Il 2025 del Serio, Monaci: "Un buon anno per il fiume". Mazzoleni (Fipsas Cremona): “E' in buona salute”
La consueta e approfondita ricerca dell’appassionato Valeriano Pesenti dell’Associazione Amici del Serio di Seriate, offre la possibilità di fare qualche considerazione sullo stato di salute del fiume e sulle prospettive per l’anno appena cominciato. Per il presidente del Parco del Serio Basilio Monaci, dalle ricerche di Pesenti emerge l’importanza della qualità e quantità dell’acqua del Serio: “I dati estrapolati da Pesenti sono importanti per l’intera area che rappresenta il Parco, perché sono una sorta di censimento relativo alla quantità di acqua che passa sotto il ponte di via Italia a Seriate”, commenta il presidente Monaci. Ma le implicazioni nell’area cremasca quali sono? Per il presidente Monaci: “La quantità di acqua che rimane e che serve all’area Parco e al Cremasco è proprio quella che passa sotto il ponte di Seriate, e che poi giunge nell’area bassa del territorio del Parco, distribuendosi nel Cremasco, rogge comprese”. Corposo e minuzioso come sempre il lavoro di Valeriano Pesenti, che ha anche osservato sia l’andamento idropluviometrico confrontando gli ultimi due anni, dal quale emerge che la portata annua si attesta sui 663 milioni di metri cubi nel 2025, a fronte di un valore superiore del 2024 (945), sia i livelli di pioggia caduta (1225 mm nel 2025 con il mese di settembre il più piovoso, contro i 1935 del 2024). La portata media del Serio invece è stata registrata da Pesenti, sia con dati aggregati, che divisi per mese, con una portata superiore nel 2024.
In definitiva, un anno, il 2025 con una portata idrica del Serio nella media degli ultimi 15 anni, così come della pioggia caduta, ad esclusione dell’annus horribilis del 2022.
Ma la quantità di acqua non sempre ha un riscontro immediato in relazione al flusso o alle piogge, sottolinea dal canto suo il presidente Monaci, perché è fondamentale per le esigenze dell’agricoltura, il momento in cui le piogge si presentano, in altri termini, se la stesse sono in grado di supportare le fasi che caratterizzano le coltivazioni, oppure no. Dai dati raccolti da Pesenti, emerge un 2025 meno piovoso, ma con le piogge meglio distribuite commenta il presidente Monaci: “Anche il fiume è stato generoso, e le campagne non hanno risentito di problemi, perché le riserve di acqua sono state buone, così il mondo agricolo ha potuto beneficiarne con ottime produzioni”, conclude il presidente dell’Ente Parco.
A confermare il buono stato del fiume, il presidente della Fipsas Cremona, Giuseppe Mazzoleni che collabora con il Parco del Serio e che dal suo osservatorio può fare una riflessione legata alla qualità delle acque. “Nel territorio cremasco, al di là del lavoro portato avanti negli ultimi anni sul contenimento del pesce siluro, nel Serio ora vi sono specie ittiche di un certo valore, quali ad esempio le lasche, che in altri posti sono scomparse. Da Crema verso Castelgabbiano – prosegue il presidente provinciale della Federazione pesca sportiva e attività subacquee e nuoto pinnato – abbiamo un’acqua che ci consente di trovare specie endemiche, quali il vairone, l’alborella, i ghiozzi. Poi, da Crema in giù, ci sono i due fossi che scaricano in zona Colonia Seriana, e l’acqua diventa un po’ più torbida, ma questo allo stesso tempo favorisce anche la presenza di cibo per i pesci. Fin quando troviamo tanto pesce sotto il depuratore, come ad esempio il pigo – conclude Mazzoleni – vuol dire che l’acqua non è di cattiva qualità, il pesce ha bisogno di alimentarsi, e seppur più torbida l’acqua è ricca di sostanze nutritive”.
Per il presidente Fipsas Cremona invece resta il problema legato alla presenza dei cormorani: “Nelle zone in cui l’acqua è trasparente non troviamo pesci piccoli, sia per carenza di alimentazione, ma soprattutto per i cormorani, perché se il siluro riusciamo a contenerlo, ed ora sono ricomparsi anche lucci e persici, entrambi predatori che vanno in competizione con il siluro, il quale però è in cima alla catena alimentare, la situazione è diversa per i cormorani. Si tratta di una specie protetta – dice Mazzoleni – esiste anche un piano di contenimento in regione Lombardia, ma per questo territorio non c’è il relativo decreto, e fin quando non ci sarà, siamo fermi. Si tratta di uccelli che si alimentano con in media 500 grammi di pesce al giorno e per questo ci sono tratti dove i pesci di piccola e medie taglia non si trovano più”.
In generale, per le condizioni del fiume il presidente Mazzoleni si dice soddisfatto, infatti “il Serio è un fiume in buona salute, c’è ancora la presenza di pesci e di pescatori che lo frequentano”, e lo confermano anche gli stessi dati di Fipsas Cremona: una sezione che conta circa 2800 adulti, e circa 450 giovani, equamente divisi tra il cremasco ed il cremonese. Un’attività quella di Fipsas Cremona, che prosegue anche in questi mesi, sempre in collaborazione con il Parco del Serio, tanto da avere la sede proprio presso la Casa di Camperia di Crema: “Ci occupiamo delle immissioni specifiche con specie alloctone, dalla tinca alle carpette – aggiunge il presidente Mazzoleni – ma anche dei recuperi, come quello di qualche giorno fa nella Roggia Comuna, di alborelle, triotti, poi rilasciate nel Serio. Abbiamo le acque in concessione dai vari Consorzi proprio per le attività di recupero della fauna ittica, quando ad esempio le rogge vengono messe in asciutta – conclude Mazzoleni – e noi abbiamo mezzi attrezzati per recuperare e poi rilasciare i pesci nei corpi idrici dove c’è più acqua, Vacchelli, Serio, Tormo”.
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