Il grande fiume torna di nuovo in magra: a Cremona è a 7 metri e 20 centimetri sotto lo zero idrometrico. I pericoli del Po
Dopo aver recuperato alcune decine di centimetri a causa dei temporali dei giorni scorsi, il Grande fiume torna di nuovo in magra ed ha ormai superato sensibilmente, all’idrometro di Cremona i 7 metri sotto lo zero idrometrico, toccando per la precisione, tra giovedì e venerdì, i 7 metri e 20 centimetri sotto lo zero idrometrico. Una situazione di magra del tutto evidente, che si potrebbe avvicinare a quote record nelle prossime settimane. Le quote di oggi di solito si raggiungono a luglio avanzato e ad agosto.
Quest’anno è tra l’altro mancata la classica piena primaverile, che è sempre un toccasana per il Po e per il suo ambiente. Come evidenziato anche nelle score ore dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, l’anomalia termica persistente nelle ultime settimane, con valori oltre la media stagionale, seguita ad incidere negativamente sulla disponibilità di risorsa idrica all’interno del Distretto. Gli elevati valori delle temperature registrati già nella seconda parte del mese di maggio hanno infatti accelerato il processo di scioglimento delle nevi anche ad alta quota, riducendo considerevolmente l’apporto idrico disponibile. Nei primi giorni di giugno, le precipitazioni verificatesi hanno determinato un modesto incremento delle portate, contribuendo, seppur temporaneamente, a sostenere i deflussi lungo l’asta del fiume Po e nei principali corsi d’acqua del Distretto. Permane positiva la situazione dei Grandi Laghi regolatori, i cui volumi invasati si mantengono in linea con la media del periodo. Sul Delta le portate si mantengono superiori alla soglia critica scongiurando, per il momento, il rischio di intrusione salina. Alla luce dei dati aggiornati e delle valutazioni condivise la severità idrica a scala distrettuale viene confermata “Bassa in assenza di precipitazioni”, con l’eccezione dei bacini lombardi dei fiumi Brembo e Serio e dei bacini piemontesi dei torrenti Elvo e Cervo ai quali si attribuisce la severità idrica “Media in assenza di precipitazioni”. L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici tornerà a riunirsi il prossimo 25 giugno. Tutti i dati analitici del Distretto sono visibili e consultabili sul portale istituzionale dell’ente al link: https://www.adbpo.it/osservatorio-permanente/ .
Nel mese di maggio il Distretto è stato interessato da condizioni meteorologiche evolutive: una prima fase contraddistinta da temperature inferiori alla media e da precipitazioni, anche a carattere nevoso alle quote medio-alte, è stata seguita da una marcata inversione di tendenza nella seconda metà del mese, con temperature stabilmente superiori ai valori di riferimento climatologici e, in alcuni casi, superiori anche ai massimi storici. Le precipitazioni cumulate mensili si sono attestate su valori complessivamente inferiori alla media, con deficit più marcati nei settori occidentali del Distretto. Tale configurazione ha inciso anche sull’evoluzione del manto nevoso che, dopo un temporaneo recupero nella prima metà del mese, ha subito una rapida riduzione per effetto delle temperature elevate, determinando un anticipo generalizzato della fusione rispetto alla media climatologica. Per quanto riguarda le risorse idriche superficiali, i Grandi Laghi prealpini presentano volumi invasati in linea con i valori medi di riferimento. Diversamente, il comparto nivale evidenzia condizioni inferiori alla norma stagionale. I deflussi nel fiume Po sono stati caratterizzati, a partire dall’inizio di maggio, da moderati incrementi legati agli eventi precipitativi, protrattisi fino alla metà del mese, seguiti da una fase di progressiva riduzione e successivo mantenimento. Nei primi giorni di giugno, le precipitazioni verificatesi hanno determinato un nuovo, seppur contenuto, incremento delle portate, contribuendo temporaneamente a sostenere i deflussi lungo l’asta del fiume Po e nei principali corsi d’acqua del Distretto. Tuttavia, considerando i valori medi di portata alla fine di maggio, questi risultano inferiori alla media tipica del periodo. Presso la sezione idrometrica di Pontelagoscuro, le portate si mantengono comunque superiori alla soglia di 450 m³/s, valore critico associato al fenomeno dell’intrusione salina. Le previsioni meteorologiche indicano, nei prossimi giorni, una fase iniziale di instabilità con fenomeni temporaleschi e un temporaneo calo delle temperature, seguita da un ritorno a condizioni stabili, accompagnate da assenza di precipitazioni e da un nuovo aumento termico. In tale contesto, lungo l’intera asta del fiume Po è atteso un lieve incremento dei deflussi associato agli eventi previsti, cui seguirà una progressiva riduzione.
