21 dicembre 2022

Il fiume Po torna a livelli normali. AIPo: "Un'imbarcazione di 115 metri permetterebbe di trasportare 80 container. Sarebbero 80 autoarticolati in meno sulle strade"

Transitano sempre con maggior frequenza, grazie all’innalzamento dei livelli idrometrici, alcune imbarcazioni nel tratto medio del Po (Cremona, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Mantova verso il Delta). I numeri parlano chiaro, sottolinea l’Agenzia Interregionale per il fiume Po: una imbarcazione con 115 metri di lunghezza e 11,5 di larghezza, permetterebbe di trasportare ben 80 container che equivalgono ad 80 autoarticolati in meno sulle nostre strade.

 

Dopo le ultime precipitazioni, sono migliorati i livelli idrometrici del Fiume Po e questo ha consentito di intensificare la navigazione. Proprio in questi giorni sono infatti frequenti i carichi di materiali trasportati grazie all’impiego di grandi chiatte e questa opportunità rilancia inevitabilmente le aspettative dal settore. “Allineandoci ai paesi del nord Europa, che utilizzano in modo proficuo, sostenibile e intelligente questa modalità di trasporto - ha commentato il Direttore di AIPo Meuccio Berselli - occorre migliorare la capacità del Grande Fiume di poter ospitare imbarcazioni di quinta classe, in grado di movimentare merci lungo l’asse Delta-tratto mediano del Po (Piacenza, Reggio Emilia, Parma, Cremona, Mantova)”. Nelle immagini, transita di fronte agli uffici AIPo di Boretto una chiatta della ditta Fagioli S.p.A. in direzione del porto di Cremona. La navigazione fluviale è una delle mission strategiche di AIPo e permette di incentivare gli spostamenti commerciali e navigare, rilanciando tutto il contesto fluviale e rendendolo più appetibile per stakeholders, aziende e cittadini. In linea coi parametri richiesti dalla UE. "Inoltre – ha aggiunto il Direttore Meuccio Berselli - va considerata con grande attenzione la possibilità che la navigazione, se ben fatta, può dare come contributo rilevante per l’alleggerimento del traffico veicolare su strade e autostrade e di diminuzione conseguente della CO2”.

 

 


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