Barocco, ritardatario rispetto alla scansione cronologica di questo stile, dovuto alla posizione periferica di Cremona rispetto ai centri maggiori, ma integro e perciò esemplificativo di un particolare momento di metamorfosi dell'architettura residenziale cremonese.

La facciata si scompone in due ali leggermente arretrate dove si risolve il problema dell'irregolarità dell'asse viario, mettendo in risalto il corpo centrale, dove l'ispirazione Rococò trova un degno risalto. Diversamente da altri palazzi cremonesi, qui il paramento murario appare liscio e privo di ingombranti elementi verticali ed orizzontali, coscchè trova una giusta evidenza il valore del chiaroscuro dei contorni e delle cimase, vivificati dalla presenza della pietra arenaria aggettante. Nei mezzanini e al piano terra osserviamo cornici leggermente espanse agli angoli coronate da timpani spezzati al centro per dare agio ad una voluta sagomata, mentre al piano nobile vediamo qualcosa di più complesso, eccentrico e capriccioso, dove a farla da padrone è la linea mossa, ondulata, la voluta, il cartoccio. Tutto cò esalta la verticalità delle aperture e denuncia un'attenzione ve o la luminosità e la grazia delle quali si intride il barocchetto lombardo.

Un doveroso cenno va fatto a quei deliziosi piccoli balconcini che vanno ad increspare incurvandola la facciata stessa arricchendo la base delle finestre con una decorazione ad arabeschi in ferro battuto accompagnata a pilastrini lapidei sagomati in modo assai raffinato. Senza eccessi, mai, nel più puro stile lombardo. ll balcone centrale domina l'arco del portale che si incastona dentro paraste slanciate che vanno a reggere con curiose mensole arricciate la base sagomata del balcone stesso, con una soluzione assai originale e di grande gusto"

M.S.


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