Le precipitazioni più significative registrate nei primi giorni di giugno e quelle attese nel brevissimo termine potranno determinare benefici solo temporanei sulla disponibilità idrica: infatti, il successivo ritorno a condizioni stabili e più calde comporterà una progressiva diminuzione delle risorse disponibili. Infine, a rimarcare l’importanza di mantenere alta l’attenzione sullo stato della disponibilità idrica del Distretto, non solo per quanto concerne lo stato attuale ma anche in prospettiva, vi sono le indicazioni fornite dalle previsioni stagionali riferite al trimestre estivo (giugno-agosto), che evidenziano una buona probabilità di temperature superiori alla norma climatologica, mentre il segnale sulle precipitazioni risulta al momento meno definito. Alla luce di quanto sopra evidenziato, a seguito dell’ultima seduta dell’Osservatorio, dove sono stati condivisi e commentati tutti i dati aggiornati e le informazioni disponibili, la severità idrica a scala distrettuale viene confermata “bassa in assenza di precipitazioni” con l’eccezione dei bacini lombardi dei fiumi Brembo e Serio e dei bacini piemontesi dei torrenti Elvo e Cervo ai quali si attribuisce la severità idrica “media in assenza di precipitazioni”. Il Grande fiume con i suoi spiaggioni, simili a un deserto, è motivi di richiamo, anche quest’anno, per bagnanti e pescatori, per chi desidera concedersi le prime tintarelle in relax e per chi ama le passeggiate nella natura. Ma, doveroso ricordarlo, è fondamentale stare lontano dall’acqua, anche in condizioni di magra, per evitare rischi. Tutti i torrenti ed i fiumi sono da considerare naturalmente a rischio, specie il Po. Qui, purtroppo anche in tempi recenti, le tragedie non sono mancate. Soltanto nell’estate dello scorso anno nel fiume hanno perso la vita un 16enne ed un 23enne nei pressi della confluenza tra Ticino e Po. A giugno 2024 un 18enne a Guastalla e nel luglio 2018 due 17enni di Soragna annegati nei pressi di Coltaro. Tra i luoghi più frequentati durante la stagione estiva c’è lo spiaggione sottostante il ponte “Verdi”, dove sono soliti radunarsi non pochi gruppi di persone e non manca chi fa il bagno. Ma anche gli altri spiaggioni di Cremona, del Cremonese e del Casalasco sono frequentati. C’è da dire, o meglio da ricordare. che nel Po il bagno si è sempre fatto, specie tra gli anni Venti e Sessanta del Novecento quando le acque erano meno inquinate e si organizzavano addirittura le colonie estive su quello che è sempre stato definito il “Mare dei poveri”. Di tragedie però ce ne sono sempre state ed i pericoli restano. Al fine di prevenire rischi, da qualche anno (e lo ripeteranno anche quest’anno) le associazioni Aironi del Po di Legambiente, Amici di Po Grande, Ciac di Parma, assieme ad Aipo e Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, in un’ottica di servizio alla collettività, metteranno a disposizione di Comuni ed enti preposti avvisi in più lingue relativi ai fiumi in generale e uno dedicato specificamente al fiume Po liberamente riproducibili e diffondibili in forma stampata o online, finalizzati a informare tutti sui comportamenti corretti da tenere e sui possibili pericoli, in particolare il rischio di annegamento. Il fiume, col suo ambiente, va conosciuto e frequentato con rispetto, in ogni tempo, in ogni stagione e in tutte le condizioni. Meglio se lo fate in silenzio, lontano dal rumore, lasciando a casa auto e moto. Va conosciuto a piedi, e rispettato sempre (giusto ribadirlo), in assoluto silenzio, prendendosi il tempo necessario perché quello che ti impedisce di osservare mentre cammini non è il brusio degli altri ma la fretta dei tuoi piedi. Ricordandosi di non voltarsi indietro mentre si cammina perché ci si potrebbe illudere di aver fatto molta strada. Cogliendo il silenzio assoluto delle terre di fiume ci si potrà rendere conto che se preghi, tu parli. Ma se ascolti in silenzio è Dio che ti parla.
Eremita del Po
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